Nunzio Vintariello

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Nunzio Vintariello
Universo Un posto al sole
Interpretato da Antonio Pennarella
Sesso Maschio
Luogo di nascita Napoli
Affiliazione Famiglia Boschi
Parenti

Nunzio Vintariello è un personaggio immaginario della soap opera Un posto al sole, in cui è interpretato da Antonio Pennarella.

Descrizione[modifica]

Vintariello nasce a Napoli, in una povera famiglia. Suo padre è un piccolo trafficante di droga spesso incarcerato, mentre la madre contrabbanda sigarette, e riesce a sfuggire alla prigione grazie a continue gravidanze. Il giovane Nunzio si avvia ancora bambino alla criminalità, vivendo di furti e scippi, mentre a tredici anni, nel desiderio di vendicare la famiglia punendo chi ne ha versato il sangue, si procura una pistola e compie il suo primo assassinio. Il capo della Camorra del quartiere del centro storico lo manda a chiamare e lo recluta nel proprio gruppo, impressionato dalla reputazione che si è costruito a dispetto della giovane età.

Negli anni, il giovane camorrista consegue una buona carriera, tra attività criminose e uccisioni di svariati nemici, fino a diventare il nuovo padrino del centro storico di Napoli, con una forte influenza sul traffico di droga e il gioco d' azzardo illegale. Soprannominato «Zi' Nunzio», mantiene il potere con molta ferocia e astuzia, dimostrandosi pronto a colpire duramente tanto i nemici quanto gli amici, se necessario. Nello stesso periodo ha un figlio, Vincenzo, a cui insegna ad essere un duro nel desiderio di fare di lui il proprio successore, ma il compito si rivela arduo a causa di alcune lacune caratteriali del ragazzo, che intrattiene una relazione con la giovane Katia Cammarota fino al giorno in cui muore per overdose. Poco dopo la morte di Vincenzo, Katia scopre di essere rimasta incinta, e decide di chiamare Nunzio il bambino. Vintariello non crede che il neonato sia effettivamente suo nipote, e tiene Katia a dovuta distanza, continuando a gestire i suoi turpi affari criminali fino al giorno in cui viene condannato a quattordici anni per omicidio.

Rilasciato nel 2011, il camorrista ricostruisce la propria cricca, disgregatasi negli anni, e avvicina Katia nel desiderio di conoscere il giovane nipote Nunzio, ora un ragazzino che frequenta la terza media. Katia, appoggiata da Franco Boschi, suo ex marito e affezionato patrigno del giovane, ostacola più volte la decisione di Vintariello, temendo che possa esercitare un influsso negativo su Nunzio, che incuriosito lo incontra al bar del centro storico dove trascorre abitualmente i pomeriggi. Nonno e nipote si frequentano di nascosto, e Nunzio dapprincipio rimane incantato dal signore del crimine, ma al tempo stesso prova una certa soggezione. Quando però il nonno esercita pressioni sul suo professore di matematica, materia in cui è in difetto, e gli dona una moto rubata, sceglie di interrompere per sempre i rapporti con lui: il mondo malato della Camorra è tutto ciò da cui la madre e il patrigno lo hanno sempre messo in guardia.

In questo stesso periodo, Vintariello si dà alla latitanza e scende in guerra con il gruppo rivale dei Vitale, di cui riesce a uccidere Gaetano, fratello di don Salvatore Vitale, e alcuni suoi alti luogotenenti. L'eliminazione completa del gruppo Vitale e l'acquisizione dei suoi territori e attività criminose farebbe di lui una vera potenza nel mondo della Camorra, ma una serie di incidenti presto ostacolerà le sue ambizioni. Il giornalista Michele Saviani, infatti, è coraggiosamente impegnato in una campagna contro la criminalità organizzata, che a suo dire sta diffamando Napoli e avvelenando la sua cittadinanza. Deciso a ridurlo al silenzio, Vintariello manda due suoi uomini a incendiare il Caffè Vulcano, il bar della compagna Silvia Graziani. Uno dei due scagnozzi è Vito Cassano, che durante la latitanza del capo ha osato infrangerne gli ordini facendosi una vacanza al mare, correndo il rischio di essere notato dai nemici. L'altro esecutore ha il compito di ucciderlo durante la missione al bar. Vito però sopravvive e, comprendendo di essere stato tradito da Vintariello, scende a patti con il capo dei Vitale, a cui promette di consegnare Vintariello morto. Dopo aver rapito Nunzio, ordina a Vintariello di consegnare un'ingente somma di denaro in un vecchio caseggiato in aperta campagna, ma il padrino interviene con Franco Boschi, dopo averlo faticosamente convinto. Vito viene battuto e Nunzio liberato, ed entrambi i criminali vengono arrestati dalla polizia.

Alcuni mesi dopo, però, a dispetto delle prove schiaccianti a suo carico, Vintariello viene scarcerato grazie al suo abile avvocato, e incontra Franco, a cui confessa di voler finalmente cambiare vita: la vita del signore del crimine si è fatta un fardello troppo pesante per lui, e ora desidera redimersi. La gente del quartiere lo teme ancora, e un giovane di nome Luigi Musto tenta più volte di convincerlo ad assumerlo, ma l'ex criminale non ne vuole sapere. Quando Giulia e Angela Poggi, rispettivamente la suocera e la compagna di Franco, nella loro veste di assistenti sociali aprono un centro di ascolto al centro storico, subiscono le pressioni di Musto, e Vintariello prende le loro difese. Pochi giorni dopo, il vecchio padrino viene aggredito per vendetta dagli uomini di Musto, e lo stesso giovane uomo viene trovato morto da Angela, dopo aver visto Vintariello allontanarsi furtivamente. L'ex padrino viene nuovamente incarcerato, e rischia una condanna all'ergastolo a Poggioreale.

Franco indaga sull'assassinio di Musto, e scopre che il suo assassino non è Vintariello ma la moglie, da anni maltrattata e costretta a coprire le attività criminose del marito. Convinta da Giulia e Angela, la donna confessa la propria responsabilità e Vintariello viene scarcerato. Dopo alcune difficoltà iniziali, Giulia, convinta che ogni uomo possa redimersi, persuade l'ex camorrista a collaborare con le attività del centro di ascolto, parlando con i ragazzi di strada e convincendoli a stare molto attenti alla criminalità organizzata, raccontando le proprie esperienze personali e descrivendo i «rischi del mestiere». Soprattutto, per la prima volta dichiara apertamente che la delinquenza è figlia dell'ignoranza, non della povertà, pertanto l'istruzione è la chiave di volta per tutte le persone di buona volontà.

Poco dopo, però, il passato dell' ex padrino torna a bussare alla sua porta. I Vitale vogliono infatti colpirlo per vendicare i morti nella recente guerra, e lo fanno pedinare da alcuni agenti tra cui figura il giovane Alfonso Vitale, di cui Vintariello ha ucciso il padre Gaetano. A seguito di un atto intimidatorio ai danni del centro di ascolto di Giulia, il vecchio criminale combina un incontro con Salvatore Vitale, a cui propone un accordo: se lascerà Napoli immediatamente, i Vitale potranno prendersi senza problemi il centro storico. Se invece dovesse succedere qualcosa a lui o al centro di ascolto e alla nuova famiglia di Nunzio si rivolgerà ai potenti amici di cui ancora dispone per regolare i conti. Don Salvatore accetta le condizioni e proibisce ai suoi subalterni di importunare l' antico rivale, ma il nipote Alfonso desidera segretamente vendicarsi a tutti i costi di chi gli ha soppresso il genitore.

Pochi giorni dopo, un Nunzio Vintariello ormai stanco ma sereno parte per l'Italia del nord, dove alcuni amici migrati da Napoli da molti anni lo ospiteranno cordialmente. Tuttavia la sua permanenza al di fuori di Napoli dura poco. Il giovane Nunzio conosce infatti Alfonso, che gli si presenta con l' inganno come un amico che lo salva da un tentativo di rapina, compiuta in realtà da teppisti sotto il suo comando. Nunzio, scivolato progressivamente in uno stato di insofferenza verso la famiglia, diviene suo amico, e presto finisce in un giro di rapine e piccoli reati. Scoperto da Angela in compagnia di Alfonso, presto si scontra con Franco, che segue il giovane Vitale fino a scoprire che gira armato e comanda criminali di ogni risma. Dopo un duro confronto con il patrigno, Nunzio affronta Alfonso e lo informa di avere chiuso. Il rampollo dei Vitale monta su tutte le furie, poiché stava per coinvolgerlo in una rapina presso un tabaccaio noto per possedere una pistola: se il piano avesse avuto luogo, il commerciante avrebbe ucciso per legittima difesa il nipote di Vintariello, e Alfonso avrebbe vendicato il padre senza colpo ferire.

Una sera, mentre beve birra con la sua cricca, il giovane Vitale incontra Angela mentre esce dal centro di ascolto, e la stupra barbaramente. Sostenuta dall' amica Viola, la ragazza sporge denuncia alla polizia, e presto il suo aggressore viene riconosciuto proprio in Alfonso. Apprendendo la notizia, Nunzio cade nel rimorso, e ammette le brutte imprese compiute con Alfonso. Dopo aver cacciato di casa il figliastro, Franco scopre che Alfonso si è fabbricato un alibi, sostenuto da Marika, la sua ragazza, e Tonia, la migliore amica di lei, sufficientemente credibile da costringere la polizia a lasciarlo andare, e lo affronta in pieno giorno alle porte del centro di ascolto, massacrandolo di botte. Solo il pronto intervento della polizia salva il camorrista, che non denuncia il suo aggressore in rispetto del codice dell' omertà. Pochi giorni dopo, Franco incontra Katia al Caffè Vulcano. Intuendo che l' intera famiglia si trova nel mirino dei Vitale per una questione di vendetta contro il loro vecchio nemico, la donna si vede costretta a richiamare Vintariello a Napoli. Più agguerrito che mai, l' ex padrino rientra all' istante e dissotterra le asce. Provando una certa nostalgia per la sua vecchia vita da camorrista, contatta i suoi ex scagnozzi e li recluta nuovamente, ricostituendo parte del defunto clan, per poi trincerarsi non visto in una sinistra villa, omaggio di un certo Gennaro Sannitaro, e programma l' esecuzione dei capi del clan Vitale, incluso il giovane Alfonso e i suoi complici nello stupro di Angela. Terminate le uccisioni, Vintariello tornerebbe a capo del centro storico.

Il primo a cadere tra gli uomini dei Vitale è Antonio Gargiulo, uno dei compari di Alfonso, partecipe dell' aggressione ai danni di Angela. Prima di proseguire con le esecuzioni, però, Vintariello manda uno dei suoi a prendere Nunzio perché si stabilisca nella sua villa, ove sarà al sicuro dalle rappresaglie. Durante la permanenza con il nonno, il ragazzo desidera imparare a usare le armi nel desiderio di vendicarsi di Alfonso, e si lega molto al padrino, suscitando le paure della madre Katia. Dopo un'amara confessione circa il proprio ruolo nel ritorno a Napoli di Vintariello, la donna torna a villa Sannitaro con Franco, ma ogni tentativo di convincere Nunzio a lasciare il nonno al suo destino non serve a nulla: il loro più forte timore è che si stia per avviare sul sentiero del camorrista.

Qualche tempo dopo la morte di Antonio Gargiulo, Vintariello comanda a due tra i suoi uomini migliori di occuparsi di Alfonso. I sicari lo sorprendono in un centro di benessere insieme a Tonia, e alla guardia del corpo. L' attentato finisce malamente con l' uccisione di Tonia e della guardia del corpo, mentre Alfonso, ferito alla spalla, riesce a fuggire e a trovare riparo al centro di ascolto di Giulia, proprio mentre la donna lo sta smantellando insieme all' ex marito Renato e al cognato Raffaele Giordano, sconvolti da tutti i guai affrontati nel corso dell' attività nell' infernale centro storico. Per la sorpresa di Renato, che ha riconosciuto per primo il giovane avendolo incontrato in commissariato, Giulia chiama la polizia e un'ambulanza. Ora il giovane verrà curato e sorvegliato a dovere. Ricevuta la notizia, Vintariello monta su tutte le furie con i suoi uomini, e teme che i Vitale, ormai consapevoli di essere sotto tiro, rispondano scatenando un inferno di inarrestabile violenza. Poco tempo dopo, complice il ritrovato dialogo con Franco e l' affezionato sostegno della madre Katia, che si è soffermata a villa Sannitaro con lui, Nunzio decide di lasciare Napoli alla volta di Stromboli, in Sicilia, dove Franco ha degli amici, finché la faida tra camorristi non avrà avuto fine. Tuttavia, alla vigilia della partenza, i sicari dei Vitale sparano a Katia all' ingresso della sua casa, ma ferendola in modo lieve, come avvertimento contro don Nunzio, che si prodiga nella sicurezza sua e di Nunzio fino a che effettivamente partono per la Sicilia.

Poco dopo il toccante saluto con Nunzio, che non cela il suo affetto per il nonno, Alfonso viene arrestato dalla polizia, a seguito della piena confessione di Marika, che pochi giorni prima è stata avvicinata da Angela, che l' ha convinta a denunciarlo in virtù della morte triste e ingiusta di Tonia. Con il nipote ormai sulla via per la Sicilia e Alfonso in prigione, Vintariello si prepara ad una cruenta vendetta contro i Vitale, di cui uccide altri due uomini molto importanti che riferivano direttamente a don Salvatore, ma la duplice esecuzione allarma di molto la polizia, cosciente che presto i cartelli camorristi scateneranno una guerra sanguinosa. Prima di procedere direttamente contro don Salvatore, il padrino riceve don Carmine Sannitaro, capo camorrista di rilievo legato a quel Gennaro che gli ha offerto la villa come tana, a cui chiede un consiglio. Sannitaro tuttavia suggerisce la via della prudenza, poiché gli ultimi avvenimenti hanno suscitato troppa attenzione da parte degli ambienti della giustizia: ora è più difficile occuparsi degli affari. Vintariello non cambia opinione: ora si è a un passo dalla capitolazione definitiva dei Vitale, e don Salvatore deve morire ora che è più vulnerabile.

Pochi giorni dopo, don Nunzio confessa alla propria guardia del corpo di essere stanco, e di avere dei dubbi sull' effettivo valore della ricchezza guadagnata in una vita di crimini. Tuttavia, don Carmine lo incontra nuovamente e gli ordina di incontrare Salvatore Vitale per raggiungere finalmente un accordo, ma sebbene non si neghi lascia trasparire forti dubbi. Sannitaro, intuendone lo stato d' animo, fa scattare una trappola in cui coinvolge le due guardie personali di Vintariello: devono ucciderlo per garantire la pace con i Vitale. Giunto il giorno dell' accordo, i due ragazzi avvisano don Nunzio che Sannitaro ritarderà a causa di un contrattempo, e che devono recarsi dai Vitale da soli. Tuttavia il padrino intuisce il pericolo e, rimasto solo con il giovane attendente, ai suoi ordini da quando aveva circa sedici anni, lo pugnala a morte prima di essere assalito. Dopo aver sparato ai due altri uomini in cortile lascia villa Sannitaro e, ferito, si rifugia al centro di ascolto di Giulia, dove trascorre la notte. Alle prime ore del mattino, senza farsi notare dall' amica che ha in tutti i modi tentato di dissuaderlo dal compiere altra violenza, Vintariello raggiunge il centro storico, e presso il bar che ha frequentato per tanti anni sorprende Salvatore Vitale che uccide insieme a un altro camorrista, ma viene colpito brutalmente da un altro uomo dei Vitale, da cui viene salvato da Franco, avverito da Giulia. Il padrino, ormai morente per una grave lesione a un polmone, viene portato urgentemente in ospedale per essere operato. L' intervento va a buon fine, ma ancora incosciente viene ricoverato per lungo tempo al reparto di rianimazione, in attesa che si ristabilisca.

Al suo risveglio è ormai cosciente di essere destinato a una severa pena detentiva, e prima di essere condotto per sempre in prigione chiede alla dottoressa Ornella Bruni, madre di Viola, di riferire a Giulia il suo desiderio di incontrarla per l' ultima volta. L'assistente sociale però si rifiuta, sentendosi amareggiata e tradita dall' uomo che ha tentato di aiutare con tutte le sue forze. Sconfortato, le scrive una toccante lettera di scuse e riconoscenza, che affida alla dottoressa Bruni. Proprio mentre la polizia lo porta via dall' ospedale, il camorrista si trova di fronte a Giulia: finalmente faccia a faccia, i due si fissano in un breve ma intenso silenzio.