Noctua fimbriata

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Noctua fimbriata
Noctua fimbriata2.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
(clade) Obtectomera
(clade) Macroheterocera
Superfamiglia Noctuoidea
Famiglia Noctuidae
Sottofamiglia Noctuinae
Tribù Noctuini
Sottotribù Noctuina
Genere Noctua
Specie N. fimbriata
Nomenclatura binomiale
Noctua fimbriata
(Schreber, 1759)

Noctua fimbriata (Schreber, 1759) è un lepidottero appartenente alla famiglia Noctuidae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L' adulto[modifica | modifica wikitesto]

L'apertura alare dei maschi è compresa tra i 45 e 57 mm, mentre quella delle femmine si colloca tra i 49 e 61 mm, mediamente per entrambi i generi varia dai 45-61 millimetri.[senza fonte] La superficie delle ali anteriori varia dall'ocra, al marrone, al verde oliva. Le ali posteriori sono di color giallo sbiadito, attraversate da un'ampia banda che alla vista appare come un tessuto di un colore nero lucente inteso. Il colore delle ali anteriore identifica delle forme individuali e vengono definite come segue :

  • Ali anteriori verdastre = virescens (Tutt.)
  • Ali anteriori verde oliva scure = solani
  • Ali anteriori rosse = rufa (Tutt.)
  • Ali anteriori marroni = brunnea (Tutt.)
  • Ali anteriori nerastre = oscura (Lenz.)

I lati superiore e inferiore dell'addome sono di colore giallo.

Le uova[modifica | modifica wikitesto]

L'uovo è appiattito alla base, approssimativamente semisferico. Misura da 0,4 a 0,5 mm in altezza e da 0,7 a 0,75 mm di diametro; è di colore verde. La superficie dei 2/3 superiori sono composti da 35 nervature longitudinali molto fitte e pronunciate, 11 delle quali si estendono alle regioni micropilari[1]. Sono attraversate da nervature trasversali molto sottili, più ravvicinate.

La larva[modifica | modifica wikitesto]

Il bruco si sviluppa per una lunghezza massima di 55 mm. Il suo colore varia dal bruno-giallastro al marrone al bruno-rossastro. Presso la linea dorsale è relativamente brillante e stretto, e fiancheggiato nei segmenti posteriori da chiazze luminose. Il 12° segmento trasversale è luminoso, ed è rivestito da una macchia nera, di solito poste dietro agli spiracoli.

Le crisalide è relativamente corta è bruno-rossastra. Possiede un cremaster dotato di due lunghe spine.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

  • La Noctua pronuba si differenzia per una sottile banda nera tessuto colorato.
  • La Noctua tirrhenica (Biebinger, Speidel & Hanigk, 1983) è in media leggermente più grande, un po' più chiara e sopra l'ala posteriore è dotata di una banda nera, leggermente più diritta che nella N. fimbriata. Nella fimbriata è maggiore il settore nero sul lato/parte inferiore dell'ala anteriore della N. tirrhenica, che si estende dal capo al dorso, mentre lo stesso settore nella N. tirrhenica tra il filo 1 e il dorso è di colore giallastro.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Il lepidottero compie una generazione all'anno (univoltina), da giugno a settembre. Alcune falene si trovano a volare già verso fine maggio o addirittura nel mese di ottobre. Una femmina può conservare e deporre sino a 2.500 uova. I bruchi appaiono nel mese di settembre, vanno in letargo in inverno, impupandosi nel terreno e proseguono lo sviluppo nel mese di maggio dell'anno successivo.

Bruchi di N. fimbriata

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Le larve sono polifaghe, cioè si nutrono di diverse specie, sia erbaceee che arboree, appartenenti a diverse famiglie:[senza fonte]

Danni alle colture[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XIX secolo venne segnalato anche un effetto nocivo nei vigneti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie di lepidottero è diffusa in Europa. Nel sud, l'area di distribuzione si estende dal Sud Italia, alla Spagna meridionale e alla penisola balcanica, nel nord dalla Scozia meridionale, nella bassa Scandinavia, fino a tutta la Russia e gli Urali. A est si estende in tutta l'Asia Minore, nella regione del Caucaso, in Turkmenistan e in Siberia (Novosibirsk). La specie è anche conosciuta come falena migratoria, quindi si possono trovare anche molto al di fuori del tradizionale habitat.

La specie preferisce vivere sui pendii caldi, sui bordi forestali misti, sui prati e nei parchi. Nell'Europa meridionale il limite sale a 2.000 metri a (ma per il Forster e il Wohlfahrt fino a 2.500 m). Il limite dell'area meridionale si presume sia il Mediterraneo, studiato sulla base della somiglianza comportamentale della Noctua Tirrenica, ma lo studio è ancora insufficiente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Def.Enc.Treccani : "Micropilo : apertura apicale dei tegumenti che rivestono l’ovulo delle spermatofite, attraverso la quale avviene la fecondazione.Si chiama canale micropilare il canaletto posto in corrispondenza dell’apice dell’ovulo e formato dalla parte apicale del tegumento ovulare; se i tegumenti sono in numero di due, l’apertura del tegumento esterno è detta esostoma, quella dell’interno endostoma".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arno Bergmann: Die Großschmetterlinge Mitteldeutschlands. Band 4/1, Eulen, Urania-Verlag Jena
  • I. V. Dolinskaya, Yu. A. Geryak: The Chorionic Sculpture of the Eggs of Some Noctuinae (Lepidoptera, Noctuidae) from Ukraine. Vestnik zoologii, 44(5): 421–432, 2010 DOI: 10.2478/v10058-010-0028-4
  • Michael Fibiger: Noctuidae Europaeae, Volume 2 Noctuinae II. Entomological Press, Sorø, 1993, ISBN 87-89430-02-6
  • Walter Forster und Theodor A. Wohlfahrt: Die Schmetterlinge Mitteleuropas - Bd.IV Eulen (Noctuidae). Franckh´sche Verlagsbuchhandlung, Stuttgart 1971 ISBN 3-440-03752-5
  • Axel Steiner und Günter Ebert: Die Schmetterlinge Baden-Württembergs Band 7, Nachtfalter V (Eulen (Noctuidae) 3. Teil), Ulmer Verlag Stuttgart 1998. ISBN 3-8001-3500-0

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