Odontospiza caniceps

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Becco di piombo testa grigia
Grey-headed Silverbills.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Estrildidae
Genere Odontospiza
Oberholser, 1905
Specie O. caniceps
Nomenclatura binomiale
Odontospiza caniceps
Delacour, 1943
Sinonimi

Lonchura griseicapilla
Odontospiza griseicapilla

Il becco di piombo testa grigia (Odontospiza caniceps Delacour, 1943) è un uccello passeriforme della famiglia degli Estrildidi[2].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La specie ha una storia tassonomica piuttosto travagliata: essa è stata a più riprese classificata sia nel proprio genere monospecifico, Odontospiza Oberholser, 1905, che nel genere Lonchura, col nome di Lonchura griseicapilla (al fine di evitare casi di omonimia con la già esistente Lonchura caniceps), poi nuovamente mutato in Odontospiza griseicapilla, rivelatosi però sinonimo più recente di Odontospiza caniceps, che è stato perciò ripristinato. Ancora più recentemente, alcuni autori hanno proposto l'ascrizione di questa specie al genere Spermestes assieme alle varie specie di nonnetta africana, alle quali questi uccelli sembrano piuttosto vicini filogeneticamente[3], tuttavia le differenze fra essi e le altre specie di munie sembrano tali da farne generalmente ritenere corretta l'ascrizione ad un genere a sé stante[2].

Il nome scientifico del genere deriva dall'unione delle parole greche ὀδόντος (odontos, "relativo ai denti") e σπιζα (spiza, "fringuello), col significato di "fringuello dentato" in riferimento alla conformazione del becco, mentre il nome della specie deriva dall'unione delle parole latine canus ("grigio") col suffisso -ceps ("testa"), col significato quindi di "dalla testa grigia", in riferimento alla livrea di questi uccelli.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in Africa orientale, dal Corno d'Africa a sud fino alla Tanzania e ad est fino al Sudan meridionale e all'Uganda.

L'habitat del becco di piombo testa grigia è costituito dalle aree di savana con presenza sparsa di alberi e cespugli, possibilmente con presenza di fonti d'acqua dolce permanenti nelle vicinanze, mentre questi uccelli tendono a evitare le zone aride, almeno durante il periodo riproduttivo: sempre durante il periodo riproduttivo tendono a mantenersi in aree pianeggianti al livello del mare, mentre normalmente sono molto mobili e possono essere osservati anche oltre i 2000 m d'altezza.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a 12 centimetri circa di lunghezza, per un peso medio di 11,5 grammi.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un uccello dall'aspetto robusto, munito di un forte becco tozzo e conico, che mostra una caratteristica protuberanza verso la metà della porzione superiore alla quale la specie deve il proprio nome scientifico.
La colorazione è arancio-rosato su petto, ventre, collo e dorso, bruno-olivacea su ali e coda (con tendenza a scurirsi sulle remiganti e sulle timoniere) e grigia su codione, sottocoda e testa, con una banda nera che dai lati del becco va all'occhio ed un caratteristico effetto perlato su guance e fronte, dato dai bordi più scuri delle singole penne di quest'area. Il becco è grigio-nerastro, più scuro sulla punta che alla base, gli occhi sono bruno-nerastri, le zampe sono di color carnicino-grigiastro.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di uccelli diurni e gregari, che si riuniscono in piccoli stormi nei quali sono ben riconoscibili le coppie: durante il giorno essi passano la maggior parte del tempo al suolo o fra gli steli d'erba alla ricerca di cibo, mentre durante la notte cercano riparo fra i rami degli alberi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Grazie al forte becco, i becchi di piombo testa grigia sono in grado di spezzare gli involucri di una grande varietà di semi, principalmente graminacee e cereali, privilegiando quelli ancora immaturi o quelli in via di germinazione, che costituiscono la maggior parte della dieta di questi uccelli. Essi integrano inoltre la dieta con altro materiale di origine vegetale, come germogli, bacche e frutta, mentre è molto raro che mostrino interesse per cibi di origine animale, come piccoli insetti.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

L'evento riproduttivo è concentrato nei periodi immediatamente successivi a quelli piovosi, in maniera tale da assicurare ai nascituri una maggior quantità di cibo. Il nido ha una forma sferica ed un caratteristico tunnel d'entrata piuttosto lungo, e viene edificato da entrambi i partner nel folto della vegetazione (principalmente su cespugli spinosi) utilizzando materiale fibroso di origine vegetale, come steli d'erba, foglie nastriformi e rametti. Al suo interno la femmina depone 4-6 uova, che vengono covate da ambo i sessi per 13-15 giorni: i nidiacei, ciechi e implumi alla nascita, vengono nutriti ed accuditi da ambedue i genitori per circa tre settimane, dopodiché, sebbene siano in grado d'involarsi, tendono a rimanere nei pressi del nido, tornandovi a riposare durante la notte per circa altri 7-10 giorni prima di allontanarsene definitivamente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Odontospiza caniceps in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Estrildidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 10 maggio 2014.
  3. ^ John Boyd, TiF Checklist: Core Passeroidea I, 2013.

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