Palazzo Lombardia

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Palazzo Lombardia
PalazzoLombardia5.jpg
Palazzo Lombardia nel 2010.
Grattacielo più alto d'Italia
Periodo 2009-2011
Precedente Torre Telecom Italia
Successivo Torre Hines - Cesar Pelli A
Ubicazione
Paese bandiera Italia
Città Milano
Informazioni
Stato Operativo
Posa delle fondazioni 2007
Costruzione 3 anni
Inaugurazione pre-inaugurato il 22 gennaio 2010 con la posa della Madunina in cima
Apertura 21 marzo 2011 (cerimonia ufficiale)
Uso Commerciale, istituzionale e culturale
Altezza
Tetto 161,3 m
Dettagli tecnici
Numero piani 43
Numero ascensori 33
Costo 400 milioni di euro
Realizzazione
Architetto Pei Cobb Freed & Partners
Proprietario Regione Lombardia
 

Coordinate: 45°29′12″N 9°11′45″E / 45.486774°N 9.195812°E / 45.486774; 9.195812 Palazzo Lombardia (durante la fase di cantiere provvisoriamente Altra Sede della Regione Lombardia) è un complesso unitario di edifici, tra cui un grattacielo alto 161,3 metri (il più elevato d'Italia), in cui ha sede il Governo della Lombardia con la Presidenza e la totalità degli Assessorati (Direzioni Generali).

Il complesso si sviluppa nella piazza Città di Lombardia, adiacente all'asse viario Melchiorre Gioia.

Indice

[modifica] Caratteristiche del progetto

Il complesso è risultato vincitore di un concorso internazionale indetto dalla Regione Lombardia: vennero presentati ben 98 progetti, ridotti a 10 dopo una prima selezione. Ad aggiudicarsi la gara è stato il gruppo composto da Pei Cobb Freed & Partners di New York, Caputo Partnership e Sistema Duemila, entrambi di Milano.

L'edificio è situato in un'area di 33.700 metri quadrati compresa tra le vie Melchiorre Gioia, Restelli, Algarotti e Galvani. Gli scavi per le fondazioni iniziano nella primavera del 2007 e si concludono nell'autunno 2010. Il costo ammonta a circa 400 milioni di euro. La Regione intende così concentrare fra il nuovo edificio e il vicino Grattacielo Pirelli tutti gli uffici dislocati per la città di Milano, consentendo un risparmio calcolato dalla stessa regione in circa 25 milioni annui rispetto alle spese attuali per gli affitti[1].

Il grattacielo durante la costruzione, luglio 2009
L'edificio nell'ottobre 2010

La nuova sede è composta da una torre di 161 metri in calcestruzzo armato, acciaio e vetro, circondata da un sistema complesso di edifici curvilinei, alti dai sette ai nove piani, in cui sono concentrate le funzioni culturali, di intrattenimento e servizio, collegati da una piazza di forma ovoidale con una copertura in materiale plastico. La piazza ospiterà diverse attività, fra cui un ufficio postale, una scuola materna, un auditorium, diversi ristoranti e caffetterie. L'Area include più di 26.000 m² di parcheggio interrati, 3.300 metri quadrati previsti di aree a bosco e 7000 metri quadrati di giardino pensile. Come risarcimento al taglio del bosco di Gioia, veniva messo un filare di alberi lungo via Restelli e ridisegnato il verde già esistente verso Piazza Carbonai d'Italia con dei giardini tematici. Un'elisuperficie sorge su uno dei corpi bassi.

Il progetto ha preveduto soluzioni tecnologiche avanzate, quali un sistema a travi fredde con utilizzo di pompe di calore a acqua di falda, studiato sia per il riscaldamento che per il raffreddamento; inoltre, alcune facciate della torre sono provviste di pannelli fotovoltaici che garantiscono una parte dell'energia necessaria al funzionamento delle attività al suo interno; infine, è presente un muro climatico, costituito da un’intercapedine tra i vetri esterni della facciata e quelli interni, che raccoglie il calore solare permettendone la riutilizzazione.

La denominazione Palazzo Lombardia è stata preferita dai cittadini alle altre con il 52,5% dei voti espressi sul sito web dell'Ente.

Il termine dei lavori nel cantiere inizialmente previsto per la fine del 2009 è stato spostato al 2011, dal momento che, oltre ad alcune rifiniture del grattacielo, deve essere completata la riqualificazione dell'area appena circostante il grattacielo che prevede la realizzazione di diverse aiuole, piccole collinette, vasche e di varie piantumazioni oltre ad altri elementi di arredo urbano.[2]

Dal 22 gennaio al 2 febbraio 2010 il grattacielo è stato parzialmente aperto ai cittadini. Domenica 31 gennaio 2010, al 39º piano del grattacielo, è stata benedetta dal cardinale Dionigi Tettamanzi la Madonnina, copia di quella posta sul Duomo di Milano. La tradizione ne vuole una sul punto più alto della città; quella di Palazzo Lombardia segue l'originale e le copie poste su Torre Breda e Grattacielo Pirelli.

[modifica] L'area del progetto: il bosco di Gioia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Giuditta Sommaruga e Bosco di Gioia.

L'area su cui ora sorge l'edificio era precendemente occupata dal bosco di Gioia, un giardino urbano di Milano; il suo abbattimento fu accompagnato da numerose polemiche ed interventi, a causa della distruzione dell'area verde, già lascito testamentario della contessa Giuditta Sommaruga come bene inalienabile[3].

[modifica] Le proteste dei residenti e il taglio del Bosco di Gioia

Gli abitanti dell'Isola e di via Algarotti presentarono un ricorso al TAR contro il Programma Integrato di Intervento e cercarono di salvare le piante dell'ormai chiamato "bosco", chiedendo alla Provincia di dichiarare "alberi monumentali" le piante più significative e alla Soprintendenza di porre un vincolo ambientale sull'area, ma senza successo. Il vincolo non fu concesso vista l'origine artificiale del popolamento arboreo e il fatto che la quasi totalità delle piante fossero delimitate da rete metallica per zolle. [senza fonte]

Non fu possibile ricorrere contro la violazione del testamento in quanto i discendenti di Giuditta Sommaruga non erano legittimati a farlo ed era passato troppo tempo dalla vendita all'asta.

Nel marzo 2005 si costituì il Comitato Giardino in Gioia e furono raccolte più di 15.000 firme su una petizione per salvaguardare il "Bosco"; due abitanti del quartiere, il tastierista Rocco Tanica del gruppo Elio e le Storie Tese e l'informatico Paolo Macchi portarono avanti un digiuno nel mese di aprile in un camper parcheggiato davanti al "Bosco", che fu ripreso dalla stampa e dalla televisione.

La Regione ed il Comune non accolsero le richieste dei firmatari e si limitarono a promettere che i due alberi più grandi, una magnolia e un faggio, fossero mantenuti sul posto e che le altre piante fossero traslocate in altre aree del quartiere.

Il 27 dicembre 2005 l'impresa incaricata del taglio e trasloco iniziò i lavori, i residenti tentarono sotto la neve un'ultima difesa delle piante, l'ambientalista Michele Sacerdoti si arrampicò su un faggio per impedirne il taglio, Dario Fo e Milly Moratti portarono il loro sostegno ma intervennero le forze dell'ordine per allontanare chi protestava. Entro il 7 gennaio 2006 furono traslocate dieci piante in largo De Benedetti, viale Restelli e Piazza Carbonari, le altre furono tagliate e triturate sul posto.

Foto del "Bosco" di Gioia dopo il taglio, 9 gennaio 2006. Sulla destra, la magnolia (l'albero sempreverde) e il faggio (la pianta spoglia)

Il 7 gennaio 2006 si svolse una grande manifestazione di protesta, ma il "Bosco" era diventato una distesa di terra brulla.

Alla fine del 2006, completate le pratiche autorizzative e la gara di appalto della costruzione vinta da Impregilo e Techint, fu avviato il cantiere di costruzione dell'Altra Sede della Regione Lombardia sul terreno appartenuto a Giuditta Sommaruga e sull'area contigua, precedentemente adibita a parcheggio.

[modifica] Il nuovo giardino

Nel 2013 verrà completato davanti all'attuale complesso di Palazzo Lombardia il giardino associato al progetto "Porta Nuova", con un'estensione di 100.000 m² (dieci volte quella del precedente giardino, il Bosco di Gioia) e 1.500 nuovi alberi.[4] Tale giardino non comprende la parte verde dell'arredo urbano di Palazzo Lombardia che sarà completata entro il 2011.

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ «Formigoni difende il grattacielo: «Così risparmiamo sugli affitti»». Il Giornale, 12-06-2010.
  2. ^ http://urbanfile.blogspot.com/2011/01/milano-il-verde-di-palazzo-lombardia.html
  3. ^ Corriere della Sera, dicembre 2005, "Le ruspe hanno vinto, addio al «Bosco di Gioia»"
  4. ^ http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=146

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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