Odinismo

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Odinismo
Esponenti
Else Christensen
Alec Christensen
Correnti legate
Ásatrú
Wotanismo
Voci attinenti
Etenismo
Neopaganesimo

L'Odinismo è una denominazione del movimento eteno, non necessariamente ricostruzionistica e basata sul vecchio Paganesimo nordico [1], ovvero l'ultima fase documentata della religione germanica, diffusa soprattutto in Scandinavia e in Islanda e documentata dall'Edda. La denominazione odinista originò (di fatto venne per la prima volta istituzionalizzato) in Australia nel 1936 con la fondazione della Chiesa odinista da parte di Alexander Rud Mills, per poi essere riformato e reinterpretato in America ed in Europa tra il 1960 e il 1970 con particolare enfasi sulla filosofia delle prime organizzazioni odiniste lì nate e sui tentativi di revivalismo portati avanti da Else Christensen.

Nomenclatura[modifica | modifica sorgente]

Il termine Odinismo deriva dal nome del dio Odino, figura emblematica che la religione odinista pone nella maggior parte dei casi al centro del proprio culto. Il termine venne coniato da Orestes Brownson nella sua Lettera ai protestanti del 1848, e fu riutilizzato negli anni trenta del XX secolo da Alexander Rud Mills e dalla probabile moglie Evelyn Rud Mills in Australia, con la fondazione della Chiesa odinista — prima associazione religiosa neopagana di ispirazione germanica dell'era moderna — e con la compilazione di uno scritto intitolato The Call of Our Ancient Nordic Religion. Nel periodo compreso tra i primi anni sessanta e i primi anni settanta, l'influenza di Else Christensen (e del marito Alec o Alex Christensen) e il suo tentativo di rivificare l'antica religione germanica con la fondazione del Gruppo di studi odinisti e della successiva Congregazione Odinista, favorirono la diffusione del termine anche in America settentrionale. Parallelamente nel Regno Unito, l'associazione denominata Rito Odinico, iniziò a descriversi esplicitamente come organo dell'Odinismo. La religione odinista non va confusa con il Wotanismo, un ramo geneticistico dell'Etenismo che nacque in risposta al pacifismo e al relativo universalismo mondialistico degli odinisti. Il Wotanismo è di fatto una religione estremizzata, che pone al centro del culto l'idea di una sua circoscrizione alla sola razza germanica. Tale ideologia è intuibile dal termine stesso con cui viene indicata la religione, derivato da Wotan, nome tipicamente teutonico del dio Odino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La religione che oggi viene comunemente chiamata Odinismo è una branca del movimento eteno, una religione che ripropone in epoca moderna l'antico Paganesimo germanico in forme talvolta definibili ricostruzioniste, talvolta esplicitamente innovative ed eclettiche. Le radici dell'Etenismo, e quindi dell'Odinismo in qualità di sua prima espressione, sono rintracciabili nello stesso sostrato che originò il misticismo germanico nel corso del XIX secolo. Prime nostalgie e idee di risorgenza vennero espresse da personalità quali l'intellettuale Guido Von List, il quale visitando la cripta della cattedrale di Santo Stefano — chiesa costruita sul sito di un tempio pagano — a Vienna nel 1862, si ripromise di edificare un nuovo tempio dedicato al dio Odino. Von List fu anche un esponente del già menzionato misticismo germanico, ovvero quella serie di dottrine esoteriche ispirate alla tradizione germanica (tanto quanto anche al Cristianesimo e ai miti biblici) emerse nel corso del Romanticismo. Fondò infatti l'Armanismo, ovvero la dottrina che sarebbe stata pioniere di gran parte del sistema mistico germanico. Durante il periodo della Germania nazista, alcuni gruppi occultistici fondati sulla base delle dottrine che influenzavano la società tedesca dell'epoca, dimostrarono interesse nello studio delle eredità teutoniche e vengono oggi classificati in un sistema definito misticismo nazista. Parallelamente all'influenza che la religione teutonica ebbe sul misticismo germanico romantico, la comparsa delle prime forme di Etenismo organizzato, e in specifico di Odinismo — che di fatto è la prima tradizione etena ad essere ricomparsa in epoca moderna — sono da collocare nel corso del decennio del 1930, quando in Australia Alexander Rud Mills fondò la prima organizzazione religiosa neopagana di stampo eteno, ossia la Chiesa odinista, la cui dottrina venne influenzata e portata avanti anche da un'opera scritta da Rud Mills stesso. Il termine Odinismo era già in uso dagli ultimi decenni del XIX secolo, e venne a questo punto ripreso come nome ufficiale delle prime correnti della rinascita etena. L'Odinismo fu in seguito riformato e profondamente influenzato dalla filosofia di Else Christensen, la quale ne contribuì alla diffusione nel Nord America e iniziò a pubblicare la rivista intitolata The Odinist. Nello stesso periodo stava emergendo la seconda principale branca dell'Etenismo, ovvero l'Ásatrú. Con la diffusione dell'Odinismo nacque il Rito Odinico (Odinic Rite), la prima organizzazione europea istituita e fondata in Inghilterra nel 1972 da parte di John Yeowell. Tale associazione aprì in seguito dei centri anche in altri Paesi europei ed extraeuropei, divenendo la principale e più ramificata Chiesa odinista (dato il fatto che la Chiesa australiana di Rud Mills fosse progressivamente declinata e scomparsa). Il Rito istituì dei centri minori in Germania nel 1995, in Australia nello stesso anno e in America settentrionale nel 1997. Nel corso degli anni Novanta, parallelamente all'affermazione del Rito Odinico, stavano nascendo anche gruppi ed associazioni separati da questo. Particolare crescita e stabilità ebbe la Congregazione Odinista del Regno Unito, guidata nella sua emersione da Ralph Harrison. Attualmente l'Odinismo è vasto e multiforme, e parallelamente supportato da decine di associazioni e Chiese diffuse in tutto il mondo postcristiano. La scissione e indipendenza da altre denominazioni etene, quali l'Ásatrú o il Teodismo, si è mantenuta ed è anzi — sotto certi aspetti — progressivamente più marcata. Il riconoscimento dell'Odinismo quale religione legittimamente praticabile è un traguardo già raggiunto in alcuni Stati europei. In Islanda, in Norvegia e in Danimarca la religione odinista è riconosciuta ufficialmente — insieme alla religione asatruar — sin dagli anni Settanta, sebbene solo di recente sia stato ufficializzato un certo tipo di supporto da parte dei governi. Il culto è presente in modo istituzionalizzato anche in Gran Bretagna, in Francia, in Italia, in Spagna, in Portogallo, in Belgio, nei Paesi Bassi, in Germania e altre zone dell'Europa centrale. In America associazioni odiniste si possono trovare in Canada, negli Stati Uniti, in Messico, in Argentina e in altri Paesi dell'America meridionale. Alcune comunità sono emerse anche in Australia e in Russia. La Comunità Odinista è un'altra organizzazione di spicco, presente sul territorio italiano dal 1994 ha però una filiazione americana e alcune ramificazioni in altri paesi.

Teologia[modifica | modifica sorgente]

L'Odinismo è panteista e non necessariamente monista, dato che gli dèi possono essere sì visti come emanazioni del tutto, sia come gli spiriti senza forma, differenti l'uno dall'altro, che stanno alla base della manifestazione dei più sottili processi naturali e quindi del nascere dell'ordine a partire dal caos. A differenza di quanto può avvenire nella dottrina teologica delle altre religioni etene, l'Odinismo pone grande enfasi sulla figura di Odino, padre degli dèi identificato come il principio universale dal quale sgorga la vita e la manifestazione dell'universo. Odino, che viene per ciò che rappresenta chiamato anche Padre Tutto, è lo spirito che pervade ogni cosa, il Sole, la Luna, le stelle e tutti gli astri, le colline, le pianure, ogni essere vivente tra cui il genere umano. [2] Odino è il principio della vita e la sorgente dalla quale proviene l'energia attiva che si aggrega armoniosamente dando origine all'universo in ogni sua espressione e possibilità di interpretazione. Odino è anche il principio da cui scaturisce la conoscenza, è il tutto di cui anche la scintilla essenziale dell'intelletto umano, ovvero l'anima, fa parte, e al quale tornerà nel momento in cui rientrerà nel ciclo di tutte le cose. La mitologia — che gli odinisti sanno perfettamente trattarsi di un insieme di fiabe volte a spiegare e raffigurare i concetti teologici [1] — narra di Odino che perse l'occhio per ottenere la conoscenza, o che venne impiccato all'Yggdrasill, l'albero del mondo, sacrificandosi per la salvezza dell'universo. Questi miti sono il simbolo dell'infinita attività del divino e del suo eterno emanare vita, luce e conoscenza.

(NON)
« Veit ek, at ek hekk

vindgameiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sialfur sialfum mér,
á þeim meiði
er manngi veit
hvers af rótum renn. »

(IT)
« Lo so io, fui appeso

al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell'albero
che nessuno sa
dove dalle radici s'innalzi. »

(Edda poetica - Hávamál - Il Discorso di Hár CXXXVIII)

Il passo eddico racconta il mito dell'impiccagione di Odino all'Yggdrasill, l'albero cosmico che rappresenta lo spirito divino che permea l'universo, e quindi la Divinità stessa. Odino si sacrifica per la conoscenza della verità, e giunge alla comprensione di essere egli stesso Yggdrasill nel verso che recita so che mi sono in verità appeso a me stesso, prendendo consapevolezza del fatto che la natura è l'indumento attraverso cui egli manifesta il proprio essere. La consapevolezza di Odino è un insegnamento per l'uomo, attraverso cui questo impara a pensare alla divinità come al tutto, ovvero alla totalità delle cose, alla madre universale. Le divinità sono in questo contesto interpretabili sia in senso politeistico sia monistico. Le divinità, essendo gli spiriti della creazione la cui attività eterna dà ordine alla materia generando il cosmo a partire dal caos primordiale, possono essere viste da una parte come entità distinte le une dalle altre, seppure anch'esse parte del tutto odinico; dall'altra come entità emanate dal logos stesso del tutto odinico, e quindi accomunate dalla sorgenza da un'unica fonte che si manifesta attraverso di esse. In entrambi i casi la visione è molto simile, sebbene nel primo vi sia una maggiore differenziazione delle forze ordinatrici. [2]

Cosmologia[modifica | modifica sorgente]

(NON)
« Ár vas alda

þars Ymir byggði
vasa sandr né sær,
né svalar unnir;
iörð fansk æva
né upphiminn;
gap vas ginnunga,
en gras hvergi. »

(IT)
« Al principio era il tempo:

Ymir vi dimorava;
non c'era sabbia né mare
né gelide onde;
terra non si distingueva
né cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba. »

(Edda poetica - Völuspá - Profezia della Veggente)

L'Edda spiega che in origine, prima della manifestazione dell'universo, non vi era nulla di ordinato, ma materia in uno stato caotico, rappresentata nel racconto mitologico dal gigante di ghiaccio Ymir. La cosmologia odinista racconta di una luce, emanata dalla materia informe, che ad un certo punto diede a quest'ultima lo spirito, la forma che la portò ad ordinarsi progressivamente, a muoversi ed attivarsi organizzandosi a costituire gli eterni cicli del cosmo che stanno alla base dell'aggregazione della materia e dunque della manifestazione di tutte le cose. L'energia primordiale che pose fine al caos per dare origine alla vita fu Odino, lo spirito dell'universo. Alla base più intangibile dei processi cosmici stanno gli impulsi attivi dello spirito, ovvero i poteri dell'universo, comunemente chiamati divinità, e personificati e onorati dall'uomo per la loro funzione garante dell'equilibrio della vita e del mondo. L'evoluzione è il processo fondante di tutta l'esistenza, che procede verso la complessità per andare poi a disgregarsi e ricostituirsi sotto una nuova forma. L'evoluzione fa parte del naturale ciclo delle cose, le quali attraversano una fase di aggregazione e infine di disgregazione, per poi riaggregarsi andando a formare qualcos'altro. [2] La cosmologia odinista (che in verità è condivisa da tutte le correnti dell'Etenismo), descrive l'universo come suddiviso in nove dimensioni, intese sia in senso fisico sia spirituale e simbolico. I nove mondi sono interlacciati dallo spirito universale di odino, che si identifica con l'albero cosmico Yggdrasill, ovvero la sostanza che prende forma. L'Yggdrasill rappresenta anche il ciclo delle cose, la mutazione e il rinnovamento perenne della vita.

Escatologia[modifica | modifica sorgente]

Gli odinisti credono che Odino rappresenti anche l'infinita forza del bene, che manifesta se stessa attraverso il concepimento di un figlio, simboleggiato dalla figura del dio Baldr. Questa divinità è la luce, diretta emanazione del tutto, ovvero di Odino. La luce è lo spirito portatore della conoscenza e della pace, destinato ad un'eterna lotta contro il male, in seguito alla quale si manifesta sempre come il vincitore. Nella mitologia è presente un racconto che spiega la morte di Baldr, la quale porta alla vittoria non permanente delle tenebre sull'armonia, al Ragnarök, ovvero il collasso dell'ordine e il trionfo del caos.

Questo mito è la rappresentazione della tendenza dell'uomo al violare le leggi della natura, giungendo allo scontro con questa. La morte di Baldur e la vittoria delle tenebra è una rappresentazione del declino della natura, causato dalla sottomissione della stessa e dall'uomo che perde consapevolezza del proprio legame con essa. Il mito racconta però che dopo la morte del dio Baldr questi rinasce a nuova vita, portando la natura a risorgere dalle sue ceneri dando inizio ad una nuova esperienza vivifica. Il mito di Baldur non è solo la rappresentazione del monito rivolto all'uomo che lo esorta a rispettare il mondo di cui fa parte, ma è anche un importante mito che simboleggia il ciclo della vita, il quale si conclude con la morte che rappresenta però solo un periodo di transizione, non una sconfitta eterna, dato che dopo il caos si va a costituire sempre un nuovo ordine, così come dopo la morte si va a costituire sempre una nuova forma di esistenza e di attività vitale. La religione odinista insegna che l'essere umano è costituito sì da un corpo fisico, ma anche da un'anima immortale, che è in realtà una parte dello spirito che sta al disotto della manifestazione dell'intero universo. L'anima è quella piccola parte del tutto che risiede nella coscienza umana, e che manifesta se stessa come la più sottile ed intangibile particolarità dell'essere umano. Gli odinisti credono nella reincarnazione e nell'unione con il tutto come conseguenze del trapasso. [2] La morte non è in questo contesto eterna, ma è una rigenerazione ed un rinnovo dello spirito, dato che l'anima, l'essenza vitale, si separa dal corpo e torna a far parte del ciclo delle cose, riunendosi con lo spirito divino universale e in seguito incarnandosi in una nuova forma di vita in una nuova dimensione e interpretazione del cosmo.

Etica[modifica | modifica sorgente]

L'etica odinista si fonda sui precetti che la accomunano alle concezioni morali delle altre denominazioni etene. L'Odinismo poggia infatti la propria morale su due gamme di regole, le quali dovrebbero essere rispettate da ogni odinista per garantire lo sviluppo di una società armoniosa. Tali principi etici sono assimilabili alle Nove Nobili Virtù e i nove incarichi. Le nove virtù rappresentano le regole che consentono all'uomo di vivere in pace con gli altri. Tra di esse si trovano infatti precetti quali il valorizzare l'amore, l'amicizia, il rispetto per i giovani e per gli anziani. Un valore importante è la cosiddetta lealtà reale, ovvero un principio che esorta l'essere umano a rispettare i propri familiari e in particolare i legami sentimentali. Il principio pone sullo stesso piano l'uomo e la donna, la cui unione è sacra, e il cui vicendevole rispetto deve essere una caratteristica fondante del rapporto. I nove incarichi sono invece una serie di regole che servono all'uomo per adempiere alla propria crescita spirituale e intellettuale, nel rapporto quindi con il proprio essere intimo. Tali valori includono concetti quali il coraggio, la verità, l'autocontrollo, l'autocoscienza, l'onore, l'ospitalità e l'industriosità. Quest'ultima in particolare è un'esortazione al rendersi utili, all'essere costantemente attivi nello sviluppo della società umana in un equilibrio che porti alla pace tra gli uomini e tra l'umanità e il mondo naturale.

Una particolare forma di etica odinica guerriera è quella espressa dalla cosiddetta Odin Brotherhood, una società segreta odinista che si ritiene sia stata fondata nel 1421 e che si propone come depositaria della continuità dall'antichità ad oggi, passando attraverso i secoli bui delle persecuzioni medievali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b The Odinic Rite - what is Odinism?
  2. ^ a b c d The Pagan Library - Odinism, what is it?

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Galina Krasskova. The Whisperings of Woden: Nine Nights of Devotional Practice. BookSurge Publishing, 2004. ISBN 1594574375
  • John Yeowell. Book of Blots. Odinic Rite, 1991. ISBN 0950461350
  • Odinist Committee. This is Odinism. Odinist Committee, 1974. ISBN 095046130X
  • Mark Mirabello. The Odin Brotherhood. Mandrake of Oxford, 2005. ISBN 1869928717
  • Lee Hollander. The Poetic Edda. University of Texas Press, 1986. ISBN 0292764995
  • Snorri Sturluson. The Prose Edda. Penguin Classics, 2006. ISBN 0140447555
  • Hector Munro Chadwick. The Cult of Othin. Cambridge, 1899. Sito con estratti.
  • Diana Paxon. Taking Up The Runes. Weiser Books, 2005. ISBN 1578633257
  • Yngona Desmond. Vlusp Seir as Wyrd Consciousness. BookSurge Publishing, 2006. ISBN 1419618415
  • Wulfstan. Odinism in the Modern World. Odinic Rite, 2002.
  • Irv Slauson. The Religion of Odin: A Handbook. Red Wing, 1978.
  • Alexander Rud Mills. The Call of Our Ancient Nordic Religion. 1957.
  • Sigi Harbard. The New Odinism. Asgard Enterprises, 1982.
  • Ragnar Storyteller. Odin's Return. Payson, 1995.

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