Novembrine Waltz

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Novembrine Waltz
Artista Novembre
Tipo album Studio
Pubblicazione 2001
Durata 59 min : 54 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Gothic metal
Progressive death metal
Etichetta Century media
Produttore /
Registrazione Outer Studios di Roma nell'estate 2001
Note /
Novembre - cronologia
Album precedente
Album successivo

Novembrine Waltz è il quarto album della progressive death metal/gothic metal band Novembre.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Distances apre l'album con un breve riff, abbastanza pesante, che svela immediatamente il punto di forza dei Novembre: saper dare efficacia attraverso la semplicità; il cantato, in un lento growl, segue uno scream che da forma alla melodia insieme alle chitarre; il brano si conclude con un cantato pulito che evoca atmosfere quasi eteree.

Everasia racchiude in sé una buona originalità. Si apre con strofe in italiano, simili, in struttura, all’introduzione di una scena di una commedia teatrale. Accelerazioni e cambi di tempo sono frequenti, la melodia si disegna a ritmi sostenuti per poi essere spezzata da una nuova strofa in italiano; infine, l’aggiunta di cori epici, rende particolarmente melodico e "sognante" l'effetto generale del brano. Il riff iniziale riprende il popolare motivo napoletano "Funiculi-Funicolà", che riappare più volte lungo il brano.

Come Pierrot è probabilmente il miglior pezzo del disco: forte e cadenzato nell'incedere, le chitarre tessono un tappeto musicale veramente emotivo, impreziosito anche dall'uso del pianoforte e dalla voce di Carmelo Orlando.

Child of the Twilight parte con la voce di Carmelo per poi sfociare in una fuga di chitarra ed in cambi di tempo, cori, pause, il tutto in un crescendo musicale che rende il brano particolare ma godibile. in vari punti della canzone vengono riprese parti di canzoni dell'album di esordio.

Cloudbusting è invece una reinterpretazione di Kate Bush ed è eseguita da una cantante ospite, Ann-Mari Edvardsen

Flower è un brano più heavy, soprattutto nell'intro che, via via, si stempera in passaggi semplici ma diretti. Il cantato pulito si trasforma in un growl degno degli Opeth.

Valentine è un pezzo prevalentemente strumentale, difficile da descrivere. È sottotitolato Almost an instrumental (quasi una strumentale), per la presenza sottile del cantato. È doveroso evidenziare l’ottimo lavoro interpretativo del cantante.

Venezia Dismal presenta melodie soffuse e teatrali spezzate sapientemente dalla batteria, mentre "Conservatory Resonance", infine, chiude il sipario con ritmi lenti e con melodie, a tratti, commoventi.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Distances
  2. Everasia
  3. Come Pierrot
  4. Child of the Twilight
  5. Cloudbusting
  6. Flower
  7. Valentine
  8. Venezia Dismal
  9. Conservatory Resonance

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Gruppo[modifica | modifica sorgente]

Altri musicisti[modifica | modifica sorgente]