Nyctalus lasiopterus

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Nottola maggiore[1]
GreaterNoctule.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Vespertilioninae
Tribù Pipistrellini
Genere Nyctalus
Specie N. lasiopterus
Nomenclatura binomiale
Nyctalus lasiopterus
Schreber, 1780

La nottola maggiore o nottola gigante (Nyctalus lasiopterus Schreber, 1780) è un mammifero chirottero della famiglia dei Vespertilionidi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La specie è diffusa in Europa continentale (esclusa la Scandinavia), Nordafrica ed Asia Minore, fino all'Uzbekistan. In Italia, pur essendo probabilmente presente su tutto il territorio, la specie è stata segnalata con sicurezza solo in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria e Sicilia, mentre risulta assente dalla Sardegna, così come dalle altre isole europee.
La specie pare prediligere i boschi di latifoglie, ma la si trova anche in boschi di conifere, fino ad un migliaio di metri d'altezza, anche se durante gli spostamenti a carattere migratorio supera abbondantemente tale quota per oltrepassare valichi di montagna e simili.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura una decina di centimetri di lunghezza, per un peso che raggiunge i 75 g: l'apertura alare massima è di 46 cm. Queste misure ne fanno il pipistrello europeo di maggiori dimensioni.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Il pelo è di colore bruno-rossiccio con sfumature di color ruggine: sul quarto posteriore e sul petto si può registrare una tendenza del pelo a schiarirsi verso tonalità bionde. La faccia ed il patagio sono nerastri, mentre gli arti e la pelle fra occhi ed orecchie sono di color carnicino. La faccia è grossa e squadrata, dall'aspetto canino, con grandi denti appuntiti.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali crepuscolari e notturni, che durante il giorno cercano rifugio nelle cavità dei tronchi di latifoglie o nelle cassette-nido per pipistrelli, con apertura abbastanza grande da permettere all'animale di accedervi. L'animale si invola al tramonto (subito dopo il letargo spesso i voli avvengono anche in pieno giorno) se il tempo è buono, altrimenti in caso di pioggia e vento non esce affatto dal rifugio: il volo avviene, veloce e formato dall'alternarsi di rettilinei e brusche zigzagate con ampi battiti d'ala, avviene fra i cinque ed i trenta metri d'altezza. I rifugi diurni spesso vengono utilizzati fra novembre ed aprile per il letargo, che avviene in colonie che contano anche una quarantina di individui: con la fine dell'inverno, i vari esemplari tornano attivi ed i maschi si allontanano dalla colonia per riunirsi in gruppi costituiti da soli maschi, mentre le femmine rimangono nel rifugio che viene adibito a nursery. Pare che questi animali percorrano periodicamente delle migrazioni: ad esempio le popolazioni asiatiche sembrano migrare stagionalmente lungo la direttrice NE-SE[3].

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Gli studi suggeriscono che questi pipistrelli cacciatori si nutrono principalmente di insetti (coleotteri e falene): è stato provato che (almeno in certi periodi dell'anno; durante il passo) si nutrono anche di piccoli uccelli passeriformi[4][5], che si ritiene l'animale catturi e divori in volo. La cattura in volo di questi volatili è stata registrata solo nella nottola maggiore, a partire da studi effettuati sia in Italia che in Spagna[6][7]. Gli studi svolti in quest'ultimo Paese indicano che durante la migrazione notturna degli uccelli sul Mediterraneo, tra marzo-maggio e agosto-novembre, circa il 70% delle deiezioni delle nottole maggiori conteneva resti di uccelli[8][9]. Studi sugli isotopi stabili nel sangue di questi pipistrelli confermano tale ipotesi. La nottola maggiore è dotata di forti denti, grandi dimensioni, di un ottimo sistema di ecolocazione e di ali evolute per cacciare in cielo aperto; inoltre le sue frequenze di ecolocazione sono situate ben al sopra del raggio uditivo degli uccelli, caratteristica indicante che questa specie si sia adattata o exattata alla caccia notturna dei passeracei in volo.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

L'accoppiamento avviene fra settembre ed ottobre, mentre il parto avviene durante il mese di luglio: i cuccioli aprono gli occhi attorno alla settimana di vita, mentre divengono autosufficienti attorno al mese d'età, ed a questo punto essi abbandonano le madri per riunirsi in colonie giovanili.

La longevità di questi animali è stata stimata attorno ai sei anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda in (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Hutson, A.M., Racey, P.A. (Chiroptera Red List Authority) & Temple, H. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Nyctalus lasiopterus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  3. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  4. ^ Bats eat flying birds, say scientists
  5. ^ Darren Naish's blog Tetrapod Zoology: greater noctule predation on birds
  6. ^ Dondini, G., Vergari, S. 2000 La dieta carnivora nella nottola maggiore (Nyctalus lasiopterus). Journal of Zoology 251: 233-236.
  7. ^ Ibáñez, C., Juste, J., García-Mudarra, J. L., Agirre-Mendi, P. T. 2001. Bat predation on nocturnally migrating birds. PNAS 98:9700-9702. full article. discussion.
  8. ^ Popa-Lisseanu, A. G., Delgado-Huertas, A., Forero, M. G., Rodriguez, A., Arlettaz, R. & Ibanez, C. 2007. Bats' conquest of a formidable foraging niche: the myriads of nocturnally migrating songbirds. PLoS ONE 2(2): e205. full article.
  9. ^ NPR article: Giant Bats Snatch Birds from Night Sky

10. Vernier E. & Vedovato S. 2010. Presenza della Nottola gigante, Nyctalus lasiopterus (Schreber, 1780) in un parco storico della provincia di Venezia. Abstr. 6º Convegno Faunisti Veneti (Treviso, 15-16 maggio 2010), pp. 17–18.

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