Nuova sinagoga di Breslavia

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Sinagoga nuova di Breslavia
Neue Synagoge in Breslau
Nuova sinagoga di Breslavia
Stato Polonia Polonia
Voivodato POL województwo dolnośląskie COA.svg Bassa Slesia
Località Herb wroclaw.svg Breslavia
Religione Ebraismo
Architetto Edwin Oppler
Stile architettonico NeoGotico-Neoromanico
Inizio costruzione 1865
Completamento 1872
Demolizione 1938

La sinagoga nuova di Breslavia (Neue Synagoge), costruita nel 1872 e distrutta nel 1938 dai nazisti, era una sinagoga che si trovava a Breslau, Germania (ora Wrocław, Polonia), all'incrocio tra via Podwale e via Łąkowa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La decisione di costruire una nuova, più ampia sinagoga fu presa il 25 ottobre 1864 dalla locale comunità ebraica per soddisfare alle esigenze determinate dal rapido incremento demografico.

La costruzione iniziò nel 1865 su progetto dell'architetto tedesco di origine ebraica Edwin Oppler. La costruzione fu completata nel 1872, e la solenne cerimonia di inaugurazione si svolse il 29 settembre dello stesso anno alla presenza del rabbino ortodosso Gedalja Tiktin (1843-1886) e di quello riformato Manuel Joel. Dopo la Sinagoga nuova di Berlino era la seconda più grande sinagoga dell'Impero tedesco.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La sinagoga aveva uno stile eclettico tra neogotico e neoromanico. Era uno degli edifici più imponenti di Breslavia, caratterizzato dalla sua cupola alta 73 metri, da quattro torri poligonali e numerosi pinnacoli. La facciata si ispirava al modello della Cattedrale di Worms con un grande rosone centrale, mentre la cupola richiamava la forma della cappella Palatina della cattedrale di Aquisgrana.

All'interno, la grande sala di preghiera, circondata su tre lati dal matroneo su ornate colonne, poteva ospitare circa 2000 fedeli.

Distruzione e memoria[modifica | modifica wikitesto]

La sinagoga nuova di Breslavia fu una delle numerose sinagoghe distrutte dalle milizie naziste nel 1938, durante la cosiddetta Notte dei cristalli. Dopo la seconda guerra mondiale Breslavia divenne parte della Polonia. La piccola sinagoga della Cicogna Bianca, sopravvissuta alla distruzioni dell'Olocausto, divenne il principale luogo di culto dei pochi ebrei superstiti. L'edificio della sinagoga nuova non venne ricostruito e le rovine furono rimosse. Della vecchia costruzione è rimasta soltanto la recinzione in ferro battuto che circondava lo spazio intorno alla sinagoga.

Nel 1998 sul terreno dove sorgeva la sinagoga è stato inaugurato un monumento commemorativo, in polacco, tedesco, e ebraico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carol Herselle Krinsky, Europas Synagogen. Architektur, Geschichte und Bedeutung. Fourier, Wiesbaden 1997, ISBN 3-925037-89-6. P. 318–325 [Breslau].

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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