Ningishzida

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Il vaso di Gudea, dedicato a Ningishzida (XXI secolo a.C. cronologia breve). Il caduceo viene inteerpretato come rappresentazione del dio stesso

Ningishzida (sumero: dnin-ǧiš-zid-da) è una divinità sumera dell'oltretomba. Il suo nome in Lingua sumera viene tradotto da Thorkild Jacobsen come "signore dell'albero buono".[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nella mitologia sumera, appare nel mito di Adapa come uno dei due guardiani delpalazzo celeste di An, assieme a Dumuzi. Viene a volte raffigurato come un serpente con la testa umana.

Lagash conteneva un tempio dedicato a Ningishzida, e Gudea, patesi di Lagash nel XXI secolo a.C.), era un suo devoto. Nel museo del Louvre si trova un famoso vaso in steatite verde scolpito per re Gudea di Lagash, con un'iscrizione dedicata al dio: "Al dio Ningiszida, suo dio Gudea, Ensi (governatore) di Lagash, per la promulgazione della sua vita, dedicò questo".

Ningishzida è a volte il figlio di Ninazu e Ningiridda, anche se il mito del viaggio di Ningishzidda nell'oltretomba fa pensare che sia figlio di Ereshkigal.[2] In base ad un'iscrizione ritrovata a Lagash, era figlio di An, il cielo.[3]

Sua moglie era Azimua[4] e sua sorella Amashilama. Era uno degli antenati di Gilgamesh.

Ningishzida è il primo esempio conosciuto di simbolo di serpenti avvolti attorno ad un bastone. Anticipa il caduceo di Ermes, il bastone di Asclepio e il bastone di Mosè di oltre un millennio.[5] Anche se Uadjet ('la Verde'), la dea serpente del Basso Egitto del periodo pre-dinastico, dimostra che esistevano rappresentazioni più antiche ma che raffiguravano un solo serpente. In questo caso si trattava di una canna di papiro.[6]

Il mito di Adapa cita Ningizzida e Tammuz (o Dumuzi), e fa riferimento al serpente come se fosse un maschio.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sumerian.org Q&A#20 (Ningishzida)
  2. ^ Viaggio di Ningishzidda nell'oltretomba, su ETCSL
  3. ^ Ira Maurice Price, Notes on the Pantheon of the Gudean Cylinders, The American Journal of Semitic Languages and Literatures, Vol. 17, No. 1 (ottobre, 1900), pp. 47-53
  4. ^ Sumerian Mythology: Chapter II. Myths of Origins
  5. ^ Frederick Turner, Natural Religion, Transaction Publishers. ISBN 0765803321.
  6. ^ Wadjet Heiroglyph

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michael Jordan, Encyclopedia of Gods, Kyle Cathie Limited, 2002
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