Nicola Giacumbi
Nicola Giacumbi (Santa Maria Capua Vetere, 18 agosto 1928 – Salerno, 16 marzo 1980) è stato un magistrato italiano.
Procuratore della Repubblica di Salerno, viene assassinato, a 52 anni, davanti casa, mentre rientrava, da una cellula salernitana delle Brigate Rosse, con una raffica di colpi alla schiena [1], nel tardo pomeriggio di domenica 16 marzo 1980, davanti agli occhi della moglie Lilli, che fu sfiorata da un proiettile ma rimase fortunatamente illesa.
Il magistrato, nell'accettare il ruolo di “facente funzioni” di Procuratore della Repubblica aveva, in precedenza, rifiutato la scorta; ciò per non rischiare altre vite umane, come era accaduto nel sequestro Moro.
Le BR rivendicarono il delitto con una telefonata ad una TV locale. Il suo assassinio era inquadrato in una campagna di attentati contro i rappresentanti dello Stato: due giorni dopo a Roma venne ucciso un altro magistrato Girolamo Minervini, ed il giorno successivo 19 marzo venne ucciso Guido Galli ad opera di Prima linea. [2]. La risposta delle forze dell'ordine avvenne il 28 marzo a Genova con l'irruzione nel covo di via Fracchia ad opera dei carabinieri del Generale Dalla Chiesa e la conseguente uccisione, nel conflitto a fuoco, di quattro terroristi ivi presenti.
Si attribuisce all'omicidio un "forte valore simbolico", realizzato a due anni dal sequestro Moro, volendosi "accreditare l'ipotesi della creazione di un blocco di violenza terroristica che univa il Nord al Sud"[3].
Otto brigatisti furono individuati, come autori dell'omicidio di Giacumbi. Saranno tutti successivamente condannati dalla Corte d'Assise d'Appello di Potenza.
Note[modifica]
- ^ Cfr. E. Corsi, 1995, p.185
- ^ Cfr. G. Colombo, 1996, p.32
- ^ Corriere.it
Bibliografia[modifica]
- Gherardo Colombo, Il vizio della memoria, Feltrinelli, 1996
- Ermanno Corsi, Napoli contemporanea: la città dalla guerra al Duemila, Ermanno Edizioni Scientifiche Italiane, 1995
Collegamenti esterni[modifica]
|
|