Notturno (D'Annunzio)

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Ritratto di Gabriele d'Annunzio

Il Notturno è un'opera in prosa lirica di Gabriele D'Annunzio, costituita da una raccolta di meditazioni e ricordi.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu realizzata a Civitavecchia nel 1916 mentre il poeta e prosatore era fermo immobile e temporaneamente cieco per via di un grave incidente aereo. D'Annunzio la scrisse utilizzando circa diecimila strisce di carta o cartigli su ciascuna delle quali era vergata una sola riga di testo. Il materiale così redatto fu poi messo in ordine dalla figlia del poeta, la quale lo aiutava al capezzale.

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione del libro, considerato un vero capolavoro, seppure particolarmente differente dallo standard del poeta, in genere ottimista e pieno di desiderio di autoaffermazione, fu pubblicato per la prima volta da Treves nel 1916, quando, tuttavia, ancora non aveva ricevuto l'ultima mano dall'autore. L'edizione definitiva, sotto il diretto controllo di D'Annunzio, apparve, invece, nel 1921.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

La particolarità del Notturno all'interno della produzione dannunziana sta soprattutto nella sua carica riflessiva e meditativa, che supera, perlomeno per un breve tempo, la tensione superomistica del poeta, tutto intriso dall'esperienza del dolore (la perdita dell'amico che pilotava l'aereo, ma anche quella della madre). Secondo la critica, dunque, il Notturno assume una particolare importanza in quanto sembra essere occasione di un triste bilancio da parte del poeta sulla sua stessa vita.

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