Non dimenticate lo spazzolino da denti

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Non dimenticate lo spazzolino da denti
Anno 19951997
Genere Varietà ed Intrattenimento
Durata 120 min
Produttore R.T.I.
Presentatore Fiorello e Marco Balestri (1995)
Gerry Scotti e Ambra Angiolini (1996–1997)
Regia Mario Bianchi
Rete Canale 5 (1995)
Italia 1 (1996–1997)

Non dimenticate lo spazzolino da denti è stato un varietà televisivo andato in onda settimanalmente a partire da sabato 22 aprile a sabato 24 giugno 1995 su Canale 5 e da venerdì 3 novembre 1996 a venerdì 5 gennaio 1997 su Italia 1, entrambe le serie in prima serata.

Il programma[modifica | modifica sorgente]

Il programma era la versione italiana di un varietà francese, N'oubliez pas votre brosse à dents, trasmesso anche in altre nazioni. Il pubblico in sala, coinvolto nei giochi dai conduttori, aveva la possibilità di vincere viaggi con partenza immediata (da cui il nome della trasmissione). I viaggi previsti erano sia in mete di grande attrattività turistica, per i vincitori, sia in località italiane presentate volutamente con toni sminuenti, come consolazione per i secondi arrivati[1].

Gli autori dell'edizione italiana erano Barbara Cappi, Davide Parenti, Riccardo Sfondrini e Giorgio Vignali. La conduzione era affidata nella prima stagione a Fiorello e ad un inviato esterno, Marco Balestri, mentre nella seconda a Gerry Scotti e Ambra Angiolini. La regia era a cura di Mario Bianchi.

Prima stagione[modifica | modifica sorgente]

Nella prima stagione, in onda su Canale 5, il fulcro del varietà è Fiorello (reduce dal successo del Karaoke) che si esibisce in canti, balli e imitazioni, al punto la regia stessa ha difficoltà nel seguirlo in tutti i suoi movimenti. I collegamenti esterni vedono invece come conduttore Marco Balestri, mentre in studio vi è la presenza di Anna Falchi e Diego Abatantuono[2]. Il corpo di ballo, sei ballerine, viene chiamato, dal nome del programma, "le spazzoline"[2], mentre le coreografie sono curate dal duo Brian & Garrison.

La trasmissione comprende giochi, balli, canzoni, scherzi e viaggi sponsorizzati, ma il programma, pur raggiungendo in alcune puntate picchi di share superiori al 23% ed una media del 21,5% (pari a 4.729.000 telespettatori[3]), non ottiene il successo sperato dall'emittente, che puntava a battere I cervelloni su Rai Uno, show condotto da Paolo Bonolis.[4][5][6][7]

Tra i motivi dello scarso successo, probabile colpa era da ricercarsi ad un'errata combinazione tra il target previsto, il pubblico giovane, e la messa in onda nella serata del sabato sera, quando questo non era presente in casa o era più attratto dal programma musicale Roxy Bar di Videomusic, condotto da Red Ronnie[8].

Seconda stagione[modifica | modifica sorgente]

La seconda stagione, in onda su Italia 1, vedeva la conduzione affidata ad Ambra Angiolini (che si esibirà anche come ballerina) e a Gerry Scotti. Il programma venne presentato ai media come più fedele al format originale.[9]

In questa edizione è stato aggiunto anche un momento sexy, con un gioco finale a quiz (chiamato strip quiz) che prevedeva la partecipazione di due coppie scelte tra il pubblico (composto da circa 300 spettatori): ad ogni risposta corretta data da uno degli uomini la ragazza doveva togliersi un abito, o rifiutare di farlo e dare questa possibilità alla ragazza della coppia avversaria. La prima coppia la cui donna rimaneva in topless (non necessariamente mostrandolo) vinceva un premio speciale, solitamente di valore superiore agli altri presenti nel programma. Anche questa edizione, nonostante il cambio di emittente e conduttori, e l'ammiccamento al sexy, ha riscosso esigui successi, ottenendo ascolti medi nettamente inferiori alla prima stagione[3].

In questa seconda stagione del programma era inizialmente prevista ed annunciata la presenza come ballerina di Muriel Houtteman (meglio nota come Fili Houtemann), spogliarellista belga, balzata agli onori della cronaca pochi mesi prima per un sex tape che aveva causato il divorzio tra Daniel Ducruet e Stéphanie di Monaco (venendo poi condannata per violazione della privacy per questo[10]), ma l'accordo tra l'artista e Mediaset non si era poi concretizzato[11][12][13]

Al termine del programma Ambra Angiolini lascerà Mediaset, cinque mesi prima della scadenza naturale del contratto, per il suo primo ingresso in Rai.[14][15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «Ambra chiedi scusa a Verbania», articolo de La Stampa, del 17 dicembre 1996, pagina 17
  2. ^ a b Canale 5: Non dimenticate lo spazzolino da denti, agenzia dell'Adnkronos, del 21 aprile 1995
  3. ^ a b Aldo Grasso, Car'Ambra, che sorpresa! in Corriere della Sera, 5 novembre 1996, p. 33. URL consultato il 30-11-2009.
  4. ^ Gli inventori battono lo show di Fiorello in La Repubblica, 1° maggio 1995, p. 33. URL consultato il 30-11-2009.
  5. ^ Alessandra Rota, Tira la coda a Fiorello in La Repubblica, 16 maggio 1995, p. 41. URL consultato il 30-11-2009.
  6. ^ Silvia Fumarola, Fiorello: ho sbagliato ma ora ho cambiato vita in La Repubblica, 31 maggio 1995, p. 35. URL consultato il 30-11-2009.
  7. ^ Fiorello effetto speciale, articolo de La Stampa, del 15 maggio 1995, pagina 20
  8. ^ Fiorello rimonta ma non sfonda, articolo de La Stampa, del 15 maggio 1995, pagina 19
  9. ^ Maria Volpe, "Ambra la cattiva e Gerry cucciolone" nel dopo Fiorello in Corriere della Sera, 14 agosto 1996, p. 25. URL consultato il 30-11-2009.
  10. ^ (EN) Monaco sex trap stripper sentenced in BBC News, 27 aprile 2000. URL consultato il 30-11-2009.
  11. ^ Fili non balla con Ambra in La Repubblica, 2 novembre 1996, p. 33. URL consultato il 30-11-2009.
  12. ^ Mirella Tanzarella, Lo "scandalo" Fili per Ambra e Gerry in La Repubblica, 30 ottobre 1996, p. 43. URL consultato il 30-11-2009.
  13. ^ Cristina Taglietti, Niente "Spazzolino" per Fili: profilo deludente? in Corriere della Sera, 1° novembre 1996, p. 31. URL consultato il 30-11-2009.
  14. ^ Maria Volpe, Ambra saluta Mediaset ed è subito Raiuno in Corriere della Sera, 5 gennaio 1997, p. 22. URL consultato il 28-02-2014.
  15. ^ Davide Frattini, "Ambra è cresciuta, ci dice addio" in Corriere della Sera, 12 dicembre 1996, p. 36. URL consultato il 28-02-2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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