Olaf II di Norvegia

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Olaf II di Norvegia[1]
Re di Norvegia
In carica 1015 –
1028
Predecessore Sweyn I di Danimarca
Successore Canuto il Grande
Nascita Ringerike, 995
Morte Stiklestad, 29 luglio 1030
Casa reale Dinastia Bellachioma
Padre Harald Grenske
Madre Åsta Gudbrandsdatter
Consorte Astrid Olfosdotter
Figli Magnus I di Norvegia
Wulfhild di Norvegia
Religione cattolica
Sant'Olav
Olof Overselo.jpg

Martire

Nascita 995
Morte 1030
Venerato da Chiesa cattolica, Comunione anglicana
Ricorrenza 29 luglio

Olaf II di Norvegia, ovvero Olaf II Haraldsson, detto il Coraggioso (99529 luglio 1030), fu re di Norvegia dal 1015 al 1028 ed è considerato santo e martire dalla Chiesa cattolica.

La sua storia[modifica | modifica sorgente]

Nacque nell'anno in cui Olaf Tryggvason giunse in Norvegia. Sua madre fu Åsta Gudbrandsdatter e suo padre Harald Grenske, bisnipote di Harald I Bellachioma. Nella cultura moderna norvegese egli è noto con il nome di Olav den Hellige o Olaf il Santo.

In lingua norrena il nome di Olaf II Haraldsson era Óláfr. Dopo essersi convertito al Cristianesimo ed essere stato battezzato nel 1010, Olaf trascorse diversi anni in Inghilterra, combattendo contro i Danesi, per poi fare ritorno in Norvegia nel 1015 autoproclamandosi re di Norvegia, dopo aver guadagnato l'appoggio dei cinque sovrani che allora detenevano il potere nella regione. Nel 1016, nella battaglia di Nesjar, sconfisse Sveinn Hákonarson, legittimo erede nominale della corona, consolidando così definitivamente il suo dominio sulla Norvegia.

Durante il suo regno cercò di annullare la minaccia del potere dei suoi vassalli a sud del paese, e cercò di imporre l'insediamento del Cristianesimo come religione di Stato, grazie anche all'aiuto e all'appoggio dato ai missionari cristiani e alla loro attività di evangelizzazione della popolazione. Insediò il suo potere anche sulle isole Orcadi, grazie ad una missione militare contro la Danimarca, che gli consentì di stringere un patto di pace con il re danese Olof di Svezia, stipulato nel 1020 nell'insediamento di Kungahälla.

Fu ucciso nel 1030 nella battaglia di Stiklestad, contro la cosiddetta "Armata dei Contadini", guidata da alcuni nobili suoi avversari legati a Canuto I d'Inghilterra.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Olaf II di Norvegia è considerato dalla Chiesa cattolica santo e martire. A seguito dei miracoli avvenuti sulla sua tomba (venne riportato che il suo corpo, ad un anno di distanza dalla morte, risultava ancora incorrotto), il vescovo Grimkel il 3 agosto 1031 ne decretò la venerazione. È generalmente raffigurato con i simboli dello scudo, spada, elmo o del globo; in molte rappresentazioni della sua morte è dipinto con le tre ferite (al ginocchio, al collo ed al petto) che, secondo la tradizione, gli sarebbero state inflitte durante la battaglia da suoi tre nemici (Thorin Hund, Kalv Arnesson e Torstein Knarresmed).

Saghe nordiche[modifica | modifica sorgente]

A Sant'Olav sono dedicate due delle Saghe dei re, intitolate Saga Antica di Sant'Olaf e Saga Separata di Sant'Olaf.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Olav (Olaf) in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Norvegia Successore
Sweyn I di Danimarca
Sveinn Hákonarson
Hákon Eiríksson
1015–1028 Canuto il Grande
Hákon Eiríksson

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Olaf II di Norvegia in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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