'Ndrina Gallace

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Famiglia Gallace
Nomi alternativi Famiglia delle Serre calabre
Area di origine Guardavalle, Calabria, Italia
Aree di influenza Serre Calabre e Vallata dello Stilaro. Altri territori includono la province del litorale laziale, Milano e Torino.
Periodo anni '50 - in attività
Alleati Famiglie mafiose dei Farao, Sia, Strangio, Pelle e Nirta
Attività Racket, traffico di droga, estorsione, usura, gioco d'azzardo, contrabbando, corruzione, gestione dei rifiuti (talvolta illecita), contraffazione, ricatto, ricettazione, frode, omicidio, prostituzione e riciclaggio di denaro
Pentiti Antonino Belnome
« Il locale è forte se ha le sue radici in Calabria, altrimenti è come una zattera in mare aperto »
(Antonino Belnome, pentito[1])

I Gallace sono una 'ndrina originaria di Guardavalle, ma poi trasferitosi Nettuno, nel Lazio. Sono tra i maggiori alleati dei Farao e delle 'ndrine sanlucote.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La cosca si originò negli anni'50 a Guardavalle, dove l'attività principale era la partecipazione negli appalti forestali, unico affare davvero lucroso nell'area. Questa mancanza di risorse divenne sempre più un grattacapo, per via delle sempre più affamate cosche locali, tanto che nel 1977 la tensione tra le cosche esplose in un conflitto: la "faida dei boschi", che vedeva da una parte la 'ndrina Vallelunga capeggiata da Bruno Vallelunga, dall'altra Nazzareno Salvatore Emanuele, legato alla 'ndrina dei Loielo, per cui parteggiavano i Gallace. Terminata la guerra, i Gallace divennero la cosca egemone nelle Serre calabre, tanto da mettere le mani sulle nuove attività redditizie: appalti nelle grandi città calabresi, narcotraffico e sequestri di persona.

Ascesa e declino di Carmelo Novella[modifica | modifica wikitesto]

Carmelo Novella fece da paciere tra i Gallace e i Crea di Siderno invocando l'aiuto di Antonio Pelle.[2] Novella è stato a capo della 'ndrangheta in Lombardia e grazie a questo suo ruolo aveva avanzato idee autonomistiche rispetto al vertice che si trova in provincia di Reggio Calabria (infatti Novella conferiva gradi mafiosi e faceva aprire nuovi locali di 'ndrangheta anche senza il consenso della provincia reggina) per meglio gestire i grossi traffici leciti e illeciti della ricca regione del nord Italia; Ma la 'ndrangheta reggina si oppose a tale prospettiva (per evitare perdita di potere e denaro a favore delle cosche che avrebbero seguito Novella) e primo isolò il boss e poi lo uccise nel 2008 in un bar a San Vittore Olona ponendo fine alle voglie d'indipendenza dalla casa madre.[3][4][5]

Carmelo Novella fu arrestato nel 2005, in seguito all'Operazione Mihtos, e rilasciato nel 2007. Fu ucciso nel 2008, in un bar di Legnano, dove risiedeva.

Il 13 luglio 2010 si scopre che fu ucciso per ordine del capo-crimine Domenico Oppedisano poiché voleva staccarsi dalle 'ndrine calabresi e gestire più autonomamente la struttura creata al nord denominata Lombardia, una federazione delle cosche settentrionali.[6]

Status attuale[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 settembre 2005 con l'Operazione Appia-Mithos, viene eseguita dalla DDA di Roma e Catanzaro contro una filiale dei Gallace-Novella a Nettuno per infiltrazioni nell'edilizia e nell'urbanistica. L'operazione successivamente porterà allo sciioglimento del comune nel novembre dello sesso anno.[7]

Il 23 aprile 2008 vengono sequestrati beni ai Novella del valore di 5 milioni di euro.[8]

Il 14 giugno 2013 a Roma vengono effettuati 23 arresti riconducibi al gruppo romano dei Romagnoli legata ai Gallace, importavano cocaina dal Sud America attraverso l'aeroporto di Fiumicino o dalla Calabria. Spacciavano nelle zone di Casilino-Torre Maura, San Basilio, Prenestino, Magliana-Portuense, Acilia, Velletri e in località del litorale laziale.[9] Il 3 luglio 2013, durante l'operazione Itaca vengono arrestate 25 persone di cui alcune affiliate alla cosca e altre, tra cui imprenditori e professionisti, fiancheggiatori di essa, sarebbe coinvolto anche il sindaco di Badolato. Le accuse sono di estorsione, associazione mafiosa, usura e spaccio di droga.[1][10] Per la prima volta, nel 2013, viene riconosciuto l'esistenza di un clan di 'Ndrangheta nel Lazio da una sentenza in primo grado.[11] Il 22 ottobre 2013 vengono condannati in primo grado membri dei Gallace con un totale di 190 anni di carcere.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nata negli anni'50 a Guardavalle, in seguito alla Faida dei boschi, divennero la cosca egemone sulle Serre calabre, posero alcune teste di ponte nel Lazio, avviando attività criminali e non in tutto il litorale. Al Nord, invece, riuscirono ad espandersi grazie a 'ndrnaghetisti lungimiranti, come Carmelo Novella, che gestivano stupefacenti, estorsioni, appalti, usura e riciclaggio di denaro

Sulla costa laziale, ad Anzio e Nettuno, hanno molti interessi in attività commerciali e criminali, seppur diminuiti in seguito alle operazioni delle forze dell'ordine.[12][13] Sono presenti anche nelle grandi città come Milano, Legnano, Como e Torino e in Toscana.[14][15]

Il radicamento a Nettuno, in Provincia di Roma, iniziò negli anni '70, quando la città era uno snodo per il narcotraffico.[11]

Dal 2008 sono coinvolti in una faida di 'ndrangheta contro le 'ndrine dei Vallelunga-Sia-Procopio. La faida per il controllo del territorio e delle varie attività lecite e illecite insistenti su esso si è conclusa con i numero arresti dei carabinieri avvenuti nel 2012.

Esponenti di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo "Cenzo" Gallace — capobastone in carcere, condannato a 16 anni per associazione mafiosa e omicidio, e condannato all'ergastolo per essere il mandante dell'omicidio del boss Carmelo Novella a San Vittore Olona nel 2008[11].
  • Carmelo "Nuzzo" Novella — capo-locale di Guardavalle e di Legnano. Fu arrestato nel 2005 (Operazione Mihtos) e scarcerato il 15 agosto 2007. Fu ucciso nel 2008, quando era ancora Responsabile Generale della Lombardia. Fu paciere tra i Gallace e i Crea di Siderno Invocando l'aiuto di Antonio Pelle.[2]
  • Antonino Belnome — padrino, di discendenza siculo-calabrese, pentito nel processo Infinito a Milano.[16]
  • Giuseppe Todaro — fedelissimo di Cenzo Gallace, scomparso di lupara bianca nel 2010. Dopo la sua morte, fu ucciso anche il probabile mandante Vittorio Sia.[16]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b lingua, OPERAZIONE ITACA I tentacoli dei Gallace sul Comune di Badolato in corrieredellacalabria-it, 4 luglio 2013. URL consultato il 4 luglio 2013.
  2. ^ a b c I tentacoli di "Nuzzo" da San Luca a Milano, Calabria Ora del 16 luglio 2008
  3. ^ ‘Boss della ‘ndrangheta in Brianza ucciso da un commando al bar in Repubblica.it.
  4. ^ Novella "di traverso" ai reggini, Calabria Ora del 16 luglio 2008
  5. ^ http://www.stopndrangheta.it/file/stopndrangheta_1269.pdf
  6. ^ Lombardia, ‘ndrangheta connection in Malapianta. URL consultato il 16 luglio 2010.
  7. ^ 'Ndrangheta senza confini, Calabria Ora del 12 maggio 2008
  8. ^ ‘Ndrangheta: confiscati beni (conto correnti, terreni, case, auto e polizze assicurative) per 5 mln, a cosca Novella in Melito online.
  9. ^ Monopolio della cocaina a Roma 23 arresti tra affiliati a cosca della 'ndrangheta in repubblica.it, 14 giugno 2014. URL consultato il 14 giugno 2013.
  10. ^ lingua, 'Ndrangheta, colpo alla cosca Gallace-Gallelli: arrestate 25 persone in Calabria Ora, 4 luglio 2013. URL consultato il 4 luglio 2013.
  11. ^ a b c Andrea Palladino, ‘Ndrangheta, prima condanna a Roma: 190 anni ai membri del clan Gallace in Calabria Ora, 22 ottobre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  12. ^ Boss della ‘ndrangheta in Brianza ucciso da un commando al bar in Repubblica.it.
  13. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p198.
  14. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p194.
  15. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p198.
  16. ^ a b I nuovi Padrini - 'Ndrangheta, Pietro Comito, 2013