Noronhomys vespuccii

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Noronhomys vespuccii
Immagine di Noronhomys vespuccii mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto (Olocene)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Sigmodontinae
Tribù Oryzomyini
Genere Noronhomys
Carleton & Olson, 1999
Specie N. vespuccii
Nomenclatura binomiale
Noronhomys vespuccii
Carleton & Olson, 1999

Map of Fernando de Noronha-en-fossil site.png Posizione del sito di ritrovamento su Fernando de Noronha


Location Noronha circle.png Posizione geografica dell'arcipelago rispetto al Sudamerica

Noronhomys vespuccii Carleton & Olson, 1999[2] è un roditore estinto, appartenente alla famiglia Cricetidae, endemico delle isole Fernando de Noronha, ad est del Brasile.[3]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'epiteto generico Noronhomys coniuga il nome Fernando de Noronha con il greco antico, mys "topo".
La specie prende il nome dall'esploratore italiano Amerigo Vespucci, che scoprì e descrisse la specie nel 1503.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Conosciuto grazie ai resti fossili quali teschi usurati e ossa dello stomaco si può capire che questi animali avevano un cranio di circa 4,5 cm mentre l'intero corpo nero misurava approssimativamente meno di 35 cm.l'analisi dei dati morfometrici del materiale di noronhomys indica che sia maschi che femmine avevano più o meno le stesse dimensioni, il cranio era piatto, la parte anteriore era corta e larga. la parte estrerna della bocca era molto più spessa di quella interna, i bordi della bocca erano posti lateralmente ospitando due robusti incisivi. i molari eretti hanno la forma di una corona.

Paleobiologia[modifica | modifica sorgente]

Noronhomys vespuccii si estinse a causa della rivalità con i topi ed i ratti introdotti. Nel 1973 sono stati ritrovati diversi fossili risalenti all'Olocene, che sono stati descritti nel 1999, quando si iniziò a prendere in considerazione l'ipotesi che la specie si fosse esistita anche 5000 anni prima. N. vespuccii era di medie dimensioni, più grande del ratto nero (Rattus rattus), e a quanto pare strettamente imparentato con quest'ultimo, infatti condivideva con quest'ultimo diversi tratti, come i molari a forma di corona e la cresta sul cranio.

Estinzione[modifica | modifica sorgente]

Vespucci dice che Noronhomys vespuccii aveva un aspetto primitivo, e che quindi abitasse quell'isola da molto più tempo degli indigeni, e che secondo lui l'estinzione sarebbe stata causata dagli introdotti ratti domestici. Egli non sbagliò di tanto, non a caso la specie si estinse circa nel 1520 (non accertato). Altre possibili cause possono esserci state, come la distruzione dell'habitat. Nel 2004 vennero avvistati alcuni roditori che apparentemente sembravano essere ratti di vespucci, così la IUCN catturò alcuni esemplari e disse che la specie era estinta in natura e non estinta, e che quindi qualche esemplare era sopravvissuto; ma successivamente vennero fatte le analisi del DNA e si scoprì che quei topi non erano altro che dei semplici ratti neri con un particolare e raro gene recessivo, così Noronhomys vespuccii fu cancellato e inserito nuovamente nella lista delle specie estinte.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Vista del Morro do Pico su Fernando de Noronha.

Amerigo Vespucci probabilmente scoprì questa specie nel suo quarto viaggio, che lo portò in Brasile; la lettera di Amerigo Vespucci sulle nuove isole del quarto viaggio ha registrato che quest'ultimo ha visitato l'isola appena a sud dell'equatore nel 10 agosto 1503 notando molti animali diversi, lucertole rane e vari serpenti. La lettera è ritenuta un resoconto sull'esploratore italiano, ma pare in realtà che un quarto viaggio non abbia mai avuto luogo.

Durante gli scavi del 1973 sono stati trovati i fossili di un grande ratto che diversi anni dopo gli studi sono stati descritti come appartenenti a una nuova specie. il materiale si trova ora negli Stati Uniti nel museo nazionale di storia naturale di Washington.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Weksler, M. & Costa, L., 2008, Noronhomys vespuccii in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ Carleton, M. D. and Olson, S. L., Amerigo Vespucci and the Rat of Fernando de Noronha: A new genus and species of Rodentia (Muridae: Sigmodontinae) from a volcanic island off Brazil's continental shelf in American Museum Novitates, vol. 3256, 1999, pp. 1-59.
  3. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Noronhomys vespuccii in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carleton, M. D. and Olson, S. L., Amerigo Vespucci and the Rat of Fernando de Noronha: A new genus and species of Rodentia (Muridae: Sigmodontinae) from a volcanic island off Brazil's continental shelf in American Museum Novitates, vol. 3256, 1999, pp. 1-59.
  • Musser, G. G. and Carleton, M. D., Superfamily Muroidea. In: D. E. Wilson and D. A. Reeder (eds.), Mammal Species of the World: a geographic and taxonomic reference, Baltimora, USA, The John Hopkins University Press, 2005, pp. 894-1531.

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