Nonesuch Records

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Nonesuch Records
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1964 a New York
Fondata da Jac Holzman
Sede principale New York
Gruppo Warner Music
Settore Musica
Sito web www.nonesuch.com

La Nonesuch Records è un'etichetta discografica di proprietà del Warner Music Group e distribuita da Elektra Records.

Storia[modifica | modifica sorgente]

È stata fondata nel 1964 da Jac Holzman con l'intento di "produrre dischi allo stesso prezzo dei libri tascabili"[1], con un costo quindi della metà di un LP. Sin dall'inizio ha operato nell'ambito della Elektra Records, fondata anch'essa da Holzman nel 1950 e da cui era distribuita.

L'etichetta, per rimanere nei costi promessi, pubblicò per i primi tempi dischi costituiti da ristampe di edizioni europee di musica classica, soprattutto musica da camera e musica barocca.

Nel 1966 si mise nel campo della musica elettronica con il lavoro di Beaver & Krause The Nonesuch Guide to Electronic Music che rimase per 26 settimane nella classifica di Billboard e con l'album Silver Apples of the Moon di Morton Subotnik del 1967.[2]

Nel 1970 Holzman vendette la Elektra e la Nonesuch alla Kinney National Company diventata in seguito Warner Communications e poi Warner Music.

La coordinatrice dal 1964 al 1979 Teresa Sterne a cui subentrò il figlio di Holzman, Keith,[3] che non aveva esperienze nel settore. Nel 1984 divenne presidente Robert Hurwitz. Dal 1987 venne chiamata Elektra Nonesuch. Verso la fine degli anni 90 a seguito della ristrutturazione della Elektra passò sotto la Warner Music International, poi per un breve periodo entrò a far parte della Atlantic Records per poi ritornare nel 2004 sotto la Warner, come sussidiaria della Elektra.

Tra le serie pubblicate si segnalano le Nonesuch Explorer Series pubblicate tra il 1967 ed il 1984, raccolta di album provenienti da tutto il mondo.

Artisti che hanno pubblicato con l'etichetta[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jac Holzman e Gavan Daws, Follow the Music, 1998, pp. 97.
  2. ^ Trevor Pinch, Frank Trocco, Analog Days: The Invention and Impact of the Moog Synthesize, Harvard University Press, 2004, pp. 100. ISBN 0674016173.
  3. ^ http://www.followthemusic.com/whobook.html

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]