Norma matriciale
In matematica, una norma matriciale è la naturale estensione alle matrici del concetto di norma definito per i vettori.
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[modifica] Definizione
Una norma sullo spazio vettoriale
delle matrici a elementi nel campo
è una funzione
tale che, per ogni
matrici e per ogni
scalare
Si riconoscono quindi esattamente le stesse proprietà delle norme vettoriali; ciò riflette il fatto che lo spazio delle matrici è isomorfo allo spazio di vettori
(per esempio tramite l'applicazione che manda una matrice nel vettore che contiene una dopo l'altra le sue righe) e quindi una norma matriciale deve avere perlomeno le stesse proprietà di una norma vettoriale.
In più, se
, cioè le matrici sono quadrate, generalmente si chiede che venga soddisfatta anche la proprietà
(sub-moltiplicatività)
Se è vera la sub-moltiplicatività si ricava subito che per la matrice identità vale 
Lo spazio
munito di una norma sub-moltiplicativa è un esempio di algebra di Banach.
[modifica] Norma indotta
Se è data una norma su
(
saranno i numeri reali o i numeri complessi), che per distinguere si indicherà con
, allora è definita una norma su
, detta norma indotta, in questo modo:
Essa coincide con la norma della trasformazione lineare
associata alla matrice, vista come operatore lineare continuo tra spazi di Banach, che si dà in analisi funzionale.
Nel caso quadrato, questa norma risulta sub-moltiplicativa se viene usato lo stesso tipo di norma sia nel dominio che nel codominio. Per esempio, se per i vettori utilizziamo una delle norme p otteniamo delle norme, che si chiameranno sempre norme p, così definite
[modifica] Proprietà
Per una norma indotta è sempre vero che
e che
Per una norma qualsiasi, se ciò accade allora si dice che la norma è compatibile rispetto alla norma
.
Per alcuni valori particolari di
si dimostra che valgono alcune identità che facilitano il calcolo:
Ne segue immediatamente che
; dunque se
è simmetrica
. In più, se
vale
dove
è la trasposta coniugata di
(la trasposta nel caso reale) e
è il raggio spettrale di
, cioè il massimo tra i suoi autovalori in valore assoluto. Il caso
è detto anche norma spettrale. Se
è simmetrica allora l'uguaglianza si riduce a
Vale anche sempre che
Qualsiasi norma indotta soddisfa la disuguaglianza
e inoltre vale che
[modifica] Altre norme
Diffuse sono anche le norme che valutano la matrice "componente per componente", cioè equiparandola al vettore delle sue elementi. Per esempio, i corrispettivi delle norme p vettoriali per le matrici, che si chiameranno sempre norme p (ma che sono distinte dalle norme p indotte), sono
In quanto sostanzialmente sono norme vettoriali, queste norme p sono sub-moltiplicative.
Come prima, il caso
assume una certa importanza: esso viene detto anche norma di Frobenius ed è definibile anche come
dove
è la traccia di
e
sono i valori singolari di
.
Una proprietà singolare della norma di Frobenius è che se con
indichiamo le colonne di
, allora vale la seguente uguaglianza:
In certi casi si lavora anche con il quadrato della norma di Frobenius. Essendo la funzione
crescente e convessa, anch'esso è una norma; essa prende il nome di norma di traccia e vale quindi
[modifica] Norme equivalenti
Per ogni coppia di norme matriciali
e
vale la seguente catena di disuguaglianze:
, con 
cioè le due norme sono equivalenti; esse quindi inducono la stessa topologia su
.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali costanti
per una matrice reale:
qua
rappresenta la norma infinito indotta e
la sua "norma uniforme", cioè il massimo dei moduli dei suoi elementi.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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(

(sub-moltiplicatività)















, con 



