Notomys longicaudatus

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Topo saltatore dalla coda lunga
Immagine di Notomys longicaudatus mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto [1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Murinae
Genere Notomys
Specie N.longicaudatus
Nomenclatura binomiale
Notomys longicaudatus
Gould, 1844
Sinonimi

N.sturti

Il topo saltatore dalla coda lunga (Notomys longicaudatus Gould, 1844) è un roditore della famiglia dei Muridi un tempo diffuso in Australia.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 110 e 160 mm, la lunghezza della coda tra 150 e 205 mm, la lunghezza del piede tra 40 e 45 mm, la lunghezza delle orecchie tra 24 e 28 mm e un peso fino a 100 g.[3]

Le parti superiori sono bruno-rossiccio con numerosi peli nerastri. Le parti inferiori sono biancastre con la base dei peli grigia. Il dorso delle zampe è bianco. La coda è più lunga della testa e del corpo, bruno-nerastra sopra e biancastra sotto e termina con un ciuffo di peli nerastri, spesso con l'estremità biancastra. Sono presenti 11 anelli di scaglie per centimetro. Sul petto dei maschi è presente una ghiandola ovale con i bordi rialzati.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è conosciuta da alcuni esemplari e da resti ritrovati in un'area estesa in tutta l'Australia centrale. L'ultimo esemplare è stato catturato nell'Australia Occidentale nel 1840 e nel Territorio del Nord nel 1902.

Viveva probabilmente in zone aride e semi-aride con terreni argillosi e con vegetazioni comprendenti Acacia ed Eucalipto.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato che l'ultima osservazione risale al 1902, classifica N.longicaudatus come specie estinta (EX).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Morris, K. & Burbidge, A. 2008, Notomys longicaudatus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Notomys longicaudatus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Menkhorst & Knight, 2001, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Peter Menkhorst & Frank Knight, A Field Guide to the Mammals of Australia, Oxford University Press, USA, 2001. ISBN 9780195508703.

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