Nicola Di Leo

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Nicola Di Leo
Nicola Di Leo.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180[1] cm
Peso 76[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Squadra 600px Rosso e Bianco (strisce).png Barletta (Vice e Portieri)
Carriera
Giovanili
600px Bianco e Azzurro2.svg Trani
Squadre di club1
1976-1979 600px Bianco e Azzurro2.svg Trani 43 (-?)
1979-1982 600px Verde e Bianco con lupo.png Avellino 1 (-0)
1982-1984 600px Rosso con grifone Bianco.png Perugia 61 (-50)
1984-1985 600px Blu e Rosso.png Sambenedettese 38 (-29)
1985-1989 600px Verde e Bianco con lupo.png Avellino 102 (-115)
1989-1990 600px Blu e Rosso (Strisce).png Cosenza 38 (-40)
1990-1991 600px Rosso con grifone Bianco.png Perugia 16 (-13)
1991-1993 600px Colori di Udine.png Udinese 4 (-7)
Carriera da allenatore
1999-2001 600px Azzurro Bianco e Azzurro.png Fortis Trani
2001-2002 600px Blu con ottagono Bianco.png Fidelis Andria Portieri
2002-2003 Bianco e Azzurro con Cavallo.png Martina Franca Portieri
2003-2004 Rosso con Croce Gialla.svg Messina Portieri
2004-2005 600px Giallo e Verde2.png Melfi Portieri
2005-2006 600px Rosso con grifone Bianco.png Perugia Portieri
2006-2007 600px Blu con ottagono Bianco.png Andria BAT
2008-2009 600px Blu con ottagono Bianco.png Andria BAT
2009-2010 600px Bianco e Rosso (Strisce).png Molfetta
2010-2011 600px Blu e Rosso (Strisce).png Cosenza Portieri
2012-2013 600px Rosso e Bianco (strisce).png Barletta Vice e Portieri[2]
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Nicola Di Leo (Trani, 7 gennaio 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere.

Indice

Carriera [modifica]

Club [modifica]

Ha vestito la maglia di diverse squadre professionistiche italiane, debuttando nel Trani, la squadra della sua città. In seguito ha militato nell'Avellino in Serie A, dove scende in campo solo una volta in tre stagioni.

Terminata la parentesi con la squadra campana, scende di categoria, militando nel Perugia e poi nella Sambenedettese.

Nel 1985 torna all'Avellino, dove stavolta viene impiegato con maggiore continuità: gioca in Irpinia per tre stagioni di Serie A ed una di Serie B.

Nel 1989 passa al Cosenza, tra i cadetti, dove è sempre titolare, mentre la stagione successiva torna a difendere i pali del Perugia in Serie C1.

La sua ultima squadra professionistica è l'Udinese con cui totalizza 4 presenze in due stagioni: la prima in B (1991-1992) dove totalizza una sola presenza, la seconda in A (1992-1993), dove seppur gli viene preferito Di Sarno, si ritaglia 3 presenze in campionato. Per l'annata successiva è ancora in forza all'Udinese, ma all'inizio della stagione si infortuna ed appende i guantoni.[senza fonte]

Ha esordito in Serie A il 16 maggio 1982 in Inter-Avellino (2-1).

Allenatore [modifica]

Al termine dell'attività agonistica è rimasto nel mondo del calcio svolgendo il ruolo di preparatore dei portieri con la Fidelis Andria, il Melfi, il Martina Franca, il Messina e il Perugia.

Nella stagione 2008-2009 ha guidato l'Andria BAT in Seconda divisione fino a febbraio, quando viene esonerato. Successivamente, a febbraio 2010, subentra sulla panchina del Liberty Molfetta, società che milita in Eccellenza Pugliese.

Il 20 luglio 2010 si trasferisce al Cosenza, in Prima divisione, dove svolge il ruolo di preparatore dei portieri fino alla fine della stagione.

Il 6 luglio 2012 è stato ufficializzato il suo passaggio al Barletta sempre nel ruolo di preparatore dei portieri al posto di Nicola Di Bitonto.[3] Il 4 marzo 2013, dopo l'esonero di Raffaele Novelli e l'arrivo di Nevio Orlandi quale allenatore del Barletta, assume anche la carica di allenatore in seconda al posto di Elio Di Toro.[4]

Note [modifica]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Panini, 28 maggio 2012, Vol. 4 (1987-1988), p. 27.
  2. ^ vice allenatore dal 4 marzo 2013
  3. ^ Presentato il nuovo staff tecnico. ssbarletta.com, 6 luglio 2012. URL consultato in data 10 luglio 2012.
  4. ^ Il primo giorno di Nevio Orlandi. ssbarletta.com, 5 marzo 2013. URL consultato in data 6 marzo 2013.

Collegamenti esterni [modifica]