Niumbaha superba

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Niumbaha superba
Niumbaha superba nostril shape and orientation - ZooKeys-285-089-g003-top-right.jpeg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Vespertilioninae
Tribù Vespertilionini
Genere Niumbaha
Reeder, Helgen, Vodzak, Lunde & Ejotre, 2013
Specie N.superba
Nomenclatura binomiale
Niumbaha superba
(Hayman, 1939)
Sinonimi

Glauconycteris superba, Glauconycteris s.sheila

Areale
Distribution map of Niumbaha superba - ZooKeys-285-089-g007.jpeg

Niumbaha superba (Hayman, 1939) è un pipistrello della famiglia dei Vespertilionidi, unica specie del genere Niumbaha (Reeder, Helgen, Vodzak, Lunde & Ejotre, 2013), diffuso nell'Africa occidentale e centrale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza totale tra 88 e 112 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 45 e 48 mm, la lunghezza della coda tra 39 e 49 mm, la lunghezza del piede di 8,3 mm e la lunghezza delle orecchie di 13 mm.[3]

Caratteristiche craniche e dentarie[modifica | modifica wikitesto]

Il cranio è corto e robusto, con un rostro corto e schiacciato che forma una concavità sulla zona frontale. La cresta sagittale è bassa. I canini sono relativamente robusti, gli incisivi interni superiori hanno una sola cuspide mentre quelli inferiori sono trifidi.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 1 1 2 2 1 1 3
3 2 1 3 3 1 2 3
Totale: 32
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

La pelliccia è soffice e densa. Il colore generale del corpo è nerastro, con diverse macchie biancastre o bianco-giallastre sul corpo. Sul muso ne sono presenti una sul naso e due sulla fronte vicino ogni occhio. Sul dorso sono presenti delle macchie triangolari su ogni lato della spina dorsale e una striscia più sottile lungo i fianchi. Su ogni spalla inoltre possono essere presenti tre macchie disposte in fila oppure una striscia continua. Sul ventre è presente un anello bianco che si estende dalla gola fino alla regione anale attraverso i fianchi, lasciando la parte centrale del petto e dell'addome nerastri. Il muso è corto, largo e con le narici che si aprono lateralmente sopra uno spesso cuscinetto cilindrico privo di peli. Le orecchie sono lunghe, squadrate e con l'antitrago che si estende attraverso un altro lobo carnoso sul labbro inferiore all'angolo posteriore del muso. Il trago è molto largo, con il margine posteriore curvato e con un piccolo lobo basale. Le membrane alari sono dorsalmente nere e ventralmente ricoperte di venature più chiare. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio, il quale è dorsalmente nero e ventralmente grigio chiaro. I gomiti, le ginocchia e le anche sono neri.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine generico deriva dalla parola Zande Niumbaha, il quale significato è rara o insolita.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di insetti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa nella Costa d'Avorio occidentale, Ghana meridionale, Repubblica Democratica del Congo nord-orientale e Sud Sudan sud-occidentale.

Vive nelle foreste tropicali umide di pianura.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale e la popolazione presumibilmente numerosa, classifica N.superba come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Fahr, J., Jacobs, D., Cotterill, F.P.D. & Taylor, P.J. 2008, Niumbaha superba in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Niumbaha superba in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Happold & Happold, 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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