Nicolas-Antoine Boulanger

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nicolas-Antoine Boulanger (Parigi, 11 novembre 1722Parigi, 16 settembre 1759) è stato un ingegnere e filosofo francese, esponente dell'Illuminismo.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Compì gli studi umanistici al Collegio di Beauvais e visse in quel tormentato periodo che caratterizzò il regno di Luigi XV. Durante la guerra di successione austriaca, in cui la Francia aderì a fianco di Federico II di Prussia, Boulanger accompagnò il Barone di Thiers Antoine Crozart alle armi, in qualità di suo ingegnere particolare, funzione che egli esercitò durante gli anni 1743-1744, fino all'assedio di Friburgo nel 1745.

Entrato nel Genio Civile in quello stesso anno fu inviato nella Champagne, nella Lorena e nella Borgogna per eseguirvi diverse opere pubbliche. Diresse la realizzazione del ponte di Vaucouleurs ma fu impedito nei lavori di quello di Foulain, nei pressi di Langres, da una grave malattia che lo trattenne una stagione intera a Châlons sulla Marna, donde si recò a Parigi per assicurare, così, nel seno della sua famiglia, la convalescenza e la guarigione. I suoi superiori allora lo impiegarono in Turenna. Entrò nella Sezione generale del Genio Civile di Parigi nel 1751. Aveva ottenuto il grado di Sottoingegnere nel 1749 e nel 1755 fu impiegato nella strada di Orléans. Purtroppo i lavori al di sopra delle sue forze e gli studi ininterrotti in mezzo a questi sforzi avevano spossato la sua salute, già per natura cagionevole, perciò fu obbligato ad affrettare il suo ritiro dal Genio Civile nel 1758. Gli fu accordato il titolo di Ingegnere Civile. Morì il 16 settembre del 1759. Era d'un aspetto – tracciò di lui Denis Diderot - poco presuntuoso: la testa appiattita, più larga che lunga, le labbra molto pronunciate, il naso corto e schiacciato, il basso mento prominente gli donavano una tale rassomiglianza con Socrate, come ce lo dimostra qualche antica scultura, che ancora oggi mi colpisce solo al guardarla.

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Di fronte alle catastrofi naturali, prime fra tutte il Diluvio universale, le cui tracce egli ricercò non solo nella storia naturale, ma anche nell'analisi storico-esegetica degli antichi testi, sacri e mitologici, di fronte alle tragedie della storia, anche profonde crisi economiche e sociali, l'uomo perde il lume della ragione e colmo di terrore affida il proprio destino a qualche Dio o despota. È questa l'idea centrale che anima tutta la riflessione dell'ingegnere filosofo Nicolas Antoine Boulanger, la cui esistenza, come scrisse Denis Diderot in un profilo biografico che di lui tracciò in occasione della morte, fu breve, solitaria prima, chiusa e poi quasi nascosta nel seno di un piccolo gruppo di amici.

Boulanger, pensatore originale, anche se poco conosciuto e trascurato dagli storici della filosofia, muove dall'analisi delle religioni, dei riti e dei miti antichi, nonché dell'evoluzione dell'uomo sociale, e tenta di smascherare ogni forma di dittatura riconducendola ad una sorta di velata teocrazia umana. Il dispotismo teocratico originario fondato sulla religione ed ogni forma successiva di dispotismo politico, che secondo il filosofo francese è una teocrazia pagana o laica, fanno leva sull'insufficienza della ragione e sulla paura, imponendosi agli uomini come unici, esclusivi modelli di salvazione, consolazione o condanna e ciò grazie anche alla costruzione di false mitologie, come il caos primigenio, il caos sociale ed il tramonto della storia umana, e di artificiose ritualità, come le funzioni delle varie chiese ed i cerimoniali della politica. Boulanger indi traccia il profondo cammino dell'uomo occidentale, il quale, a differenza di quello orientale, attraverso il progresso compie la sua storia, intesa primieramente come storia dell'uomo in società ed in secondo storia della libertà in quanto liberazione dalla natura originaria. Interessanti i suoi spunti sulla filosofia della storia, quali lo smascheramento del tempo religioso tendente al livellamento di passato e futuro nel presente, nonché le sue sottili analisi sociologiche ed antropologiche del dispotismo, anche a confronto coi tratti caratterizzanti tutti i totalitarismi del XX secolo. Accomunato erroneamente da Ferdinando Galiani e Finetti al nostro Giambattista Vico, fu apprezzato invece da Benedetto Croce e da Franco Venturi, che su di lui scrisse un prezioso saggio, edito da Laterza nel 1947, dal titolo L'Antichità svelata e l'idea di Progresso in N. A. Boulanger (1722-1759).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nicolas Antoine Boulanger, come riporta Denis Diderot nella sua biografia, scrisse nella sua giovinezza una Vita di Alessandro, che non è stata mai pubblicata, un Dizionario comparativo delle lingue antiche e moderne, 3 voll., in folio, sulla scia dell'enciclopedismo illuminista. L'opera principale può essere considerata le Ricerche sull'origine del dispotismo orientale, redatta da Boulanger nel 1755 e pubblicata postuma per la prima volta nel 1761 dal Barone Paul Henri Thiry d'Holbach. Nel 1988 P. Sadrin ne ha preparato un'edizione critica basata su cinque manoscritti allora conosciuti. L'ultima parte dell'opera, inizialmente una serie di 14 memorie, dal titolo L'Antichità svelata per i suoi usi, fu edita ad Amsterdam nel 1766. Oltre alle Dissertazioni su Esopo, San Pietro, Enoch, San Rocco e Santa Genoveffa, si menzionano di lui due Storie naturali, una del corso della Marna ed un'altra del corso della Loira. Ha fornito all'Enciclopedia, gli articoli: Diluvio, Corvée e Società. Si veda per questo Gli articoli di N. A. Boulanger per l'Encyclopédie, in Rivista Storica Italiana, 1955, CVII, III. Secondo alcune testimonianze curiose riportate da Diderot, il quale fu suo intimo amico e raccontandone la storia creò la leggenda del «piccolo Socrate,» scrive Venturi, «brutto come un satiro, dagli occhi vivi e lucenti, vissuto solitario ed indipendente,» l'ingegnere filosofo fece montare un mappamondo relativo alle sinuosità dei continenti, agli angoli alternativi delle montagne e dei fiumi. Il globo terrestre vi era diviso in due emisferi: le acque ne occupavano uno per intero e i continenti ne occupavano l'altro e per una curiosità rimarchevole si trovava che il meridiano del continente generale passava per Parigi. Pare proprio una rappresentazione della Pangea, teorizzata da Alfred Wegener solo agli inizi del secolo XX. Tra le edizioni più recenti e rappresentative delle sue opere si segnalano:

  • Oeuvres de N. A. Boulanger, en Suisse, De l'Imprimerie Philosophique, 1791.
  • N. A. Boulanger, L'Antiquité dévoilée par ses usages, a cura di P. Sadrin, Paris, Éditions des Annales Littéraires de l'Universitè de France-Compté, Les Belles Lettres, 1978, XXIII.
  • N. A. Boulanger, Recherches sur l'origine du despotisme oriental, a cura di P. Sadrin, Paris, Éditions des Annales Littéraires de l'Universitè de France-Compté, Les Belles Lettres, 1988, LII.
  • N. A. Boulanger, Dissertation sur Elie et Enoch, a cura di P. Sadrin, Paris, Éditions des Annales Littéraires de l'Universitè de France-Compté, Les Belles Lettres, 1991.

Controllo di autorità VIAF: 27061505 LCCN: n85087790