Obelisco della Minerva

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Coordinate: 41°53′52.8″N 12°28′39.36″E / 41.898°N 12.4776°E41.898; 12.4776

L'obelisco della Minerva con l'elefante berniniano

L'obelisco della Minerva, noto anche come il Pulcin della Minerva (dove pulcin sta per porcino) è uno dei tredici antichi obelischi di Roma, collocato nella piazza di Santa Maria sopra Minerva.

Origine e iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniva dall'Iseo Campense, decorato con materiale proveniente da Eliopoli sotto Domiziano, assieme agli obelischi del Pantheon, di Dogali e quello di Boboli (che è a Firenze).

Venne sistemato da Gian Lorenzo Bernini, che lo allestì sul dorso di un elefante di marmo: il modello fu offerto da un elefantino portato in omaggio all'Urbe da Cristina di Svezia convertitasi al cattolicesimo, ma segue un'iconografia mutuata dall'Hypnerotomachia Poliphili.[1]

L'iscrizione sul basamento recita: "Sapientis Aegypti/ insculptas obelisco figuras/ ab elephanto/ belluarum fortissima/ gestari quisquis hic vides/ documentum intellige/ robustae mentis esse/ solidam sapientiam sustinere" (Chiunque qui vede i segni della Sapienza d'Egitto scolpiti sull' obelisco, sorretto dall'elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza).

Molto più beffardo è il distico che circolò per Roma: "Ma il Bernini architettò una beffa, forse con il consenso di Alessandro VII: disegnò l'elefantino, eseguito nel 1667 da un suo allievo, Ercole Ferrata, in modo che voltasse le terga al convento degli ottusi frati, mentre la proboscide ne sottolineava la posizione irriverente e la coda, spostata sulla sinistra, ne accentuava l'intenzione offensiva. La beffa non passò inosservata se Quinto Settano - pseudonimo di monsignor Sergardi - scrisse il celebre epigramma: "Vertit terga Elephas, versaque proboscide clamat: Kiriaci fratres hic ego vos habeo"; ovvero: "L'elefante volge le terga e grida con la proboscide rivolta all'indietro: frati domenicani, qui mi state" (tratto da Alfredo Cattabiani).

La sistemazione berniniana dell'obelisco fu replicata nel XVIII secolo da Giovanni Battista Vaccarini in piazza Duomo a Catania, ed è perciò presente anche nello Stemma di Catania.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Page 38 - Hypnerotomachia Poliphili

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armin Wirsching, Obelisken transportieren und aufrichten in Aegypten und in Rom, Norderstedt 2007, ISBN 978-3-8334-8513-8
  • L'Italia. Roma (guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2004
  • Cesare D'Onofrio, Gli obelischi di Roma, Bulzoni, 1967

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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