Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
Autore Eugenio Montale
1ª ed. originale 1925
Genere poesia
Lingua originale italiano

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato è una poesia scritta nel 1923 da Eugenio Montale. Apre l'omonima sezione nell'opera Ossi di seppia.

« [...] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. »

(E. Montale, da Ossi di seppia)

Commento[modifica | modifica sorgente]

Montale si rivolge al consueto interlocutore invitandolo a meditare sulla crisi di certezze dell'uomo contemporaneo, che spesso cade nell'inganno di poter trovare una formula risolutiva (la parola che squadri da ogni lato) o una spiegazione sicura alle sue inquietudini e alle vicende della storia.

Celebre rimase il monito finale: "Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo". In ultima analisi l'unica verità che è data all'uomo è la coscienza dell'impossibilità di avere qualche certezza, ovvero una coscienza in negativo, in un mondo indecifrabile e inconoscibile.

Significativa è in tale ottica la scelta dell'autore di utilizzare i verbi al plurale, per sottolineare la condivisione di questa consapevolezza con l'intero genere umano.

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