No Wave

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No Wave
Origini stilistiche Dadaismo, Nichilismo, punk rock
Origini culturali Fine anni 70 a New York
Strumenti tipici
Popolarità
Sottogeneri
Avant punk, Minimalismo,
Generi derivati
Now wave
Generi correlati
Punk rock, post-punk, new wave
Scene regionali
Categorie correlate

Gruppi musicali no wave · Musicisti no wave · Album no wave · EP no wave · Singoli no wave · Video e DVD no wave

La No wave[1] è una tendenza artistica che trova la sua massima espressione nella musica. Nasce alla fine degli anni '70 a New York e si sviluppa presto anche nel resto degli Stati Uniti e in Inghilterra.

Musicalmente la no wave riprende il nichilismo e l'irruenza devastante e irrazionale del punk legandoli alla nevrosi e alla cupa alienazione della vita nella metropoli.

Indice

[modifica] Il nome

Il termine "no wave" rappresenta la contrapposizione di questa scena alla cultura mainstream del periodo (la "new wave"), come sta a testimoniare anche l'album più influente di questa tendenza, la compilation "No New York" di Brian Eno (1978), che racchiude brani di vari gruppi appartenenti alla scena come i Teenage Jesus & The Jerks, i Mars, i DNA e i Contortions.

[modifica] Caratteristiche

Stilisticamente gli elementi che caratterizzano la musica no wave sono la ricerca dell'atonalità nelle voci, la ripetitività dei riff di chitarra, un particolare uso degli strumenti (che vengono percossi più che suonati) e i testi riguardanti il rifiuto dei valori convenzionali del sistema.

Comunque diversi gruppi e artisti si muovono in direzioni differenti: funky, blues, teatro e spoken word (Lydia Lunch, Mofungo), free jazz (DNA, Rudolph Grey, Robin Crutchfield), minimalismo (Glenn Branca, Rhys Chatham, Jeffrey Lohn), cacofonia (Mars), dada punk anarchico (God is my co-pilot, Half Japanese), minimalismo noise (Dead C), avant punk (Dog Eat Dog, Built on Guilt, The Avant Squares, Red Decade, Ad Hoc Rock, Smoking Section, Avoidance Behaviour).

[modifica] Influenze

La musica no wave ha influenzato i successivi generi del Noise (Sonic Youth, Helmet, Live Skull), Industrial, Grunge, certo Post-rock (Slint, Cop Shoot Cop, Xiu Xiu, Mogwai), certo Punk-funk (Liars, Erase Errata, Ex-Models, Yuri Landman).

[modifica] No Wave Cinema

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce New American Cinema.

Questa tendenza trova modalità di espressione anche nell'audiovisivo, con lo sviluppo di un movimento cinematografico underground nato nelle zone di Tribeca e nell'East Village di New York. Esponenti di questo movimento sono Amos Poe, Eric Mitchell, James Nares, Jim Jarmusch, Vivienne Dick, Scott B e Beth B, e Seth Tillett. Il movimento è legato al cosiddetto Cinema of Transgression di Nick Zedd e Richard Kern.

[modifica] La rinascita

Negli anni '90 si assiste alla rinascita di un genere musicale, invero mai defunto, soprattutto intorno all'etichetta americana Skin Graft Records. Questa variante post moderna del genere, forse meno "oscura", più ludica e anarchica rispetto a quella nata nella New York dei primi anni '80, viene spesso definita dalla stampa specializzata con il termine now wave. Tra le band e i musicisti più significativi si ricordano Zeek Sheck, Quintron, Miss Pussycat, U.S Maple, The Flying Luttenbachers, Lake of Dracula, Yona-kit, You Fantastic!, Ufo or Die, Melt Banana, Monitor Radio, Colossamite, Flossie and the Unicorns, Zzzzz, Cheer-Accident, Ruins, Akaten, Omoide Hatoba, Mount Shasta, Ubzub, Bobby Conn, Zeni Geva, Space Streakings, Miss Murgatroid, Secret Chiefs 3, Men's Recovery Project, Duotron, Claw Hammer.

[modifica] La no wave in Italia

In Italia la no wave degli anni settanta e ottanta viene in qualche modo (anche erroneamente) associata alla new wave e al post punk. Tra i vari gruppi legati al filone si ricordano gli Hi-Fi Bros (il cui album d'esordio per la bolognese Italian Records è prodotto da Arto Lindsay dei D.N.A.), i Bisca (dediti ad un funk bianco alla Contortions), i Gaznevada e i genovesi Scortilla. Sono però soprattutto i gruppi degli anni Ottanta ad avvicinarsi alle sonorità e ai tempi tipici della no wave internazionale: i toscani Rinf (con il mini-LP omonimo del 1983), i Franti (con Il giardino delle quindici pietre), i Pankow (Freiheit Für Die Sklaven) e Obsolescenza Programmata con Detrito.

Successivamente l'eredità della no wave viene raccolta da gruppi appartenenti a diversi generi musicali, dal noise (Massimo Volume con Lungo i bordi, Marlene Kuntz con Il vile, Uzeda con Different section wires) all'industrial (Templebeat con Media sickness e Technogod con Hemo Glow Ball), dal grunge (Afterhours con Hai paura del buio) al post-rock (Bron y aur e To the Ansaphone con gli omonimi album e gli Zu con Igneo).

Alla fine degli anni '90 parecchie band e musicisti italiani, gravitanti intorno ad etichette indipendenti come Wallace Records, Snowdonia Dischi e Bar La Muerte hanno inciso dischi ascrivibili al genere. Tra queste: Allun, Maisie, Culonegro, Bz Bz Ueu, Gi Gasparin, Bebe Rebozo, Sprut (quest'ultimo uscito con la label Tzadik di proprietà di John Zorn), Gi-Napajo, Ghostchildren, Nando Meet Corrosion, Confraternita Felice Pesavento. La rivista specializzata Blow Up[2] in un articolo apparso sul n.19 del dicembre 1999 inquadrava il genere con la definizione di Ricottina Wave, accumunando il "movimento" italiano alla coeva scena gravitante intorno all'americana Skin Graft Records[3].

[modifica] Documentario

[modifica] Elenco dei gruppi e degli artisti no wave

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Yesnowave.com
  2. ^ Sito ufficiale della rivista
  3. ^ Sito ufficiale dell'etichetta

[modifica] Collegamenti esterni

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