Niente di nuovo sul fronte occidentale

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Niente di nuovo sul fronte occidentale
Titolo originale Im Westen nichts Neues
Remarque Im Westen nichts Neues 1929.jpg
Autore Erich Maria Remarque
1ª ed. originale 1929
Genere romanzo
Sottogenere cronaca
Lingua originale tedesco
Ambientazione Prima guerra mondiale, 1918
Protagonisti Paul Bäumer

Niente di nuovo sul fronte occidentale (titolo originale Im Westen nichts Neues) è un romanzo autobiografico scritto nel 1929 da Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, che narra le vicende di un soldato tedesco durante la Prima guerra mondiale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Facendo leva sugli ideali della nazione, onore e orgoglio, gli insegnanti di una scuola tedesca persuadono i propri allievi ad arruolarsi come volontari per difendere la loro patria. Il protagonista Paul Bäumer si arruola insieme ad alcuni suoi compagni di classe. Hanno tutti diciannove anni e sono convinti di vivere una bella avventura. I ragazzi si accorgono con il passare del tempo di come la guerra sia inutile e si chiedono senza avere delle risposte ben precise chi volesse fare la guerra e per quale motivo, ma si accorgono anche che giorno dopo giorno l'avventura si trasforma in una tragedia dove i vincoli di sostegno e cameratismo che servivano a superare le atrocità e le difficoltà quotidiane spariscono man mano che muoiono i compagni di Bäumer, ed anche quest'ultimo non farà una fine diversa dalla loro rimanendo ucciso in una tranquilla giornata al finire della guerra, poco prima della capitolazione dell'ormai stremato esercito tedesco.

Tempo e ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è ambientato nelle trincee e sui campi di battaglia occidentali nei quali si è combattuta la prima guerra mondiale. Gli ambienti principali sono, oltre alle trincee nei campi di battaglia in cui hanno passato la maggior parte della loro esperienza militare, la scuola nel paese dei ragazzi, l'accademia militare, la casa di Paul e quella di Kemmerich, suo compagno morto all'inizio a causa di un'amputazione alla gamba.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Paul Bäumer[modifica | modifica wikitesto]

Paul Bäumer è il protagonista del romanzo. Assieme ad altri amici appena diciannovenni, Paul, che è uno scrittore dilettante, si arruola nell'esercito tedesco per combattere la Grande Guerra, sotto la pressione della propaganda tedesca e quella del suo insegnante Kantorek. Paul muore praticamente alla fine della guerra. Quel giorno fu molto calmo e silenzioso lungo tutto il fronte, tant'è che il rapporto del comando tedesco riportava: "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Paul fu ritrovato con la faccia sul terreno e il suo volto aveva un'espressione serena, quasi che fosse contento di finire così.

Albert Kropp[modifica | modifica wikitesto]

Kropp era un compagno di scuola e amico di Paul ed è descritto come il miglior pensatore del gruppo. Verso la fine del romanzo, Paul e Albert vengono feriti durante un'azione di sgombero di un paesino francese. Albert, più grave, viene ricoverato in un ospedale cattolico ma anche Paul, con qualche sotterfugio, si fa ricoverare nella stessa struttura. Mentre Bäumer guarisce bene dalle sue ferite a gamba e braccio, a Kropp viene amputata una gamba. Il giovane cade nello sconforto e progetta di suicidarsi. Grazie all'assistenza dei compagni di corsia, Kropp lascia perdere il suo progetto. Lui e Bäumer si separano quando il secondo viene richiamato in reggimento in quanto perfettamente guarito.

Haje Westhus[modifica | modifica wikitesto]

Haje è descritto come alto e forte. Da civile era uno scavatore di torba. La sua corporatura e il suo modo di fare molto "rude", lo fanno sembrare più vecchio di Paul e i suoi compagni, anche se hanno la stessa età (all'incirca 19 anni all'inizio del romanzo). Haje ha un buon senso dell'umorismo, anche se spesso è abbastanza osceno. Durante un combattimento, viene ferito gravemente alla schiena. La ferita è così profonda e ampia che Haje può vedere il polmone che si allarga e restringe. Il sottufficiale Himmelstoss, che aveva trattato male Haje fin dai tempi dell'addestramento, l'aiuta a portarlo via. Haje non sopravvive alla ferita.

Müller[modifica | modifica wikitesto]

Müller è uno dei compagni di classe di Paul, ed ha diciannove anni come gli altri. Anche lui volontario, è quello che rimane più attaccato agli insegnamenti scolastici. Perfino sotto il fuoco nemico, viene scoperto a borbottare nozioni di fisica. Quando il coetaneo Kemmerich viene ferito alla gamba, poi amputata, Müller è interessato agli stivali del compagno, che comunque non sopravviverà.

Müller viene ucciso da un razzo sparato a bruciapelo nel suo stomaco. Agonizzante, vive ancora una mezz'ora soffrendo orribilmente. Prima di morire fa in tempo a consegnare a Paul gli stivali presi da Kemmerich. Müller viene sepolto, ma come Paul stesso ammette, è probabile che non sia rimasto indisturbato per molto: il fronte era stato spostato indietro poco dopo la sua morte.

Stanislao Katzinski[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato informalmente Kat, esercita su Paul e i suoi compagni un'influenza molto positiva. Da civile, Kat era un calzolaio sposato e con almeno un figlio. Quando viene arruolato, ha all'incirca quaranta anni. Sugli altri esercita una funzione di leader, sebbene non sia superiore a loro di grado. Kat è anche una figura di confronto fra la sua generazione e quella di Paul e degli altri: mentre i primi hanno già una professione, una vita, una famiglia, i secondi non hanno esperienze e la guerra ha impedito loro una crescita morale. Quando Kat viene ucciso, per Paul è come se fosse morto un grande eroe. Kat è noto per il suo sesto senso da soldato. La sua specialità consiste nel recuperare qualsiasi bene necessario, specialmente cibo, a qualsiasi ora del giorno e della notte o di saper cucinare la carne d'oca, come racconta Paul verso l'inizio del libro. Il suo sesto senso funziona anche con i bombardamenti d'artiglieria: riconosce immediatamente quando si è sotto tiro. Una notte, Paul e gli altri si trovano in un edificio diroccato: fa freddo, manca il cibo e i letti sono scomodi. Kat si mette il berretto, esce, e poco dopo torna con carne di cavallo, pane e paglia per imbottire i letti. Kat è colpito da uno shrapnel alla fine della storia. La scheggia gli fracassa la tibia e così Paul, angosciato dalla prospettiva di rimanere solo, se lo carica in spalla e lo porta fino al posto di medicazione. Tuttavia, arrivato lì, si rende conto che durante il tragitto una minuscola scheggia vagante ha colpito il cranio dell'amico e lo ha ucciso. La morte di Kat rende Paul indifferente alla possibilità di sopravvivenza o alla fine della guerra: ormai il ragazzo, solo e sconfortato, può affrontare il resto della sua vita senza alcun timore.

Tjaden[modifica | modifica wikitesto]

Tjaden è uno degli amici di Paul che non erano suoi compagni di scuola. Prima della guerra Tjaden era un fabbro, poco istruito. Quando fu arruolato, fu spedito allo stesso campo d'addestramento di Paul e lì sopportò le vessazioni inflitte da Himmelstoss, l'istruttore che da civile era un semplice portalettere. Tjaden cova molto rancore nei confronti di Himmelstoss. Per Paul, il suo sogno è di avere Himmelstoss in una gabbia e di poterlo picchiare ogni mattina. Quando il sottufficiale viene trasferito al fronte, matura e diventa più amichevole nei confronti dei suoi ex-allievi: alla fine conquista anche la fiducia di Tjaden regalandogli un po' di zucchero e burro: Tjaden è infatti un gran mangiatore, e il suo piatto preferito è fagioli col lardo. Anche se mangia in continuazione, non ingrassa mai. È l'unico fra i compagni di Bäumer a sopravvivere alla guerra: la sua storia sarà narrata da Remarque nel libro La via del ritorno.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Paul durante un attacco contro il fronte tedesco si nasconde in un cratere fingendosi morto. Un soldato nemico, cioè un soldato francese con i baffetti si getta nella stessa buca per evitare il fuoco tedesco ma il protagonista, preso dal terrore del momento, lo pugnala senza ucciderlo. Ritiratisi gli attaccanti, Paul deve aspettare la sera per tornare alla sua trincea ed è quindi obbligato a restare nella buca con l'avversario agonizzante; tenta di bloccare la ferita, ma quando il francese inevitabilmente muore cerca tra i suoi effetti personali, meditando addirittura di scrivere alla vedova e di "dedicare il resto della sua vita" alla famiglia del morto, condannando il meccanismo che aveva fatto sì che, vedendo l'avversario, pensasse a lui come a un "nemico" invece che come a un essere umano. Ritornato in trincea, però, Paul ritorna anche alla dura realtà quotidiana e, ricominciando a pensare "razionalmente" definisce la parentesi nella buca un "incidente di guerra". Narrato in modo crudo il romanzo nulla nasconde della vera faccia della guerra. Ma soprattutto si profonde in una dolente critica alla propaganda tedesca che, facendo leva sulla retorica della guerra bella ed epica, della patria e dell'onore, convinse una generazione ad immolarsi nell'immane macello del fronte occidentale. Significativamente, in proposito, tutti i personaggi del libro muoiono nel fango delle trincee, asfissiati dai gas, squarciati dagli shrapnel, devastati dai proiettili di amici e nemici, negli ospedali di guerra. Il protagonista muore a pochi giorni dalla pace, proprio quando ha trovato la forza di credere nel futuro e di lasciarsi la guerra alle spalle.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Incipit[modifica | modifica wikitesto]

« Siamo a riposo, nove chilometri dietro il fronte. »
(Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, 1929)

Explicit[modifica | modifica wikitesto]

« Mi alzo: sono contento. Vengano i mesi e gli anni, non mi prenderanno più nulla. Sono tanto solo, tanto privo di speranza che posso guardare dinanzi a me senza timore. La vita, che mi ha portato attraverso questi anni, è ancora nelle mie mani e nei miei occhi. Se io abbia saputo dominarla, non so. Ma finché dura, essa si cercherà la sua strada, vi consenta o non vi consenta quell'essere, che nel mio interno dice "io".
Egli cadde nell'ottobre 1918, in una giornata così calma e silenziosa su tutto il fronte, che il bollettino del Comando Supremo si limitava a queste parole: "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Era caduto con la testa avanti e giaceva sulla terra, come se dormisse. Quando lo voltarono si vide che non doveva aver sofferto a lungo: il suo volto aveva un'espressione così serena, quasi che fosse contento di finire così. »
(Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, 1929)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima edizione: Erich Maria Remarque, Im Westen nichts Neues, Propylaen-Verlag, Berlin 1929.
  • Prima traduzione italiana: Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, traduzione di Stefano Jacini, Mondadori, Milano 1931.
  • Harold Bloom (a cura di), Erich Maria Remarque’s All Quiet on the Western Front, Philadelphia, Chelsea House, 2001 (Modern Critical Interpretations), 174 pp.
  • Giulia A. Disanto, Giovani soldati a confronto con i maestri: sul capolavoro di Erich Maria Remarque, in F. Senardi (a cura di), Scrittori in trincea. La letteratura e la Grande Guerra, Roma, Carocci, 2008, pp. 78–85.
  • Richard A. Firda, Erich Maria Remarque. A thematic analysis of his novels, New York, Bern, Frankfurt/Main, Paris, Peter Lang, 1988 (Ame­rican University Studies XIX, 8), pp. 29–64.
  • Brian Murdoch (a cura di), Critical Insights: All Quiet on the Western Front, Pasadena/CA, Salem Press, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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