Oblast' autonoma ebraica

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Oblast' Autonoma Ebraica
oblast' autonoma
(RU) Еврейская автономная область
(YI) ייִדישער אױטאָנאָמע געגנט
Oblast' Autonoma Ebraica – Stemma Oblast' Autonoma Ebraica – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Russia Russia
Distretto federale Estremo Oriente
Amministrazione
Capoluogo Birobidžan
Governatore Nikolaj Mikhajlovič Volkov
Primo ministro Viktor Spiridonovič Gožij
Lingue ufficiali russo, yiddish
Data di istituzione 7 maggio 1934
Territorio
Coordinate
del capoluogo
48°48′05″N 132°54′04″E / 48.801389°N 132.901111°E48.801389; 132.901111 (Oblast' Autonoma Ebraica)Coordinate: 48°48′05″N 132°54′04″E / 48.801389°N 132.901111°E48.801389; 132.901111 (Oblast' Autonoma Ebraica)
Superficie 36 000 km²
Abitanti 176 558 (2010)
Densità 4,9 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+11
ISO 3166-2 RU-YEV
Targa 79
Regione economica Estremo Oriente Russo
Cartografia

Oblast' Autonoma Ebraica – Localizzazione

Sito istituzionale
Yevrey03.png

L'Oblast' autonoma ebraica (in alternativa Provincia autonoma degli Ebrei; in russo: Еврейская автономная область?, Evrejskaja avtonomnaja oblast'; in Yiddish ייִדישע אווטאָנאָמע געגנט, yidishe avtonome gegnt[1]) (36 000 km² e 250 000 abitanti) è un oblast della Russia e, contemporaneamente, un territorio autonomo. Fu creato da Stalin nel 1934, nell'ambito della sua politica tendente a dare un territorio a ogni etnia dell'URSS. La capitale è Birobidžan, con circa 60.000 abitanti.

Storia della colonizzazione ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Piazza principale della città di Birobidžan, capitale dell'Oblast'

Nel 1928 i primi coloni ebraici giunsero qui dalla Russia europea. Erano artigiani, intellettuali, piccoli commercianti, gente dunque priva di esperienza agricola. All'arrivo, dopo il lungo viaggio in treno, il loro iniziale entusiasmo, dettato dalla concreta possibilità finalmente intravista di avere una propria terra dove vivere in pace e lontano dalle difficoltà che essi incontravano anche nella Russia sovietica, veniva smorzato dalle dure condizioni di vita e dall'ostilità dei luoghi. A dispetto di quanto pubblicizzava la propaganda sovietica per invogliare gli Ebrei a trasferirsi in questa remota regione, i coloni non trovarono nulla già pronto per l'insediamento. Le cifre sono emblematiche: il 60% di quanti giunsero qui tra il 1928 e il 1933 decise di tornare indietro.

Nonostante il nome della regione, la componente ebraica della popolazione qui presente non superò mai il 5% del totale della popolazione ebraica dell’URSS. All’inizio la lingua principale era l'yiddish, poi finì per prevalere il russo.

Dunque, nonostante le difficoltà, la creazione e le conquiste di questa regione ebbero grande influenza sulle masse ebraiche. I successi e le prospettive di questa zona vennero propagandati in Bielorussia e Ucraina tra la popolazione ebraica, per invogliare altre persone al trasferimento. L'URSS spingeva per popolare questo lembo di terra poco difendibile al confine con la Cina.

È da sottolineare il carattere volontario delle prime ondate di colonizzazione di questa regione. Fra il 1928 e 1933 arrivarono circa 22.000 persone attratte dalle prospettive offerte. Diversi erano gli stimoli. Uno tra i più importanti era quello del mito della patria nazionale ebraica per gli ebrei sovietici. La propaganda insisteva sull'importanza di emigrare per creare un'entità politica basata su principi socialisti e non religiosi, ma per gli ebrei era comunque importante il fatto di avere la possibilità di crearsi un proprio spazio nazionale, mediante una sorta di esilio volontario dai paesi dell'URSS occidentale. Quelli che volevano conservare la propria cultura e preservare l'identità nazionale ebraica avevano un'altra ragione che spingeva a spostarsi: la possibilità in quelle terre lontane di evitare o perlomeno di subire in modo meno pressante l'assimilazione agli ideali sovietici.

Negli anni cinquanta, dopo aver constatato il sostanziale fallimento di un'emigrazione su larga scala nella regione, Stalin spinse per la deportazione degli ebrei, ma con la sua morte questi piani vennero accantonati.

I semi dello “smantellamento” del progetto politico della regione si possono già ritrovare, paradossalmente, pochi anni dopo l’inizio del progetto stesso e rappresentano il comportamento ambivalente con cui lo stato sovietico si rapportava alla costruzione della regione: nel 1938 vennero chiuse dal governo le principali istituzioni ebraiche; l'NKVD rilasciava o meno le autorizzazioni a stabilirsi nella zona, eliminando dunque ogni carattere volontario dell'insediamento. La sensazione della creazione di un ghetto a migliaia di km dal cuore politico dell'URSS era sempre più palpabile. Gli anni del grande terrore non risparmiarono neppure queste lande lontane. Le personalità di spicco della comunità e della vita culturale furono colpite da arresti ed esecuzioni. Nel 1941 furono chiuse tutte le scuole in yiddish. Non esisteva dunque più nemmeno l'idea di una possibile “autonomia” della regione ebraica “autonoma”. Il senso stesso del progetto su cui avrebbe dovuto costruirsi la regione era andato distrutto con l'eliminazione fisica di quanti avevano partecipato alla prima colonizzazione e di quanti erano a capo delle varie istituzioni locali.

Nel 1959 vivevano nella regione solo 14.000 ebrei. Negli anni Settanta iniziò l'emigrazione di massa verso Israele. Nel 1978 venne autorizzata la ripresa della cultura ebraica a Birobidžan. La Perestrojka cercò di dare nuovo impulso alla vita ebraica, ma ormai erano state sprecate troppe occasioni e, complice anche l'apertura delle frontiere, l'emorragia di cittadini ebraici non si arrestò. Nel 1989 si registra ancora la presenza di 9000 coloni; entro il 1996 più di 7000 se ne sarebbero andati. Tuttavia negli ultimi anni si sta assistendo a un periodo di relativa fioritura culturale. L'yiddish e l'ebraico moderno sono insegnati nelle scuole, gli scambi con la comunità ebraica internazionale ora sono possibili e frequenti, e portano qui dall’estero persone e stimoli nuovi. Dal 2003 la sinagoga ha ripreso un ruolo importante all'interno della comunità. A oggi solo un'esigua minoranza della popolazione della regione si definisce di cultura e religione ebraica. La relativa normalizzazione ha prodotto una certa stabilità; si assiste anche al fenomeno del ritorno di alcuni ebrei a suo tempo emigrati in Israele.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'Oblast' conta importanti giacimenti di oro e argento e ha sviluppato un buon artigianato. La capitale Birobidžan ha importanti industrie meccaniche, tessili, calzaturiere, dell'abbigliamento e del legno.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il censimento del 2002, il territorio contava 190.915 abitanti.

Secondo lo stesso, la popolazione si divideva in 95 etnie, tra le quali:

Rajony[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Rajon dell'Oblast' autonoma ebraica.

L'oblast' si suddivide nei seguenti rajony

Città[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla capitale Birobidžan, hanno lo status di città le seguenti località:

Insediamenti ebraici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ebrei ed ebraismo nell'Oblast' autonoma ebraica.

La storia ebraica di questo oblast' cominciò con i primi insediamenti del 1928, motivo per cui l'yiddish, insieme al russo, è una delle due lingue ufficiali del territorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In Yiddish standard: ייִדישע אױטאָנאָמע געגנט, yidishe oytonome gegnt.
  2. ^ Mark Tolts: The Post-Soviet Jewish Population in Russia and the World. Published in: Jews in Russia and Eastern Europe, 2004, No. 1 (52). p.51

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