Oblazione

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Il termine oblazione (dal latino oblatio = offerta; oblatus era il participio passato di obfero = offro) può riferirsi a:

[modifica] Diritto

[modifica] Religione

  • Oblazione, in liturgia sinonimo di "offerta": offerta dei doni all'altare. Vi erano due tipi di oblazioni: 1) la consacrazione delle ostie da parte del sacerdote e 2) l'offerta di doni perché fossero distribuiti ai poveri[1]
  • Oblazione, nella Chiesa antica, l'offerta (oblatio), fatta dai genitori di un fanciullo a un monastero perché fosse votato al servizio di Dio sin dall'infanzia. L'istituto scomparve dopo che il concilio di Trento dispose che le professioni fatte prima dei sedici anni di età non fossero valide.[2] L'oblato (veniva detto in certi casi anche "converso", "donato", "devoto", o "renduto") vestiva l'abito religioso, ma non assumeva gli obblighi propri dei monaci. Per es., non professava i voti solenni o la clausura e, ritornato al secolo, poteva sposarsi[3]
  • Oblazione, cerimonia di accettazione, dopo il periodo di prova, di un aspirante oblato come tale

[modifica] Note

  1. ^ Gaetano Moroni, "OBLAZIONE, OFFERTA" In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XLXIX, pp. 211-220 (on-line)
  2. ^ Già il X Concilio di Toledo del 656 aveva stabilito in dieci anni l'età prima della quale non potesse essere accettata
  3. ^ Gaetano Moroni, "OBLATE RELIGIOSE". In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XLXIX, p. 196 (on-line)
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