Nostra Signora di Walsingham

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Nostra Signora di Walsingham è uno degli appellativi che cattolici e numerosi anglicani attribuiscono alla Beata Vergine Maria, madre di Cristo. Il titolo deriva dalla tradizione secondo cui la Vergine apparve in visione a Richeldis de Faverches, una pia nobildonna inglese, nel 1061 nel villaggio di Walsingham nel Norfolk, in Inghilterra. Lady Richeldis vi fece edificare la "Santa Casa", una replica della casa di Nazareth ove ebbe luogo l'Annunciazione (edificio che si ritiene essere quello in seguito rimontato a Loreto in Italia), che divenne un santuario e luogo di pellegrinaggio. Il culto della Vergine di Walsingham è particolarmente diffuso in Inghilterra, nazione di cui è patrona.

Il patronato regio aiutò il santuario a crescere in ricchezza e popolarità, e ricevette visite dei re Enrico III, Edoardo II, Edoardo III, Enrico IV, Edoardo IV, Enrico VII, Enrico VIII e pure di Erasmo da Rotterdam. Al tempo della sua soppressione nel 1538 durante il regno di Enrico VIII, a cui seguì il rogo della venerata immagine della Madonna col Bambino, il santuario era diventato uno dei principali luoghi di pellegrinaggio in Inghilterra insieme a Glastonbury e Canterbury, in particolare quando a causa di guerre e sconvolgimenti politici il viaggio per Roma e Compostella era difficile.

A partire dal 1921, il sacerdote anglicano Alfred Hope Patten, parroco di Great and Little Walsingham, si batté per riportare in auge la devozione, giungendo fra il 1931 ed il 1938 a ricostruire il santuario, comprendente una replica della Santa Casa ed una statua della Vergine col Bambino, che traeva ispirazione da quella raffigurata sul sigillo del convento agostiniano fondato nel 1153 per la cura spirituale dei pellegrini; il culto della Vergine fra i cattolici inglesi si concentra invece intorno alla cosiddetta Slipper Chapel, costruita nel 1340 come ultima stazione per i pellegrini sulla via di Walsingham e che a differenza della Santa Casa sopravvisse alla Riforma.

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