Non praevalebunt

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La locuzione latina non praevalebunt è traducibile in italiano come "[le porte degli Inferi] non prevarranno".

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'origine della locuzione è nel Vangelo secondo Matteo, quando Gesù chiese ai suoi discepoli chi pensavano che lui fosse. Simone rispose: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente". Gesù allora disse:

« Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. »   (Matteo 16,17-19)

Uso[modifica | modifica sorgente]

Questa locuzione è uno dei due motti che aprono la prima pagina dell'Osservatore Romano. L'altro è unicuique suum.

È anche usata scherzosamente per opporsi in maniera netta e decisa a qualcosa o qualcuno.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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