Notturno (musica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Un notturno (dal francese nocturne) è una composizione musicale ispirata alla notte.

La dicitura «notturno» fu per la prima volta impiegata nel XVIII secolo, quando stava ad indicare un'opera in vari movimenti.

Accanto all'equivalente in alcune lingue, talvolta troviamo anche il corrispettivo termine in italiano. Un esempio può essere rappresentato dalla celebre Eine kleine Nachtmusik di Mozart, la cui traduzione è «Piccola serenata notturna».

Nel Settecento (periodo di composizione della Serenata) il termine non era necessariamente evocativo della notte, ma poteva essere pensato per l'esecuzione notturna, similmente a una serenata. Nella sua forma più familiare di brano composto da un unico movimento scritto solitamente per pianoforte solista, il notturno divenne popolare soprattutto nel XIX secolo.

Tra le opere di questo genere, vi sono quelle di Felice Blangini che, pubblicate nel 1801, ebbero un grosso successo, pur senza essere dei capolavori. Ciò è dovuto in primo luogo al fatto che i tempi erano propizi al nuovo genere: le melodie facilmente orecchiabili, di carattere lirico ispirato all'opera teatrale, ma anche con una componente di sogno, ne favorirono la diffusione presso la borghesia e i salotti dell'epoca. Inoltre il pianoforte era lo strumento più presente nei salotti borghesi dell'epoca, ed era dunque necessario avere composizioni che non impegnassero eccessivamente le mani di pianisti poco esperti, o spesso dilettanti, come molti dei nobili ottocenteschi.

Il primo grande compositore di Notturni fu John Field, irlandese, vissuto fra Settecento e Ottocento, nonché allievo di Clementi. Egli si può considerare il padre dei Notturni: composizioni per pianoforte di carattere cantabile, con melodie ispirate al belcanto italiano e di andamento tranquillo. Esse sono per lo più opere in un'unica sezione monotematica, in forma di una monodia accompagnata.

In ogni caso, l'esponente più famoso di questa forma musicale fu Fryderyk Chopin, che ne scrisse 21. Le sue opere, in parte ispirate al melodramma italiano del tempo, sono il regno del bel suono e dell'espressione; divise in più sezioni tematiche contrastanti, alternano a sentimenti dolci e sognanti momenti cupi o di profondo sconforto.

Notturni per pianoforte sono stati scritti anche in epoca successiva da compositori quali Gabriel Fauré ed Erik Satie.

Uno dei pezzi più famosi della musica del XIX secolo fu il Notturno n. 5 di Ignace Leybach, che è al giorno d'oggi praticamente dimenticato.

Altri esempi di notturni comprendono quello per orchestra dalla musiche di scena per il Sogno di una notte di mezza estate composto da Felix Mendelssohn e i tre per orchestra e coro femminile di Claude Debussy, che ne compose anche uno per pianoforte.

Il primo movimento della sonata "Chiaro di luna" di Beethoven è anche stato considerato un notturno (certamente Ludwig Rellstab, che le diede quel nome, lo percepiva come evocativo della notte), anche se Beethoven non lo definiva come tale.

I notturni sono generalmente percepiti come tranquilli, spesso espressivi e lirici, alcune volte piuttosto pessimisti, ma in pratica pezzi che rientrano sotto la definizione di notturni comunicano svariate sensazioni e stati d'animo: il secondo tra i notturni per orchestra di Debussy, Fêtes, è ad esempio molto vivace.

Altri "Notturni"[modifica | modifica wikitesto]

La parola venne successivamente usata da James McNeill Whistler nel titolo di alcuni suoi quadri: numerosi altri artisti seguirono questa strada.

Come molti termini della musica classica, "notturno" ha trovato applicazioni anche nella musica moderna. Ad esempio, Nocturne è il titolo di un disco di Siouxsie and the Banshees. Nocturne è anche il titolo della canzone con cui i Secret Garden hanno partecipato e vinto nel 1995 l'Eurovision Song Contest. Notturno è anche il titolo di un album jazz di successo del Claudio Ottaviano Trio.

"Notturni" è anche il titolo di numerose opere letterarie. La più celebre è quella del grande scrittore e musicista tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1766-1822), pubblicata nel 1817 (fonte: La Nuova Enciclopedia della Letteratura Garzanti, 1985).

musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica