Nikon F

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Nikon F
Nikon F 35mm.jpg
Tipo SLR
Formato 35mm
Pellicola 135
Modalità {{{modalita}}}
Innesto obiettivi Nikon F
Mirino intercambiabile, copertura 100%
Otturatore tendina
Esposimetro al selenio o CdS con Photomic
Sensibilità dell'esposimetro  
Tempi da 1 s a 1/1000 s, posa B e T
Tempi meccanici tutti
Bracketing no
Profondità di campo si
Blocco dell'esposizione no
Esposizioni multiple si
Flash integrato no
Tempo di sincro-flash 1/60 s
Presa sincro P/C si
Accessori {{{accessori}}}

La Nikon F è la prima fotocamera reflex prodotta dal 1959 al 1979 dalla Nippon Kogaku (successivamente Nikon). Il progetto deriva dalle fotocamere a telemetro allora in produzione.

Si è subito affermata come il primo sistema fotografico professionale caratterizzato da ottiche e mirini intercambiabili. È stata la prima reflex ad essere dotata di un opzionale motore elettrico per il trascinamento della pellicola. Il vastissimo parco ottiche utilizzabile consentiva di avere uno strumento adatto a tutte le situazioni, dal reportage al ritratto e dalla macrofotografia alla foto d'architettura (obiettivo grandangolare basculante per la correzione delle fughe prospettiche).

L'otturatore, inizialmente prodotto con tendine in stoffa, venne sostituito con una versione in lega di titanio.

I mirini intercambiabili rappresentarono una novità nel nascente mercato delle fotocamere reflex: era possibile sostituire il mirino pentaprismatico in dotazione con il mirino esposimetrico Photomic, il mirino a pozzetto, il mirino sportivo, il mirino angolare, il mirino ingranditore. L'attacco a baionetta usato per montare gli obiettivi al corpo macchina della Nikon F, denominato Nikon F-mount, è in seguito rimasto come standard, imponendosi nel tempo come il più grande sistema di obiettivi interscambiabili della storia della fotografia.[1]

L'esposimetro era esterno, al selenio e collegato al selettore delle velocità e all'anello dei diaframmi, poi nel 1962 viene prodotto il mirino Photomic che fornisce un esposimetro esterno al CdS (solfuro di cadmio), sostituito dal Photomic T (1965) con misurazione TTL e dal Photomic Tn (1967) con misurazione media a prevalenza centrale tipica della Nikon, dove due fotocellule reagiscono al 60% nella zona centrale al 40% per il resto. L'ultima versione rimane quella del 1968 dove l'esposimetro del Photomic FTn monta un nuovo sistema di informazione della luminosità dell'obiettivo, mediante il quale, una volta montata la lente, è sufficiente far compiere alla ghiera dei diaframmi una corsa completa "avanti - indietro" fino a fondo scala.

Nel 1973 la Nikon F ricevette delle piccole modifiche: leva di avanzamento e levetta dell'autoscatto rivestite di plastica come la F2 (già sul mercato da un paio di anni), l'aggiunta di una filettatura sulla presa sincro-flash e l'irrobustimento degli occhielli per la tracolla. Questi modelli vennero soprannominati "Apollo" in relazione alla missione spaziale Apollo 15 a cui Nikon fornì un modello speciale di F.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La commercializzazione in Germania richiese la modifica del nome della fotocamera in Nikkor, a causa della somiglianza di Nikon con Zeiss Ikon.
  • È stata resa famosa dal film Blow up di Michelangelo Antonioni.
  • Fino alla metà degli anni sessanta, le fotocamere e gli obiettivi Nikkor erano marchiati Nippon Kogaku.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Legendary Nikon f Mount

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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