Nicodemo da Cirò

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San Nicodemo da Cirò
San Nicodemo da Cirò

Icona presente presso il Santuario

Monaco

Nascita 900
Morte 25 marzo 990
Venerato da Chiesa ortodossa russa e Chiesa cattolica
Ricorrenza 25 marzo
Patrono di Mammola (12 marzo)

Nicodemo da Cirò, o anche Nicodemo di Mammola (Cirò, X secoloMammola, 25 marzo 990), fu un monaco calabrese del X secolo; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Biografia

Sul luogo esatto della sua nascita vi sono delle controversie, potrebbe infatti venir identificato con Ypsicron, attuale Cirò, oppure con la città commerciale (emporion) di Sikron, forse distrutta dai Saraceni durante le scorrerie dell'emiro Hasan (950-952), di cui si parla nelle biografie di molti santi italo-greci e che si trovava al centro della Turma delle Saline (circoscrizione amministrativa bizantina), identificata con l'odierna Sicari o Sicri, contrada disabitata nei pressi di Melicuccà.

Cresciuto a Ypsicron/Sikron, Nicodemo volle intraprendere da giovanissimo la vita monacale, ma il maestro da lui scelto, san Fantino il giovane che fu anche maestro di san Nilo da Rossano, lo rifiutò più volte ritenendolo di costituzione troppo gracile per la vita di rinunce e macerazioni imposta allora ai monaci. Quando venne finalmente accettato impressionò i confratelli con la sua continua preghiera, protratta oltre i normali limiti umani, i patimenti fisici e le esaltazioni mistiche. Costretto a fuggire (così come san Nilo) dal Mercurion dalle continue incursioni saracene trovò rifugio sul Kellerana, allora luogo completamente selvaggio ma nelle cui vicinanze si trovava la strada della Seja che collegava il Tirreno con lo Ionio, attirando nel tempo, grazie alla sua fama di santità, numerosi altri asceti e pellegrini, tutto ciò portò alla fondazione di un monastero.

Dopo gli studi al Mercurion si ritirò sul monte Kellerano (Cellerano, oggi San Nicodemo), nel comune di Mammola, territorio del Parco Nazionale dell'Aspromonte, dove morì nell'anno 990.

L'insegnamento di san Nicodemo è avvicinabile a quello di san Francesco di Assisi, infatti i racconti pervenutici ce lo descrivono mentre difende un lupo dai contadini che lo vogliono uccidere dimostrandone la socievolezza, impedisce ad un confratello di colpire una vipera in quanto anch'essa "creata da Dio per stare sulla Terra" oppure in compagnia del cinghiale suo inseparabile compagno. San Fantino che era andato a visitarlo prima di recarsi in pellegrinaggio in Grecia, alla vista della dura vita ascetica da lui condotta gli pronosticò fama di santità.

Morì, a 90 anni, un'età ragguardevole per l'epoca.

[modifica] Culto

Si festeggia:

  • il 25 marzo (morte), con la festa Patronale a Mammola il 12 marzo;
  • la domenica successiva al 12 maggio (nascita) al Santuario;
  • la prima domenica di settembre in ricordo della traslazione delle reliquie del 1501 dall'antico monastero del Kellerano a Mammola.
Processione di San Nicodemo, prima domenica di settembre

Nel 1501 le sue reliquie furono traslate alla grangia basiliana di san Biagio a Mammola. Nel 1638 viene proclamato patrono di Mammola. Nel 1873 in seguito ad un terremoto le reliquie vennero trasferite nella chiesa matrice, dove sono conservate tuttora proprio nella cappella di San Nicodemo.

[modifica] Il Monastero

Mammola, santuario di San Nicodemo del XVI secolo (Parco Nazionale dell'Aspromonte)

L’antico monastero del Kellerana, che nel X secolo era abitato da monaci basiliani, fu meta di devozione e di pellegrinaggio da parte di fedeli richiamati dai miracoli di Nicodemo e divenne quindi punto di riferimento religioso e spirituale per tutta la Calabria. Il monastero fu sottoposto nell'anno 1081 dal conte Ruggero all'abbazia benedettina della Santissima Trinità di Mileto e il provvedimento venne confermato nel 1091 ancora nel 1102 e sanzionato dai papi Eugenio III (24 febbraio 1151) e Alessandro III (16 luglio 1170 e 19 marzo 1179). Il monastero comunque non si piegò e resistette fieramente sia all'assoggettamento che alla latinizzazione, questo portò a duri scontri con i monaci benedettini che non avevano nessuna intenzione di assistere impassibili alla ribellione di un centro monastico così ricco e venerato; ricorsero quindi alla Santa Sede che incaricò il vescovo di Tropea di dirimere la questione; il vescovo convocò i monaci di San Nicodemo a comparire davanti a lui, ma questi ultimi rifiutarono e furono scomunicati. Nonostante ciò i monaci non si piegarono e continuarono a celebrare con rito bizantino. Papa Alessandro IV il 21 gennaio 1255 diede incarico al decano e al cantore della cattedrale di Tropea di dare esecuzione alla scomunica. Poco tempo dopo la crisi si riacutizzò per l'intervento del legato pontificio, cardinale Pandolfo, che incaricò Pietro, abate di Lamezia di giudicare la questione, ma l'intervento del vescovo di Gerace Paolo dimostrò che il monastero era sempre stato soggetto alla sua giurisdizione. In conseguenza di ciò i benedettini invasero con la forza il monastero, ma furono successivamente respinti dai monaci basiliani con l'appoggio del Vescovo di Gerace e dei canonici. Per questi fatti il vescovo Drogone di Tropea comminò la scomunica sia ai monaci sia al vescovo di Gerace. Comunque questa ennesima scomunica non ebbe effetto e i monaci si mantennero sempre indipendenti e continuarono a celebrare con rito greco-bizantino. Nel 1433 il monastero dava la ragguardevole rendita di 100 ducati d'oro. La relazione scritta riguardo alla visita effettuata nel 1483 dal vescovo di Gerace Atanasio Calkeopulo (traslitterato anche come Chalkeopulos o Calceopulo) lo segnala in piena attività ed in ottimo stato, per quanto già all'epoca parte del patrimonio storico fosse stata coattivamente trasferita a Mileto e in seguito a Roma per volontà papale, ciò però causò la dispersione dei reperti in varie biblioteche; qualche platea[1] giunse fino a San Pietroburgo. Nel 1485 anche la diocesi di Gerace, e di conseguenza il monastero, passò al rito latino. Per il monastero ciò segno l'iniziò di una rapida decadenza. Nel 1501 i monaci si trasferirono nella grangia di San Biagio in Mammola e l'antico monastero abbandonato andò in rovina, oggi se ne possono vedere i resti presenti nelle vicinanze del Santuario. Il monastero di Mammola fu poi soppresso dai francesi nel 1807.

[modifica] Santuario

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Mammola.

Si trova a 3 km del Passo della Limina, nel territorio del Parco Nazionale dell'Aspromonte. Inizialmente nel XVI secolo fu ricostruita una chiesa (in parte sui ruderi dell'antico monastero del X secolo, che è stato ristrutturato anche nel 1960). Gli affreschi presenti all'interno sono dell'artista Nik Spatari.

Importante sono i resti dell’antico monastero del Kellerana del X secolo a croce greca, con le tre absidi contrapposte ad oriente, tipiche dell'architettura bizantina-basiliana.

Il santuario ricco di storia e tradizioni è meta tutto l'anno di numerosi fedeli e turisti ed è abitato dal monaco don Ernesto.

La festa si svolge ogni anno la domenica successiva al 12 maggio.

Tutti i venerdì di luglio e agosto di ogni anno sono tradizionali i pellegrinaggi a piedi, con partenza da largo Magenta alle ore 5.00, si percorre il Sentiero dei Greci “la Seja” per raggiungere il santuario di San Nicodemo A.B. alla Limina.

Il santuario è stato incluso negli itinerari del Giubileo del 2000.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ È detta "platea" un documento, spesso proveniente da un ente ecclesiastico (monastero, chiesa o diocesi), contenente un inventario dei possedimenti

[modifica] Bibliografia

  • Calabria Letteraria, aprile-maggio-giugno 1999, n. 4-5-6.
  • Melina Arco Magrì, Vita di San Nicodemo di Kellerana , Roma, Istituto di studi bizantini e neoellenici, 1968.
  • N. Ferrante, Santi Italogreci – il mondo religioso bizantino in Calabria , Reggio Calabria, Rexodes Magna Grecia, 1999. ISBN 88-89063-02-5
  • P. Martino, S. Elia Speleota e il santuario delle grotte presso Melicuccà, Edizioni Officina Grafica, Villa S. Giovanni, 2000, pp. 123.
  • D. Minuto, Profili di Santi Nella Calabria Bizantina, Reggio Calabria, Pontari, 2002. ISBN 88-86046-18-9
  • Gino Larosa, Mammola: Storia, Cultura, Tradizione, Arte, Ambiente, Turismo, Itinerari, Gastronomia, Foto. Archivio e testi privati.
  • Giuseppe Antonio Martino, San Nicodemo di Calabria, Calabria sconosciuta, n. 118, aprile-giugno 2008.
  • Vincenzo Saletta, Vita inedita di San Nicodemo di Calabria dal Cod. Messan. XXX , Roma, Istituto Grafico Tiberino, 1964.

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