Numero di Perrin

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In matematica, i numeri di Perrin sono definiti dalla relazione di ricorrenza

P(0) = 3, P(1) = 0, P(2) = 2,

e

P(n) = P(n − 2) + P(n − 3) per n > 2.

La sequenza dei numeri di Perrin inizia con

3, 0, 2, 3, 2, 5, 5, 7, 10, 12, 17, 22, 29, 39 ... [1]

Il numero dei diversi insiemi indipendenti massimali in un grafo ciclo con n vertici è conteggiato dal numero Perrin n-esimo per n > 1.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Questa sequenza era già stata menzionata implicitamente da Édouard Lucas (1876). Nel 1899, la stessa sequenza fu menzionata esplicitamente da François Olivier Raoul Perrin.[3] La trattazione più estesa di questa sequenza fu fatta da Adams e Shanks (1982).

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

Funzione generatrice[modifica | modifica sorgente]

La funzione generatrice della sequenza di Perrin è

G(P(n);x)=\frac{3-x^2}{1-x^2-x^3}.

Formula della matrice[modifica | modifica sorgente]

 \begin{pmatrix} 0 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 1 \\ 1 & 1 & 0 \end{pmatrix}^n
  \begin{pmatrix} 3 \\ 0 \\ 2 \end{pmatrix} =
  \begin{pmatrix} P\left(n\right) \\ P\left(n+1\right) \\ P\left(n+2\right) \end{pmatrix}

Formula simile di Binet[modifica | modifica sorgente]

La sequenza dei numeri di Perrin può essere scritta in termini di potenze delle radici dell'equazione

 x^3 -x -1 = 0.

Questa equazione ha 3 radici; una radice reale p (nota come il numero di plastica) e due radici complesse coniugate q ed r. Date queste tre radici, l'analogo per la sequenza di Perrin della formula di Binet per la sequenza di Lucas è

P\left(n\right) = {p^n} + {q^n} + {r^n}.

Poiché le grandezze delle radici complesse q ed r sono entrambe minori di 1, le potenze di queste radici si avvicinano a 0 per n grande. Per n grande la formula si riduce a

P\left(n\right) \approx {p^n}

Questa formula può essere usata per calcolare rapidamente i valori della sequenza di Perrin per n grande. Il rapporto di termini successivi nella sequenza di Perrin si avvicina a p, ossia al numero di plastica, che ha un valore approssimativamente di 1,324718. Questa costante ha con la sequenza di Perrin la stessa relazione che la sezione aurea ha con la sequenza di Lucas. Collegamenti simili esistono anche tra p e la sequenza di Padovan, tra la sezione aurea e la successione di Fibonacci, e tra la sezione argentea e i numeri di Pell.

Formula della moltiplicazione[modifica | modifica sorgente]

Dalla formula di Binet, possiamo ottenere una formula per G(kn) in termini di G(n−1), G(n) e G(n+1); sappiamo


\begin{matrix}
G(n-1) & = &p^{-1}p^n + &q^{-1}q^n +& r^{-1} r^n\\
G(n) & =& p^n+&q^n+&r^n\\
G(n+1) &=& pp^n +& qq^n +& rr^n\end{matrix}

che ci dà tre equazioni lineari con i coefficienti sul campo di spezzamento di  x^3 -x -1 ; invertendo una matrice possiamo risolvere per p^n, q^n, r^n e poi possiamo elevarle alla k-esima e computare la somma.

Esempio in codice magma:

P<x> := PolynomialRing(Rationals());
S<t> := SplittingField(x^3-x-1); 
P2<y> := PolynomialRing(S);
p,q,r := Explode([r[1] : r in Roots(y^3-y-1)]);
Mi:=Matrix([[1/p,1/q,1/r],[1,1,1],[p,q,r]])^(-1);
T<u,v,w> := PolynomialRing(S,3);
v1 := ChangeRing(Mi,T) *Matrix([[u],[v],[w]]);
[p^i*v1[1,1]^3 + q^i*v1[2,1]^3 + r^i*v1[3,1]^3 : i in [-1..1]];

con il risultato che, se abbiamo u = G(n-1), v = G(n), w = G(n+1), allora



\begin{matrix}
23G(2n-1) &=& 4u^2 + 3v^2 + 9w^2 + 18uv - 12uw - 4vw \\
23G(2n) &=& - 6u^2 + 7v^2 - 2w^2 - 4uv + 18uw + 6vw\\
23G(2n+1) &=& 9u^2 + v^2 + 3w^2 + 6uv - 4uw + 14vw \\
23G(3n-1)& = &\left(-4u^3 + 2v^3 -w^3 + 9(uv^2+vw^2+wu^2) + 3v^2w+6uvw\right)\\
23G(3n)& = &\left(3u^3 + 2v^3 + 3w^3 - 3(uv^2 + uw^2 + vw^2 + vu^2) + 6v^2w + 18uvw\right) \\
23G(3n+1)& = &\left(v^3-w^3+6uv^2+9uw^2+6vw^2+9vu^2-3wu^2+6wv^2-6uvw\right) \end{matrix}

Il numero 23 qui sorge dalla discriminante del polinomio definitore della sequenza.

Questo permette di computare il numero di Perrin n-esimo usando l'aritmerica degli interi in O(\log n) multipli.

Primi e divisibilità[modifica | modifica sorgente]

Pseudoprimi di Perrin[modifica | modifica sorgente]

È stato dimostrato che per tutti i numeri primi p, p divide P(p). Tuttavia, l'inverso non è vero: per alcuni numeri composti n, n può dividere P(n). Se n ha questa proprietà, è chiamato pseudoprimo di Perrin.

La questione dell'esistenza degli pseudoprimi di Perrin fu considerata dallo stesso Perrin, ma non si sapeva se esistessero finché Adams e Shanks (1982) non scoprirono il più piccolo, 271441 = 5212; il successivo più piccolo è 904631 = 7 x 13 x 9941. Ce ne sono diciassette minori di un milardo;[4] Jon Grantham has dimostrato[5] che ci sono infinitamente molti pseudoprimi di Perrin.

Primi di Perrin[modifica | modifica sorgente]

Un primo di Perrin è un numero di Perrin che è un numero primo. I primi iniziali di Perrin sono:

2, 3, 5, 7, 17, 29, 277, 367, 853, 14197, 43721, 1442968193, 792606555396977, 187278659180417234321, 66241160488780141071579864797 [6]

E. W. Weisstein trovò un probabile primo di Perrin a 32.147 cifre, P(263226), nel maggio 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Sequenza A001608 in On-Line Encyclopedia of Integer Sequences, The OEIS Foundation.
  2. ^ Füredi (1987)
  3. ^ Knuth (2011)
  4. ^ (EN) Sequenza A013998 in On-Line Encyclopedia of Integer Sequences, The OEIS Foundation.
  5. ^ Jon Grantham, There are infinitely many Perrin pseudoprimes in Journal of Number Theory, vol. 130, nº 5, 2010, pp. 1117–1128, DOI:10.1016/j.jnt.2009.11.008.
  6. ^ (EN) Sequenza A074788 in On-Line Encyclopedia of Integer Sequences, The OEIS Foundation.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adams, William; Shanks, Daniel, Strong primality tests that are not sufficient in Mathematics of Computation, vol. 39, nº 159, American Mathematical Society, 1982, pp. 255–300, DOI:10.2307/2007637, JSTOR 2007637, MR 0658231.
  • Knuth, Donald E., The Art of Computer Programming, Volume 4A: Combinatorial Algorithms, Part 1, Addison-Wesley, 2011, ISBN 0201038048.
  • Lucas, Édouard, Théorie des fonctions numériques simplement périodiques in American Journal of Mathematics, vol. 1, nº 3, The Johns Hopkins University Press, 1878, pp. 197–240, DOI:10.2307/2369311, JSTOR 2369311.
  • Perrin, R., Query 1484 in L'Intermédiaire des Mathématiciens, vol. 6, 1899, p. 76.

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