Niccioleta

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Niccioleta
frazione
Veduta di Niccioleta
Veduta di Niccioleta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Massa Marittima-Stemma.png Massa Marittima
Territorio
Coordinate 43°05′14″N 10°56′06″E / 43.087222°N 10.935°E43.087222; 10.935 (Niccioleta)Coordinate: 43°05′14″N 10°56′06″E / 43.087222°N 10.935°E43.087222; 10.935 (Niccioleta)
Altitudine 460 m s.l.m.
Abitanti 248 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58040
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Patrono santa Barbara
Giorno festivo 4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Niccioleta

Niccioleta è una frazione del comune di Massa Marittima, in provincia di Grosseto.

Il borgo è situato a circa 6 km a nord-est del capoluogo comunale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Niccioleta era venuto a sorgere a partire dal Medioevo, distinguendosi grazie alla escavazione della calamina, ma fu solo nell'Ottocento che assunse una certa rilevanza grazie al rinvenimento di un importante giacimento di pirite. Grazie a questa attività, che dette nuova vita al villaggio, la popolazione aumentò e Niccioleta divenne uno dei principali centri di estrazione delle Colline Metallifere, raggiunto per lavoro da numerosi minatori dalla vicina Massa Marittima, da Castell'Azzara, da Santa Fiora e da altre zone del Monte Amiata. Nel 1933, il paese assunse la fisionomia che presenta ancora oggi, grazie al rinnovamento della miniera istituita dalla azienda Montecatini. Dal 1992, con la chiusura della miniera, vi fu un brusco calo della popolazione.

Il monumento ai caduti della strage

La strage di Niccioleta[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 giugno 1944, i reparti nazisti e fascisti irruppero a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, avevano disertato di presentarsi ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato da Giorgio Almirante. Sei minatori (Ettore Sergentoni, con i figli Aldo e Alizzardo, Rinaldo Baffetti, Bruno Barabissi e Antimo Ghigi) vennero fucilati subito nel piccolo cortile dietro il forno della dispensa, largo non più di tre metri. Il minatore Giovanni Gai riuscì a fuggire nella macchia, grazie ad un attimo di distrazione di un fascista di Porto Santo Stefano, Aurelio Picchianti, che si stava arrotolando una sigaretta. Altri 150 operai furono portati a Castelnuovo di Val di Cecina, e la sera del 14 giugno, 77 minatori vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati. In tutto perirono nella strage 83 operai di Niccioleta. Tra i cadaveri si scoprì tempo a dietro che c'erano anche i componenti della famoso gruppo partigiano la "Banda di Ariano": Gianluca Spinola, Vittorio Vargiu, Franco Stucchi Prinetti e Francesco Piredda assassinati dai nazifascisti sempre il 14 giugno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Come in ogni villaggio minerario, è possibile ancora oggi osservare edifici adibiti alla estrazione risalenti al XIX secolo. Qui sorge anche la chiesa parrocchiale di Santa Barbara, con il palazzo del direttore della miniera ed alcune abitazioni un tempo alloggi di minatori.

Al centro del paese è situato il monumento in ricordo dei deceduti nella strage del 1944, composto da una base e da un pilastro in marmo. Sulla base una lapide riporta i nomi di tutti colori che sono morti a Niccioleta e a Castelnuovo di Val di Cecina, mentre l'iscrizione sul pilastro recita: «il fiore de la vita/è qui reciso/ma il vostro sangue/è la certezza/di un amor infinito./Massimo Lippi/13-14.06.1944/13-14.06.2004». Ai piedi della collina sono situati invece, presso il ponte di Riotorto, due cippi in pietra a ricordo di Gino Tamburini, partigiano della 23ª Brigata Garibaldi, ucciso dai tedeschi il 10 giugno 1944. Poco distante si trova il cippo a Vanda Panichi, assassinata nello stesso frangente.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica della frazione di Niccioleta. Sono indicati gli abitanti del centro abitato e dove è possibile è messa tra parentesi la cifra riferita all'intero territorio della frazione.

Anno Abitanti
1961
716 (806)
1981
412 (440)
2001
248

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Niccioleta si svolge ogni 4 dicembre la Festa di Santa Barbara, festa patronale della frazione. Santa Barbara è infatti la protettrice degli artiglieri e dei minatori, e veniva venerata per scongiurare i pericoli della miniera. Nonostante la chiusura dell'ultima miniera, Campiano, negli anni tra il 1992 e il 1994, ancora oggi tale ricorrenza è celebrata.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La festa di Santa Barbara sul sito del Comune.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Bianciardi, Carlo Cassola, I minatori della Maremma, Bari, Laterza, 1956.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Firenze, Le Lettere, 1997.
  • L. Niccolai, M. Mambrinil, M. Papalini, La memoria di Niccioleta, Arcidosso, Ed. Effigi, 2003.
  • Paolo Pezzino, Storie di guerra civile. L'eccidio di Niccioleta, Bologna, Il Mulino, 2001.
  • Massimo Sozzi, Femminile in nero. Niccioleta, giugno 1944, Grosseto, I Portici Editore, 1997.
  • Katia Taddei, Coro di voci sole, Firenze, Il Ponte Editore, 2003.
  • Bruno Travaglini, Un luogo un tempo, Firenze, Il Ponte Editore, 2003.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]