O capitano! Mio capitano!

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Le note di Whitman per una revisione di O capitano! Mio capitano!

O capitano! Mio capitano! (O Captain! My Captain!) è una poesia scritta dal poeta e scrittore statunitense Walt Whitman nel 1865, riguardante la morte del presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. Essa è una dei riferimenti principali sui cui si basa il film di Peter Weir L'attimo fuggente, del 1989, diventandone un filo conduttore fondamentale.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Walt Whitman scrisse la poesia dopo l'assassinio di Abraham Lincoln. Riferimenti metaforici a questo tema vengono ripetuti nel corso di tutta la poesia. La nave ("ship") di cui si parla vuole rappresentare gli Stati Uniti d'America, mentre il viaggio tremendo ("fearful trip") richiama le difficoltà della guerra di secessione americana. Il capitano del titolo ("Captain") è Lincoln.[1]

Con uno schema metrico e di rima convenzionale che è insolito per Whitman, O capitano! Mio capitano! è stata l'unica poesia antologizzata durante la vita di Whitman.[2]

Testo e traduzione[modifica | modifica sorgente]

L'assassinio del Presidente Lincoln di Currier e Ives
O Captain! My Captain! O capitano! Mio capitano![3]

O Captain! My Captain! our fearful trip is done;
The ship has weather'd every rack, the prize we sought is won;
The port is near, the bells I hear, the people all exulting,
While follow eyes the steady keel, the vessel grim and daring

But O heart! heart! heart!
O the bleeding drops of red,
Where on the deck my Captain lies,
Fallen cold and dead.

O Captain! My Captain! rise up and hear the bells;
Rise up-for you the flag is flung-for you the bugle trills;
For you bouquets and ribbon'd wreaths-for you the shores a-crowding;
For you they call, the swaying mass, their eager faces turning

Here Captain! dear father!
This arm beneath your head;
It is some dream that on the deck,
You've fallen cold and dead.

My Captain does not answer, his lips are pale and still;
My father does not feel my arm, he has no pulse nor will;
The ship is anchor'd safe and sound, its voyage closed and done;
From fearful trip the victor ship comes in with object won

Exult, O shores, and ring, O bells!
But I with mournful tread,
Walk the deck my Captain lies,
Fallen cold and dead.


Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha resistito ogni tempesta: abbiamo conseguito il premio desiderato.

Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta.
Mentre gli occhi seguono la salda carena,
la nave austera e ardita.

Ma o cuore, cuore, cuore,
O stillanti gocce rosse
Dove sul ponte giace il mio Capitano.
Caduto freddo e morto.

O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane.
Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba;
Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano;
Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti.

Qui Capitano, caro padre,
Questo mio braccio sotto la tua testa;
È un sogno che qui sopra il ponte
Tu giaccia freddo e morto.

Il mio Capitano tace: le sue labbra sono pallide e serrate;
Il mio padre non sente il mio braccio,
Non ha polso, né volontà;
La nave è ancorata sicura e ferma ed il ciclo del viaggio è compiuto.
Dal tremendo viaggio la nave vincitrice arriva col compito esaurito,

Esultino le sponde e suonino le campane!
Ma io con passo dolorante
Passeggio sul ponte, ove giace il mio Capitano caduto freddo e morto.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Catherine Reef, Walt Whitman, Houghton Mifflin Harcourt, 2002, p. 100, ISBN 0618246169.
  2. ^ Justin Kaplan, Walt Whitman: A Life, New York, Simon & Schuster, 1979, p. 309, ISBN 0671225421.
  3. ^ O capitano! Mio capitano!, traduzione di Antonio Agresti, in Abramo Lincoln, A. F. Formiggini, Genova, 1913
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