Nikolaj Ivanovič Vavilov

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« Noi andremo al rogo, moriremo bruciati, ma non rinunceremo mai alle nostre convinzioni. »
(Nikolaj Vavilov, in una riunione del VIRV - Istituto pansovietico di coltivazione delle piante, marzo 1939. Dal sito resistenze.org)
Nikolaj Vavilov - 1933

Nikolaj Ivanovič Vavilov (in russo Николай Иванович Вавилов) (Mosca, 25 novembre 1887Saratov, 26 gennaio 1943) è stato un agronomo, botanico e genetista russo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nikolaj, il primo a sinistra, nel 1915, con la madre e il fratello minore Sergej

Nacque in una famiglia moscovita di mercanti ben disposta nei confronti della cultura. Fin da bambino, insieme con il fratello minore Sergei, futuro fisico e storico della scienza, poté esercitarsi in un piccolo laboratorio domestico. Nel 1911 si laureò all'Istituto agrario di Mosca[1]. Negli anni successivi, sino al 1917, alternò attività di insegnamento e di ricerca in Russia e in alcuni paesi europei. In Gran Bretagna lavorò presso il laboratorio diretto dal genetista William Bateson[1]. Nel 1917 divenne professore all'Istituto agrario di Voronež e, poi, all'Università di Saratov.

Vinse per tre volte il premio Lenin, la prima volta nel 1926 per il suo lavoro sull'origine delle piante coltivate. Fondò e diresse dal 1929 al 1935 l'Accademia pansovietica di Scienze Agrarie Lenin (VASChNiL), fu direttore dal 1931 al 1940 della Società pansovietica di Geografia, direttore dell'Istituto di Genetica dell'Accademia delle Scienze dell'Unione Sovietica, fondò e diresse l'Istituto pansovietico di coltivazione delle piante (VIRV), fu membro di organizzazioni scientifiche di vari paesi.

Trofim Lysenko, avversario di Vavilov

Oppositore delle teorie neolamarckiste e dell'autoritarismo ideologico di Lysenko, giovane agronomo appoggiato dal regime, fu accusato di difendere la genetica classica mendeliana, considerata una «pseudoscienza borghese».

Nikolaj Vavilov in prigione nel 1942

Nel 1939 fu eletto presidente del VII Congresso internazionale di Genetica ma, ormai in disgrazia presso le autorità politiche sovietiche, non poté partecipare ai lavori. Attaccato dal quotidiano Ėkonomičeskaja žizn ("Vita economica") [2], progressivamente emarginato e rimosso dagli incarichi, fu arrestato nel 1940 dalla NKVD (Commissariato del popolo per gli affari interni). Accusato di "spionaggio a favore della Gran Bretagna e di boicottaggio dell'agricoltura sovietica" fu processato dal Collegio militare del Tribunale Supremo e, il 9 luglio del 1941, condannato a morte. La pena, a differenza di quanto usualmente avveniva, non fu immediatamente eseguita.

In attesa dell'esecuzione capitale fu recluso nel carcere di Saratov [3]. Nel 1942 fu nominato, verosimilmente a sua insaputa, membro straniero della britannica Royal Society e la pena fu commutata in venti anni di detenzione [4]. Nello stesso anno, la moglie e il figlio furono fatti evacuare da Leningrado, assediata dai tedeschi, e trasferiti a Saratov, a poca distanza dal luogo di detenzione di Nikolaj, ma non seppero nulla della vicinanza: le autorità gli avevano detto che il loro congiunto si trovava a Mosca [5]. Vavilov, nonostante il cambio di pena, non riuscì comunque a sopravvivere al carcere: morì nel 1943, forse per malnutrizione [6]. Dopo la morte di Stalin, fu riabilitato dalla Corte suprema sovietica nel 1955.

Le vicende e il tragico epilogo della vita di Vavilov sono emblematici dei rapporti, spesso conflittuali, tra scienza e ideologia.

Attività scientifica[modifica | modifica sorgente]

Nikolaj Vavilov fu uno scienziato dai multiformi interessi e di notevoli capacità organizzative. Antesignano degli studi sulla biodiversità, ebbe come obiettivo principale di tutta la sua attività l'individuazione delle zone di origine delle principali piante alimentari coltivate e delle specie primitive dalle quali derivano[1]. In tali zone era possibile trovare varietà con caratteristiche vantaggiose per la coltivazione come, ad esempio, la resistenza alla siccità, al freddo o ad alcune malattie. Queste varietà avrebbero permesso di selezionare il tipo di pianta più adatto per uno specifico ambiente di coltivazione, in grado di garantire rese produttive maggiori e, quindi, maggiore produzione di cibo.

A tal fine, in una lunga serie di spedizioni[1], dal 1916 al 1936, visitò molti paesi, in Africa, nel Medio ed Estremo Oriente, in America Settentrionale nel Centro e Sud America per raccogliere quante più sementi di piante coltivate fosse possibile. Il materiale raccolto fu ordinato, catalogato e conservato presso l'Istituto di botanica applicata di Leningrado, sorto per sua iniziativa. L'Istituto disponeva, inoltre, di una rete di stazioni sperimentali, distribuite sull'ampio territorio sovietico, differenziate per condizioni climatiche e tipologia di terreno, ove le sementi raccolte potevano essere messe a coltura. Nel corso del lungo assedio tedesco della città, i ricercatori dell'Istituto difesero la preziosa raccolta dai concittadini affamati. [7] Quattordici di loro preferirono morire di fame piuttosto che cibarsi delle sementi custodite.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Istituto Vavilov[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 l'Istituto di botanica applicata venne dedicato a Vavilov e, dal 1992, ha preso il nome attuale di Istituto di ricerca N. I. Vavilov (VIR), in russo Всероссийский Институт Растениеводства им. Н.И.Вавилова.

I seamount Vavilov[modifica | modifica sorgente]

Sono stati dedicati al suo nome due seamount:

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Studies on the Origin of Cultivated Plants. Institut de botanique appliquée, Leningrad, 1926
  • Theoretical principles of the selection of the plants. Moscow - Leningrad, 1935
  • The Origin, Variation, Immunity and Breeding of Cultivated Plants. Selected Writings (a cura di Chester K. Starr), in Chronica botanica, 13: 1-6, Waltham, Mass., 1949-50
  • World Resources of Cereals, Leguminous Seed Crops and Flax. Academy of Sciences of Urss, National Science Foundation, Washington, Israel Program for Scientific Translations, Jerusalem, 1960
  • Five continents. Rome, IPGRI [10], 1997. ISBN 92-9043-302-7.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Vedi la voce "Vavilov, Nikolaj Ivanovič" nella Enciclopedia Italiana, riferimenti in Collegamenti esterni.
  2. ^ Organo del Commissariato del popolo per l'economia e la finanza, pubblicato dal novembre 1918 al novembre 1937.
  3. ^ Le durissime condizioni di detenzione di Vavilov, nel carcere di Saratov, sono crudamente descritte da Aleksandr Solženicyn nel suo Arcipelago Gulag. Lo scrittore riferisce che lo scienziato attese lungamente l'esecuzione segregato in una cella sotterranea priva di finestra. Quando, ottenuta la grazia, fu trasferito in una cella comune era ormai incapace di camminare e dovevano sorreggerlo per poterlo condurre all'aria. (Opera citata, edizione Oscar Mondadori, volume I, pag. 448). L'asprezza del trattamento carcerario di Vavilov viene descritta anche dallo storico inglese Robert Conquest in Il grande terrore, BUR, terza edizione, 2006, pagina 479.
  4. ^ Fonte: Robert Conquest, Opera citata, pagina 479. Altre fonti riferiscono di una condanna a 10 anni.
  5. ^ Fonte: Robert Conquest, Opera citata, pagina 479.
  6. ^ Altre fonti parlano di polmonite o di distrofia, ma le condizioni di detenzione, già accennate, unite al periodo bellico e alla difficile situazione generale dell'Unione Sovietica rendono molto plausibile l'ipotesi della malnutrizione. Parla esplicitamente di "morte per fame" lo storico Andrea Graziosi in L'Urss di Lenin e Stalin: storia dell'Unione Sovietica, 1914-1945. Bologna, Il mulino, 2007, pagine 458 - 459.
  7. ^ Vedi l'articolo di Alessandra Farkas, dal Corriere della Sera, elencato nei Collegamenti esterni.
  8. ^ VLIMAR, the VLIZ Marine Gazetteer
  9. ^ Robin C, Colantoni P, Gennesseaux M, Rehault JP (1987) Vavilov seamount: a mildly alkaline quaternary volcano in the Tyrrhenian Basin. Mar Geol 78:125-136.
  10. ^ International Plant Genetic Resources Institute.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Zores Aleksandrovic Medvedev, L'ascesa e la caduta di T. D. Lysenko , Milano, Mondadori, 1971.
  • Mark Popovsky, The Vavilov affair. Hamden, Connecticut, 1984 (con prefazione di Andrei Sakharov).
  • Ludovico Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, Volume VI: I rapporti fra scienza e filosofia in URSS, Milano, Garzanti, 1988.
  • Igor G. Loskutov, Vavilov and his Institute: a history of the world collection of plants genetic resources in Russia, Roma, IPGRI, 1999.
  • Nils Roll-Hansen, La seconda rivoluzione scientifica - Scienze biologiche e la medicina: La biologia agricola, in Storia della Scienza, cap. CXI, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Vavilov è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Nikolaj Ivanovič Vavilov.
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