Notburga di Eben

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Santa Notburga di Eben
Statua nella Parrocchia di St.Joseph a Kollerschlag
Statua nella Parrocchia di St.Joseph a Kollerschlag
Nascita 1265
Morte 16 settembre 1313
Venerata da Chiesa cattolica
Santuario principale Chiesa di Eben
Ricorrenza 14 settembre
Attributi falce
Patrona di domestiche, contadini e loro figlie

Notburga di Eben (Rattenberg, 1265castello di Rottenburg, 16 settembre 1313) , considerata come santa dalla Chiesa cattolica, è ricordata il giorno 14 settembre.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Non si sono conservate fonti contemporanee sulla vita di questa santa. Il testo più antico relativo ad essa è un pannello votivo in legno utilizzato come elemento decorativo posto sul suo luogo di sepoltura. Esso scomparve nel 1862 ma ne conosciamo il contenuto in quanto ne è stato copiato il testo prima della sparizione[1].

La tradizione riporta che era una donna non sposata e nata da una famiglia di poveri contadini, all'età di diciotto anni entrò al servizio del Conte del castello di Rottenburg in qualità di cuoca: era solita dare ai poveri ciò che avanzava alla mensa del padrone, fatto che infastidiva molto il nobile stesso fino a costringere Notburga ad andarsene ed a cercare un altro lavoro.

Incontrò un contadino con il quale stabilì un patto: dai vespri del sabato fino al lunedì mattina, non si sarebbe lavorato per santificare degnamente la domenica. L'uomo inizialmente accettò ma, in seguito, se ne pentì e cominciò a lamentarsi: egli riteneva questa interruzione troppo dannosa al suo lavoro agricolo. A causa di queste rimostranze, Notburga si arrabbiò: secondo una leggenda devozionale, prese una falce, chiamò Dio a testimone del patto e lanciò l'attrezzo in aria; questo rimase immobile nel vuoto, lasciando l'uomo allibito. Il contadino non cambiò atteggiamento, tanto che Notburga lo abbandonò, tornando a fare la cuoca dov'era prima.

Quando morì, i compaesani religiosi (che già la ritenevano santa, oltre che per l'episodio della falce, per la vita irreprensibile) affidarono ai buoi la sua salma: gli animali avrebbero attraversato "miracolosamente" il fiume Inn fermandosi a Eben am Achensee. I pellegrini usavano prendere un po' di terra dalla tomba di Notburga, convinti che aiutasse a guarire le malattie di uomini e animali.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La piccola chiesa di Eben, presso cui era sepolta, venne ingrandita a più riprese: nel 1434, nel 1516 ed abbellita per diretto interessamento dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo. Nel 1718 le reliquie furono ricomposte, dorate e spostate sotto l'altare maggiore.

Il culto, ufficialmente autorizzato da Pio IX con decreto del 27 marzo 1862, era già particolarmente intenso in Baviera, Austria, Tirolo ed Istria: un tempo si inghiottivano sue immaginette, grandi quanto un'unghia. La santa è considerata protettrice delle domestiche, dei contadini e delle loro figlie e la sua festa è celebrata il 14 settembre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alban Butler, Butler's lives of the Saints, Continuum International Publishing Group, 2003, pag.122

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