Northern soul

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Smooth soul
Origini stilistiche Soul, R&B, gospel
Origini culturali Nord Inghilterra
Strumenti tipici Strumenti a corda, chitarra elettrica, corno, voce
Popolarità Verso la metà degli anni 1960
Generi derivati
Modern soul, madchester, mod revival
Generi correlati
Funk, R&B, pop soul
Categorie correlate

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Il northern Soul è sia un genere di musica, caratterizzata da un ritmo veloce, sia un movimento di danza entrambi molto diffusi nel nord dell'Inghilterra nei tardi anni sessanta e che raggiunsero il massimo della popolarità negli anni settanta. Il Northern soul è l'unico genere musicale che prende nome dal posto dove veniva ballato e ascoltato e non dal luogo dove lo stesso nasceva artisticamente. E se inizialmente il genere "adottò" certa musica soul e R&B americana particolarmente ritmata, in seguito, col successo della stessa, vi fu una produzione musicale fatta ad hoc per gli amanti del genere. Il genere si sviluppò in principio in tre locali inglesi: il Torch, il Wigan Casino e il Blackpool Mecca, nei quali i DJ proponevano brani uptempo presi inizialmente dai brani contemporanei degli Stati Uniti e successivamente, con la sostanziale modifica della musica americana a partire dagli anni Settanta, molto più lenta o di genere Funk, da brani fuori catalogo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Northern Soul è un fenomeno dell'universo culturale e simbolico delle subculture giovanili legate all'ascolto della musica, chiamato così per la prima volta dal giornalista e collezionista inglese Dave Godin che nel 1968 utilizzò il termine per differenziare la musica del suo negozio da altri generi Funk e successivamente la riportò su varie riviste, diffondendo il termine al pubblico. In un'intervista del 2002 il giornalista dichiarò:

(EN)

« I had started to notice that northern football fans who were in London to follow their team were coming into the store to buy records, but they weren’t interested in the latest developments in the black American chart. I devised the name as a shorthand sales term. It was just to say ‘if you’ve got customers from the north, don’t waste time playing them records currently in the US black chart, just play them what they like - ‘Northern Soul’.[1] »

(IT)

« Notai che i tifosi delle squadre di calcio del nord che erano a Londra per seguire la loro squadra, entravano nel negozio per comprare dischi, ma non erano interessate agli ultimi sviluppi della classifica americana. Misi a punto il nome come fosse un termine stenografico per le vendite. Era come dire 'Se hai consumatori del nord, non perdere tempo riproducendo brani della classifica US, ma semplicemente riproduci ciò che loro vogliono - il "Northern Soul" »

(Dave Godin)

I giovani inglesi del Nord non seguirono i coetanei del Sud (Londra in particolare) nel dismettere l'amore per il R&B nero che aveva contraddistinto la prima Swinging London dei mod a favore della psichedelia, dell'acid rock e dei suoni progressive rock. I giovani del Nord non volevano aver a che fare con la musica progressiva; piuttosto cercavano una musica che rinsaldasse lo spirito comunitario e che potesse mettere in mostra le proprie capacità nell'usare il corpo. La Soul Music, infatti, ha la particolarità di essere una musica vocalizzata e che si rivolge ad una comunità, quella degli afroamericani delle chiese battiste che negli anni sessanta è in prima linea nel rivendicare i propri diritti. Per i sostenitori di questo genere la voce e gli strumenti utilizzati per suonare, come la batteria, le chitarre, il basso, gli strumenti a fiato e il pianoforte diventano estensioni del corpo, non solo di chi suona (vedi le performance di James Brown), ma anche di chi balla o ascolta. La partecipazione fatta di battiti di mano, nel muoversi, rientra nello spettacolo, il tutto con chiara derivazione dalle performance gospel in chiesa, di cui la Soul Music è la versione profana.

L'industria musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il successo del Northern Soul non ha avuto a che fare direttamente con l'industria musicale poiché esso ha creato un proprio universo del tutto autonomo dall'industria musicale dell'epoca: i brani su cui si basava una serata northern soul erano incisi su dischi (7 pollici) originali dell'epoca fuori catalogo. Il genere, superati i confini regionali, favorì la ristampa, legalmente e illegale, dei dischi in questione e vista l'enorme domanda e la relativa rarità dei dischi più ballati, i prezzi erano arrivati a cifre considerevoli.

I DJ[modifica | modifica wikitesto]

Tra i DJ più noti si ricordano Ian Levine del Mecca (1971-80) e il trio Kev Roberts, Russ Winstanley e Richard Sterling del Wigan (1973-81) che continuarono la tradizione del Torch di Stoke on Trent (dj Colin Curtis poi al Mecca), nel frattempo chiuso nel 1973 per problemi di ordine pubblico. Ogni serata il Dj proponeva novità, brani americani che gli inglesi non conoscevano, ma la situazione era destinata al collasso, poiché si basava su brani già pubblicati e la scelta diventava via via più stringente.

Durante gli anni ottanta, chiusi i locali storici, la scena fu portata avanti in nuovi locali quali il "Top Of The World" di Stafford, dove lavoravano come Dj Dave Thorley, Richard Searling, Ian Clark e Pat Brady, o gli allnighter del 100 Club al numero 100 di Oxford Street, Londra, supportati da Harboro Horace alias Ady Croasdell, che assemblò le compilation della Kent Records dedicate alla Soul Music.

Una caratteristica che contraddistingue i fans del northern soul è la borsa da bowling con le toppe delle varie serate, in cui mettere il cambio e le scarpe da ballo.

Northern Soul in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La mania del Northern Soul in Italia pur avendo la stessa genesi dei giovani inglesi degli anni sessanta, si manifesta 20 anni dopo.

Il nascente movimento mod (anni ottanta) italiano fa conoscenza dei suoni soul che vengono proposti allora da Dj Nucci di Milano e Marco "Nerone Dall'Asta di Roma alle serate mod italiane in special modo al raduno nazionale di Rimini.

Nella seconda metà degli anni Ottanta nascono i primi soul club italiani come, nel 1986, il Black Trefoil di Genova, ancora oggi attivo. Negli anni novanta il movimento comincia a separarsi dalla scena mod, i soul boy italiani sentono la necessità come gli inglesi di creare una scena autonoma e quindi nascono le prime serate interamente soul, ad esempio quelle dell'Interno 20 di Vicenza dove si sono alternati diversi ds italiani come Andrea Mattioni, il Team della Pelle Nera di Milano, Dj Moses, etc. e inglesi. Successivamente nascevano gli allnighter al Covo di Bologna (Dj Moses, Carlo Campaiola, Barbara Grassi, Francesco Magnanini) e le feste al Bloom di Mezzago organizzate dalla Pelle Nera di Milano. Con gli anni 2000 nascono i primi weekender italiani, come quello estivo di Rimini Rare Soul Weekender (Simone Ceccarelli e Cristian Riviera) con ospiti stranieri, e nuovi soul club come il Leaning Tower Pisa di Roccia e Meni e il Roma Soul City di Carlo Campaiola, Leo Mastropierro e Marco Nerone Dall'Asta. Da segnalare infine Soul O'Session - Italian Northern Soul Dance Workshop, workshop di ballo northern soul condotto da Sharon Finch e organizzato da S.O'S. Crew in diverse città della penisola dal 2009.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nick Hornby nel suo romanzo Juliet, Naked (Tutta un'altra musica, Guanda 2009) dedica più pagine al fenomeno Northern Soul.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ For Dancers Only

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bill Brewster, Frank Broughton: last night a dj saved my life, Arcana, 2005
  • Mike Rison & Stuart Russell: the in crowd, the story of the northern & Rare Soul Scene, Be Cool, 1999
  • Kev Roberts: Top 500 northern soul, goldmine soul supply, 2000
  • Ian Chambers: Ritmi urbani, Costa & Nolan, 1986

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]