Nikolaus August Otto

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Nikolaus August Otto

Nikolaus August Otto (Holzhausen an der Haide, 10 giugno 1832Colonia, 26 gennaio 1891) è stato un ingegnere tedesco e inventore del primo motore a combustione interna a quattro tempi.

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nikolaus August Otto era figlio di un gestore del locale ufficio postale. Ancora bambino, Nikolaus Otto rimase orfano di padre, fatto che gettò il resto della famiglia in condizioni economiche più difficili, tanto che Nikolaus Otto non poté permettersi degli studi regolari. Fin da giovanissimo venne comunque avviato a studi di tipo commerciale, ma dopo due anni di liceo dovette abbandonare per le ristrettezze economiche della famiglia e dovette imparare un mestiere. Questi fatti lo portarono ad inserirsi nel mondo del lavoro svolgendo un'attività di commesso viaggiatore. Ma dopo alcuni anni, Nikolaus Otto fiutò le grandi possibilità di sbocchi commerciali a cui i motori a gas potevano portare. Questi motori a gas avevano fino a quel momento un unico, principale punto di riferimento, che andava ricercato nella persona di Étienne Lenoir, un inventore belga che il 24 gennaio del 1860 aveva brevettato un propulsore in cui, stando alla descrizione del brevetto, "l'aria subisce un'espansione conseguente alla combustione del gas".

Otto lasciò quindi il suo lavoro di commesso viaggiatore e si lanciò nell'impresa di produrre un motore che fosse un'evoluzione di quello di Lenoir: più compatto e leggero e soprattutto più economico. Cominciò con questa attività nel 1860: la base per i suoi primi motori sperimentali era sempre ispirata ai progetti di Lenoir. Dopo aver condotto una serie di ricerche sul funzionamento dei motori di Lenoir, Otto si dedicò alla realizzazione di esperimenti sui motori a combustione interna. Il 2 gennaio del 1862 brevettò un primo prototipo sperimentale di quello che può essere il primissimo motore sperimentale a quattro tempi.

Nel 1864, assieme all'ingegner Eugen Langen, fondò una ditta, la N. A. Otto & Cie progenitrice dell'attuale Deutz AG, che nel 1866 produsse il primo modello di motore, un monocilindrico che presentava un consumo molto più basso di quello del motore di Lenoir. Tale motore venne tra l'altro presentato alla Seconda Esposizione Universale di Parigi, dove svettò sugli altri motori presentati per le sue caratteristiche di minor consumo e di minori costi di realizzazione. Per questi motivi, Otto e Langen vennero premiati con la medaglia d'oro.

Il progetto del motore a ciclo Otto realizzato nel 1876 in collaborazione con Daimler e Maybach

In questo motore mancava ancora la fase di compressione, ovvero la fase di aspirazione terminava precocemente con la chiusura della valvola di aspirazione prima che il pistone raggiungesse metà corsa, al ché scoccava la scintilla e la combustione spingeva il pistone per la restante corsa, approfittando poi della depressione per farlo risalire. Questo sistema rendeva il ciclo poco efficiente.

Nel frattempo, l'azienda fondata da Otto e Langen cambiò ragione sociale in Gasmotoren-Fabrik Deutz AG. Nel 1872, l'azienda vide l'ingresso di due personaggi di enorme spessore: Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, destinati in futuro ad essere i primissimi inventori dell'automobile assieme a Karl Benz. Mentre Daimler entrò alla Deutz come direttore di produzione, Maybach fu inizialmente assunto come disegnatore e progettista, per poi essere promosso qualche anno più avanti al ruolo di progettista capo.
Il 2 gennaio del 1875, Otto, conscio delle evidenti pecche del suo motore, incaricò Daimler e Maybach di realizzare un motore che eliminasse o quantomeno riducesse drasticamente tali inconvenienti. A rendere il motore a combustione interna efficiente fu l'introduzione della fase di compressione da parte di Daimler e Maybach. Questo motore venne brevettato nel 1876 dall'Ufficio Brevetti dell'Impero Germanico. Tale motore, noto anche come motore a ciclo Otto, riscosse grande successo e, nella nascente industria automobilistica, divenne il modello base per la maggior parte dei motori a combustione interna moderni.

All'interno dell'azienda cominciarono ad emergere i primi contrasti tra Otto e Langen da una parte, e Daimler dall'altra. Maybach, con la sua personalità austera e riservata, non si intrometteva tra le due parti. Mentre Daimler premeva per la costruzione di motori ancor più compatti e leggeri da applicare per il trasporto su "carrozze motorizzate", Otto era più propenso alle applicazioni statiche di tipo industriale.

La tomba di Otto a Colonia

Nel frattempo, il motore introdotto da Otto nel 1876 subì ulteriori migliorie e venne reso più compatto e leggero. Ma contemporaneamente divennero sempre più aspre le incomprensioni tra Daimler ed Otto. Secondo il direttore di produzione, Otto non riconosceva abbastanza meriti, sia a Daimler stesso, sia a Maybach. Ma resta il fatto che, quando nel 1882 Daimler e Maybach si dimisero, la Deutz versò ai due (e specialmente a Daimler) un'altissima somma che tra l'altro avrebbe permesso loro di dar vita al primo germe di quella che sarebbe stata la Daimler Motoren Gesellschaft. Sempre nel 1882, Otto venne insignito della laurea ad honorem in ingegneria, una grande soddisfazione per l'inventore tedesco.

I contrasti tra Otto e Daimler, però, perdurarono, fino a quando nel 1883 Otto intentò una causa legale contro Daimler, reo di aver utilizzato abusivamente i suoi motori coperti da brevetto. Nel corso della causa, durata quasi tre anni, emerse che già nel 1862 un francese, Alphonse Beau de Rochas, aveva realizzato e depositato il brevetto di un motore dalle caratteristiche simili. Per questo motivo, unitamente al fatto che Daimler possedeva una dialettica migliore e più convincente, Otto perse la causa e all'inizio del 1886 il suo brevetto di dieci anni prima venne annullato.
Le diatribe legali conclusesi oltretutto in modo negativo per Nikolaus Otto, minarono profondamente la sua salute: Otto morì il 26 giugno del 1891 nella sua abitazione ad Heumarkt, nei pressi di Colonia. I suoi resti riposano ancor oggi nel cimitero della città.

Dal 1996 il suo nome è stato inserito nell'Automotive Hall of Fame unitamente ai più grandi personaggi che hanno dato sviluppi all'industria automobilistica.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nikolaus Otto era sposato con Anna Gossi, dalla quale ebbe ben sette figli, uno dei quali, Gustav, sarebbe divenuto nel 1917 il fondatore della Bayerische Motorenwerke, più nota come BMW.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mercedes-Benz Opera Omnia 1886-2001, J.Lewandowski, Automobilia Editrice

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