Nuovo Partito Socialista Italiano

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Nuovo Partito Socialista Italiano
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Partito politico italiano del passato
Leader storici Gianni De Michelis, Stefano Caldoro
Periodo di attività 19 gennaio 2001 - 29 marzo 2009
Sede Via di Torre Argentina 47, Roma
Coalizioni Casa delle Libertà e Il Popolo della Libertà
Partito Europeo nessuno
Numero massimo di seggi alla Camera 4 (nel 2006)
Numero massimo di seggi al Senato 1 (nel 2001)
Numero massimo di seggi all'Europarlamento 2 (nel 2004)
Organo ufficiale Socialista Lab

Il Nuovo Partito Socialista Italiano più noto semplicemente come Nuovo PSI, era un partito politico italiano nato il 19 gennaio 2001 dalla fusione del Partito Socialista di Gianni De Michelis e della Lega Socialista di Bobo Craxi e Claudio Martelli. Pur definendosi un partito socialdemocratico, avendo chiari legami con il vecchio Partito Socialista Italiano ed essendo pure stato membro del gruppo del Partito del Socialismo Europeo al Parlamento europeo, faceva parte dello schieramento di centro-destra denominato Il Popolo della Libertà, nel quale rappresentava la sinistra interna accanto ad ampi settori di Forza Italia e ad altri gruppi di matrice socialdemocratica.

Il partito, che si considerava continuatore della linea politica del Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, si richiamava all'unità dei socialisti italiani, laici, liberali, autonomisti e riformisti, e ai principi ispiratori del socialismo democratico e del liberalismo sociale. Ha aderito e ha militato nella Casa delle Libertà (con la quale si è presentato alle elezioni politiche del 2001 e del 2006).

Il partito, nel corso della sua attività, è stato interessato da due scissioni. Ad ottobre 2005 l'ala facente capo a Bobo Craxi si è allontanata fondando successivamente un nuovo movimento (I Socialisti Italiani) che si è alleato con l'Unione.

A giugno 2007 si era creata una ulteriore divisione in due parti: l'una, facente capo a Gianni De Michelis (che ha eletto segretario Mauro Del Bue) ha aderito alla Costituente Socialista promossa dallo SDI; l'altra ha eletto segretario Stefano Caldoro e sosteneva la piena adesione del partito alla Casa delle Libertà. Si sono svolti, pertanto, due congressi paralleli la cui legittimità è stata oggetto di indagine dei tribunali. Nel settembre 2007 fu ufficializzata la scissione del gruppo di De Michelis, il nome Nuovo Psi rimane al gruppo di Stefano Caldoro.

Il quotidiano ufficiale del partito è il Socialista Lab.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] L'alleanza con la Casa delle Libertà

Il Nuovo PSI, nonostante l'esplicito richiamo alla tradizione socialista (che appartiene all'area della sinistra riformista), dopo poco tempo dalla sua costituzione, decide di aderire al progetto politico di Silvio Berlusconi prendendo parte alla fondazione della Casa delle Libertà, la coalizione di centrodestra che vince le elezioni del 2001 e guida il Paese per il quinquennio successivo.

Fra le motivazioni di questa scelta, viene ribadita dagli esponenti del Nuovo PSI l'impossibilità di dialogo all'interno della sinistra, l'eccessiva litigiosità interna alla coalizione dell'Ulivo e la necessità di aspettare la fine della "crisi che corrompe la sinistra dall'interno", come ha sostenuto il segretario De Michelis.

[modifica] Il Nuovo PSI entra nel governo

La Casa delle Libertà esce vittoriosa dalle elezioni del 2001 e dà vita al nuovo governo guidato da Berlusconi, nel quale il Nuovo PSI è rappresentato da Stefano Caldoro, sottosegretario all'Istruzione, Università e Ricerca.

Il partito, nella quota proporzionale della Camera dei deputati raccoglie 350 mila voti, pari all'1% dei consensi non superando quindi la soglia di sbarramento del 4% ma elegge quattro rappresentanti parlamentari appoggiati dalla CdL in altrettanti collegi uninominali: tre deputati (Bobo Craxi e Vincenzo Milioto in Sicilia, Chiara Moroni in Lombardia) e un senatore (Francesco Crinò in Calabria).

Nel corso della legislatura, il Nuovo PSI si trova più volte in contrasto con le posizioni assunte dal Governo, in particolare con gli esponenti della Lega Nord che dimostrano una certa avversione verso le ideologie e le strutture partitiche della Prima Repubblica, a cui si rifà esplicitamente il Nuovo PSI. Chiara Moroni, in particolare, è vittima di un episodio di attacchi verbali in Parlamento, in seguito al quale il Nuovo PSI minaccia di uscire dalla CdL e, pertanto, diserta per un certo periodo di tempo i vertici di maggioranza.

[modifica] I progetti di unità dei socialisti

Intanto, il Nuovo PSI si fa promotore di un'azione di ricomposizione delle forze socialiste disseminate per la politica italiana, disperse al momento dello sfaldamento del PSI: il primo passo lo compie in occasione delle elezioni europee del 2004 quando propone ai socialisti dello SDI di realizzare una lista comune. Ma i colleghi, alleati del centrosinistra, preferiscono aderire all'appello del progetto riformista di Romano Prodi prendendo parte alla lista di "Uniti nell'Ulivo" ed entrando nella cosiddetta Fed.

De Michelis e gli altri, allora, fanno un'alleanza con altri movimenti affini come il Movimento di Unità Socialista di Claudio Signorile, per raccogliere varie anime socialiste e presentano una lista in nome dell'unità, denominata "Socialisti Uniti per l'Europa", una formazione che raccoglie il 2% a livello nazionale ed elegge due parlamentari europei, il segretario De Michelis e il giovane Alessandro Battilocchio.

[modifica] I rapporti con i liberali

Oltre ai tentativi di unità socialista, il partito è anche impegnato nel costruire accordi poltici ed elettorali con i movimenti di area liberale.

Già in occasione delle Europee del 2004, nella lista dei Socialisti Uniti viene candidato come indipendente un esponente del Partito Liberale; dopo questa consultazione si apre un dialogo, oltre che con il PLI, anche con il PRI per promuovere una federazione aperta a tutte le componenti dell'area laica, finalizzata ad affrontare insieme i successivi appuntamenti elettorali, visto che ormai sembra chiuso il dialogo con i socialisti dello SDI impegnati in una federazione ulivista alla quale il Nuovo PSI non ha intenzione di aderire.

Alle elezioni regionali del 2005, in alcune regioni si effettua tale accordo dando vita alle liste della cosiddetta "Casa Laica", progetto di cui si è discusso molto sulle pagine del quotidiano liberale L'Opinione.

[modifica] Elezioni regionali 2005: i malumori nella CdL

In occasione delle elezioni regionali, il Nuovo PSI si presenta insieme alle liste della CdL (ad eccezione che in Basilicata e Umbria, dove preferisce correre da solo). Viene confermato il punto di forza in Calabria, dove il partito raggiunge il 5,4%, la punta più alta in assoluto.

A seguito di questi risultati, emerge nel partito la figura di Saverio Zavettieri, leader calabrese del Nuovo PSI, che più tardi (giugno 2005) si candiderà al di fuori dei due poli alle elezioni suppletive della Camera raggiungendo il 15% dei consensi e superando il candidato della Casa delle Libertà, fermo al 14,5%.

La CdL, in ogni caso, perde le regionali (la coalizione di centrosinistra si aggiudica 12 regioni su 14): questo episodio determina la crisi di governo e costringe Berlusconi a dimettersi e a formare un nuovo esecutivo per riconquistare la fiducia e l'appoggio degli alleati. In questa fase, Stefano Caldoro viene "promosso" ministro con la delega all'Attuazione del Programma di Governo, e la rappresentanza del Nuovo PSI nel governo si allarga a Giovanni Ricevuto (viceministro all'Istruzione) e Mauro Del Bue (sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti).

[modifica] Il congresso della discordia

Una corrente del Nuovo PSI, su spinta di Bobo Craxi e Saverio Zavettieri, chiede di dichiarare conclusa l'alleanza con la CdL e di ricercare un'intesa a sinistra per raggiungere l'unità delle forze socialiste. De Michelis non è d'accordo e afferma che ci dev'essere sì una disponibilità all'apertura verso sinistra, ma non bisogna fare di questo il motivo conduttore del congresso in arrivo, decisivo per stabilire le nuove alleanze.

Il Nuovo PSI, dunque, guarda all'evoluzione dello scenario socialista: in primo piano c'è l'accordo fra lo SDI e i Radicali Italiani, che organizzano, nel settembre 2005, la "convention" laica, socialista, radicale e liberale con l'obiettivo di gettare le basi per un nuovo soggetto politico sul modello di "Fortuna, Blair e Zapatero". Tale progetto si concretizzerà, poi, con la costituzione della Rosa nel pugno, alleanza elettorale che aderirà alla coalizione di centrosinistra, L'Unione.

Rappresentanti del Nuovo PSI partecipano all'iniziativa e c'è un simbolico abbraccio tra Gianni De Michelis ed Enrico Boselli, leader dello SDI, ma la strada per l'unità socialista a sinistra viene reputata ancora "lunga e faticosa".

Le diverse anime del partito emergono nel difficile congresso straordinario che il partito tiene dal 21 al 23 ottobre 2005 presso la Fiera di Roma. È il momento della conta fra le due mozioni, una presentata dal segretario nazionale De Michelis, l'altra da Craxi in collaborazione con Zavettieri ed altri "compagni".

  • La prima mozione chiede di valutare le condizioni, cercando di perseguire l'obiettivo dell'unità socialista, ma verificando prima la natura delle future alleanze: sostiene che non si può decidere, in quella data, di abbandonare definitivamente la Casa delle Libertà. A sostegno di questa tesi si schierano il ministro Stefano Caldoro, la deputata Chiara Moroni, l'europarlamentare Alessandro Battilocchio, che non vogliono scendere a patti con quei soggetti politici (il riferimento è ai post-comunisti) che sono stati artefici della diaspora socialista sul finire della Prima Repubblica.
  • La seconda mozione, che propone la segreteria di Bobo Craxi, chiede di tagliar corto col passato: uscire immediatamente dal Governo di centrodestra, dichiarare conclusa l'alleanza con la CdL e perseguire l'unità socialista nel centrosinistra. Favorevole a questa strada sono l'anima calabrese (molto consistente nel partito) con il leader Zavettieri e il senatore Francesco Crinò, insieme ad altri delegati.

Il congresso fa vivere momenti molto convulsi: in aula si creano tafferugli e la stragrande maggioranza dei delegati che sosteneva la mozione De Michelis abbandona l'aula mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario.

[modifica] La fase di transizione in attesa del verdetto

Da questo momento nasce il paradosso dell'esistenza di due Nuovi PSI: sia Craxi sia De Michelis si auto-dichiarano segretari. Pochi giorni dopo, una sentenza della commissione di garanzia del partito mette provvisoriamente ordine fra le carte: il convulso congresso viene dichiarato nullo perché non c'è stato l'accreditamento dei delegati. Pertanto De Michelis viene confermato alla guida del Nuovo PSI, unico titolare del nome e del simbolo del partito. Craxi presenta ricorso.

In seguito a questi fatti, il partito va incontro ad una scissione di fatto. Con lo svolgimento del consiglio nazionale, il 29 ottobre, che riconferma la fiducia a De Michelis, si presenta anche un "terzo fronte" all'interno del partito, che sceglie di stare con De Michelis per evitare altre spaccature ma non ne condivide la linea politica. È la posizione del ministro Caldoro e dell'on. Moroni, che personalmente si astengono nella votazione della fiducia seguiti dai loro delegati.

Ma il 28 dicembre 2005 arriva la sentenza del Tribunale Civile di Roma in primo grado un giudice monocratico accoglie il ricorso presentato da Bobo Craxi e lo proclama segretario nazionale del Nuovo PSI, riconoscendogli piena titolarità legale del nome e del simbolo del partito. De Michelis, tuttavia, non rinuncia alla battaglia legale, presenta appello, che sarà giudicato valido con sentenza di secondo grado in via definitiva il 25 gennaio 2006, sempre per ordinanza dello stesso Tribunale di Roma (che decreta la nullità del congresso di ottobre), e ritorna legale rappresentante del partito. A questa sentenza Bobo Craxi non presenterà alcun appello di fatto riconoscendo la veridicità dei fatti.

[modifica] La scissione: De Michelis nella CdL, Craxi nell'Unione

La scissione definitiva e perentoria si consuma a gennaio 2006.

  • Giorno 7, già prima della sentenza di appello, Craxi annuncia ufficialmente di abbandonare la Casa delle Libertà e di sottrarre l'appoggio al Governo. Craxi, al tempo stesso, comunica che il suo gruppo non confluirà nella Rosa nel Pugno, in quanto l'intesa radical-socialista rappresenta una cosa diversa dall'auspicata unità dei socialisti. Successivamente fonderà, pertanto, un nuovo movimento, I Socialisti, e si presenterà autonomamente all'interno dell'Unione.
  • Giorno 12, De Michelis ribadisce l'appartenenza del Nuovo PSI alla Casa delle Libertà, dopo aver già avviato contatti per raggiungere un accordo elettorale con la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi e presentare una lista unitaria alle elezioni politiche. L'adesione al centrodestra è annunciata in una conferenza stampa con il Presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi.

[modifica] Elezioni politiche 2006, alleanza con la DC

La lista DC-PSI punta a rappresentare una "terza identità", un ritorno alle idologie del passato ritenute ancora valide per la politica attuale. All'indomani delle elezioni, però, la lista ottiene una media di voti inferiore alle aspettiative: 285 mila alla Camera (0,7%) e 190 mila al Senato (0,6%). In ogni caso, grazie alle norme previste dalla legge elettorale appena introdotta, partecipa alla ripartizione dei seggi della Camera in qualità di "miglior perdente" della coalizione (è stata la lista più votata, al di sotto dello sbarramento del 2%).

Il Nuovo PSI elegge quattro deputati: due nelle liste DC-PSI, De Michelis (che poi opta per la carica di parlamentare europeo, lasciando il posto a Lucio Barani) e Mauro Del Bue; due nelle liste di Forza Italia, Chiara Moroni e Giovanni Ricevuto. Questi ultimi non condividendo il percorso politico di Gianni De Michelis ed emarginati, decidono, di aderire al gruppo parlamentare di FI, del quale la Moroni diventa vicepresidente. Il Nuovo PSI, dunque, rimane con una rappresentanza parlamentare di due deputati, Barani e Del Bue, che aderiscono al gruppo Democrazia Cristiana-Partito Socialista.

All'indomani delle elezioni che vedono la vittoria del centrosinistra e la costituzione del Governo Prodi II, il Nuovo PSI sceglie la linea dell'autonomia: si dichiara indipendente dai poli e, già al referendum costituzionale del 2006 sulla riforma federalista, lascia libertà di voto ai suoi elettori. Si dichiara all'opposizione del governo di centrosinistra, esprimendosi criticamente nei confronti della Legge Finanziaria del 2007 ma, insieme all'UDC e al PRI, non partecipa alla manifestazione di protesta organizzata dalla CdL, preferendo le vie parlamentari.

[modifica] Il Congresso e la scissione De Michelis-Caldoro

Ad aprile 2007, il segretario dello SDI Enrico Boselli lancia una "Costituente Socialista", con l'obiettivo di far nascere una nuova forza ispirata alla socialdemocrazia. In questa circostanza, e in previsione del futuro appuntamento congressuale, De Michelis si esprime in favore della proposta, con l'obiettivo di raggiungere l'unità dei socialisti nel centrosinistra.

A questo punto, il Nuovo PSI si spacca nuovamente in due tronconi: il coordinatore nazionale e già ministro Stefano Caldoro è contrario alla Costituente e sostiene che il partito debba mantenere la scelta di campo effettuata nel 2001 rimanendo organico alla CdL.

Il Congresso è convocato dal Consiglio Nazionale per il 23 e 24 giugno (al termine di una riunione burrascosa e piena di scontri, ma chiusasi all'unanimità). Il 26 maggio De Michelis riconvoca il CN perché ritiene che il termine per la presentazione delle mozioni sia stato fissato illegittimamente (e stabilisce una nuova data per il Congresso: il 7 e 8 luglio). L'area vicina a Stefano Caldoro ritiene illegittima quest'ultima presa di posizione e decide di proseguire nello svolgimento del congresso del 23-24 giugno all'Hotel Midas di Roma, data prefissata dal Consiglio Nazionale: in quel Congresso viene eletto segretario nazionale del Nuovo PSI Stefano Caldoro, che ribadisce l'appartenenza del partito alla Casa delle Libertà. È sostenitore di queste posizioni anche il deputato Lucio Barani.

Due settimane più tardi si svolge il congresso della componente di De Michelis che approva la sua mozione con la quale aderisce alla "Costituente Liberal socialista" insieme allo SDI di Boselli e a I Socialisti Italiani di Bobo Craxi, abbandonando la CdL. Questo congresso elegge segretario nazionale Mauro Del Bue, deputato, mentre De Michelis viene proclamato presidente. È sostenitore di queste posizioni anche l'europarlamentare Alessandro Battilocchio.

Per approfondire, vedi la voce Partito Socialista (Italia).

[modifica] L'adesione al Popolo della Libertà

In occasione dell'annuncio da parte del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi della creazione di un nuovo soggetto unitario della coalizione, il Popolo della Libertà, il Nuovo PSI, diretto da Stefano Caldoro, aderisce da subito al processo costitutivo del partito. Il Nuovo PSI è perciò presentato all'interno delle liste del PdL in occasione delle elezioni politiche indette dopo la caduta del Governo Prodi II, elezioni che hanno visto la vittoria della coalizione PdL-LN-MpA, e che hanno portato all'elezione a deputato di due esponenti del partito. Il 29 marzo 2009 il NPSI confluisce nel nuovo soggetto unico del centrodestra.

[modifica] Organi dirigenti

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 2001 Camera 353.269 0,95 3
Senato nella CdL - 1
Europee 2004 665.771 2,03 2
Politiche 2006° Camera 285.474 0,74 4
Senato 190.724 0,55 0
Politiche 2008 Camera nel PdL - 2
Senato nel PdL - 0

° lista DCA-PSI

[modifica] Congressi

  • I Congresso - Milano, 19-20 gennaio 2001
  • II Congresso - Roma, 15-16 dicembre 2002
  • III Congresso - Roma, 11-13 aprile 2003
  • IV Congresso - Roma, 21-23 gennaio 2005
  • V Congresso (invalidato) - Roma, 21-23 ottobre 2005
  • V Congresso - Roma, 23-24 giugno 2007

[modifica] Note


[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali