Niceforo II Foca

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Niceforo II Foca
Niceforo II Foca
L'imperatore Niceforo II Foca, in un manoscritto medievale, rappresentato con la sciabola sfoderata.
Basileus
In carica 2 luglio 963 - 11 dicembre 969
Predecessore Romano II
Successore Giovanni I Zimisce
Morte Costantinopoli, 11 dicembre 969
Casa reale Foca
Coniugi Maleina
Teofano
Figli Bardas Foca

Niceforo II Foca (in greco Νικηφόρος Β΄ Φωκάς , Nikēphoros II Phōkas; Cappadocia, 912 circa – Costantinopoli, 11 dicembre 969) è stato un imperatore bizantino. Era appartenente a una famiglia di aristocratici latifondisti originaria della Cappadocia; fu uno dei più brillanti generali bizantini della storia dell'impero bizantino, fu anche basileus dei romei dal 2 luglio 963 fino alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Niceforo II Foca in battaglia contro i bulgari

Figlio del generale Barda Foca il vecchio, nipote del condottiero Niceforo Foca il vecchio e fratello del generale Leone Foca il giovane, Niceforo II entrò a far parte giovanissimo dell'esercito, e sotto Costantino VII diventò comandante al confine orientale. Iniziò la guerra contro i musulmani subendo una pesante sconfitta nel 956, che però compensò con le vittorie in Siria negli anni seguenti.

Nel 960 condusse una spedizione contro l'emirato di Creta, durante la quale espugnò Candia dopo un assedio di dieci mesi, strappando ai musulmani l'isola intera. Dopo aver ricevuto l'insolito onore di un trionfo, ritornò all'est con un esercito grande e ben equipaggiato. Nelle campagne militari del 962 e del 963, conquistò Aleppo in Siria con brillanti strategie, ma non furono conquiste durature.

Il regno[modifica | modifica sorgente]

La riconquista di Creta da parte dei bizantini.

Alla morte inaspettata dell'imperatore Romano II sul campo di Cesarea, tornò a Costantinopoli per difendersi dagli intrighi del ministro Giuseppe Bringa. Con l'aiuto di Teofano, vedova dell'imperatore, e del Patriarca di Costantinopoli Polieucte, ricevette il comando supremo sull'esercito orientale. Marciò quindi verso Costantinopoli, dove i suoi sostenitori nel frattempo avevano fatto cadere il suo nemico Bringa. Per la sua popolarità nell'esercito, Niceforo II fu incoronato Imperatore, insieme ai figli di Romano II, e sposò la loro madre Teofano nonostante l'opposizione del Patriarca.

Due aspetti di Niceforo condizionarono la politica dell'imperatore: la professione (Niceforo fu il primo militare a salire al trono, dai tempi di Leone V) e l'origine familiare (favorì la ricca aristocrazia fondiaria a scapito dei piccoli proprietari terrieri). Durante il suo regno, continuò la sua politica bellicosa. Dal 964 al 966 conquistò la Cilicia, espugnando Mopsuestia (oggi Massisa) e riducendo l'intera popolazione in schiavitù. Mentre il patrizio Niceta riconquistava Cipro nel 965, Niceforo II travolse nuovamente la Mesopotamia e la Siria. Nel 968 s'impadronì della maggior parte delle fortezze in Siria, e dopo la caduta di Antiochia e Aleppo si assicurò le sue conquiste con un trattato di pace.

Alla frontiera settentrionale cominciò nel 967 una guerra contro i Bulgari, ai quali i Bizantini dovevano un tributo. Durante un attacco da parte dei Rus' di Kiev sotto il comando di Sviatoslav I, riuscì a richiamare la loro attenzione su altre mete con successo.

Histamenon rappresentante gli Imperatori Niceforo II Foca e Basilio II Bulgaroctono.

Niceforo II ebbe meno fortuna con le sue guerre occidentali. Dopo aver rinunciato al suo tributo all'Imam-Califfo dei Fatimidi, inviò una spedizione in Sicilia sotto il comando di Nicetas (964-965), ma fu costretto a evacuare completamente l'isola a causa delle sconfitte riportate. Nel 967 fece pace con i musulmani di Qayrawan e decise di ricostruire Taranto, distrutta quarant'anni prima dai musulmani stessi. Nello stesso anno cominciò a difendersi dall'imperatore Ottone I, che aveva attaccato il patrimonio bizantino dell'Italia meridionale, ma dopo alcuni successi iniziali i suoi generali furono sconfitti e respinti verso le coste meridionali.

A causa delle alte spese dell'esercito, Niceforo II fu costretto a risparmiare in altri settori. Diminuì così gli sprechi della corte riducendo l'immunità del clero e proibì la fondazione di nuovi monasteri, nonostante avesse tendenze ascetiche. In seguito, con l'introduzione di tasse opprimenti e per la svalutazione delle monete bizantine, Niceforo II perse completamente la sua popolarità, fornendo le motivazioni per lo scoppio di alcune rivolte. Lasciato anche dalla moglie, la quale ordì una cospirazione con l'amante Giovanni Zimisce, altro valente generale. Niceforo II fu assassinato nella sua camera da letto del castello di Bukoleon a Costantinopoli. Alla sua morte, la sua famiglia insorse ma la rivolta fu sottomessa prontamente.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Entrata trionfante a Costantinopoli, nel 963, di Niceforo II Foca.
Bandiera dell'esercito di Niceforo II Foca.

Niceforo fu l'autore di un trattato sulle tattiche militari bizantine, che contiene informazioni preziose riguardanti sulle strategie di guerra dell'impero bizantino, e quelle dei suoi nemici principali (arabi, bulgari, longobardi): De velitatione bellica[1].

Onori moderni[modifica | modifica sorgente]

Il ricordo fra i greci del grande imperatore condottiero Niceforo II Foca, non si è ancora spento, infatti il 19 novembre 2004, la marina militare greca ha chiamato la sua decima fregata Kortenaer, F-466 Nikiforos Fokas (ex HMNLS Bloys Van Treslong F 824), in onore proprio di questo imperatore bizantino. Inoltre nella prefettura di Rethimno a Creta, vi è un comune che si chiama Niceforo Foca, chiamato così proprio in suo onore, ed è inoltre da ricordare che anche molte città greche posseggono una "via Niceforo Foca".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leo Diaconus, Leonis Diaconi Caloensis Historiae libri decem et Liber de velitatione bellica Nicephori Augusti e recensione Caroli Benedicti Hasii, Addita eiusdem versione atque annotationibus ab ipso recognitis. Accedunt Theodosii Acroases De Creta capta e recensione Fr. Iacobsii et Luitprandi legatio cum aliis libellis qui Nicephori Phocae et Ioannis Tzimiscis historiam illustrant. Bonnae: impensis Ed. Weberi, 1828 (on-line)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Léon Bloy, Costantinopoli e Bisanzio, Milano, Medusa, 1917.
  • Charles Diehl, La civiltà bizantina, 1962, Garzanti, Milano.
  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968. ISBN 88-06-17362-6.
  • Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000. ISBN 88-04-48185-4.
  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, Torino, Einaudi, 2002. ISBN 88-06-16255-1.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2a ed, Bari, Laterza, 2004. ISBN 88-420-4691-4.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio, Roma, Jouvence, 2004. ISBN 88-7801-353-6.
  • Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier, Michel Kapla, Bisanzio (IV-XV secolo), Milano, San Paolo, 2005. ISBN 88-215-5366-3.
  • Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Gustave Schlumberger, Un Empereur Byzantin au Dixième Siècle: Nicéphore Phocas, Paris, Firmin-Didot, 1890.
  • Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
  • Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008. ISBN 978-88-15-12174-5.
  • Gianfranco Cimino, L'esercito Romano d'Oriente, 2009, Edizioni Chillemi, ISBN 978-88-903765-0-4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Romano II 963-969 Giovanni I

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