New Zealand Army

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
New Zealand Army
Flag of New Zealand.svg
Descrizione generale
Attiva 1886[1] - oggi
Nazione Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Servizio New Zealand Defence Force
Tipo esercito
Dimensione circa 7.000 uomini:
4.500 regolari
2.000 territoriali
500 civili
Quartier generale Wellington Defence House, Wellington
Battaglie/guerre Seconda guerra boera
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Guerra di Corea
Emergenza malese
Konfrontasi
Guerra del Vietnam
Guerra in Afghanistan
Missioni di peacekeeping United Nations Truce Supervision Organization
Multinational Force and Observers
International Force for East Timor
Regional Assistance Mission to Solomon Islands
Anniversari 25 aprile (ANZAC Day)
11 novembre (Remembrance Day)
Sito internet NZ Army official website
Comandanti
Capo di stato maggiore maggior generale Richard Rhys Jones

fonti citate nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'esercito neozelandese (in inglese New Zealand Army, in maori Ngāti Tumatauenga cioè, letteralmente, "tribù del dio della guerra") è la forza armata terrestre della Nuova Zelanda, parte integrante della New Zealand Defence Force.

Sebbene il New Zealand Army sia stato ufficialmente istituito con questa denominazione nel 1950, le prime formazioni militari regolari neozelandesi risalgono tuttavia al 1886, quando la nazione era ancora una colonia britannica; da allora, le forze dell'esercito neozelandese sono state coinvolte in numerosi conflitti, dalla seconda guerra boera alla prima e seconda guerra mondiale, dalla guerra di Corea fino alla guerra del Vietnam e al recente conflitto in Afghanistan. Le forze terrestri neozelandesi sono inoltre molto attive nel campo delle missioni di peacekeeping, sia in ambito ONU che sotto l'egida di altre organizzazioni internazionali. Storicamente, è molto stretta la collaborazione tra l'esercito neozelandese e le altre forze terrestri dei paesi del Commonwealth, ed in particolare con l'Australian Army.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Un soldato neozelandese della seconda guerra boera

La prima formazione militare organizzata composta da nativi neozelandesi (sia bianchi che maori) venne istituita il 25 marzo 1845[2]: questa "milizia neozelandese" (New Zealand Militia o semplicemente "Militia") era una forza di volontari su base territoriale, tenuta a livelli minimi in tempo di pace e portata a pieno organico solo in caso di gravi emergenze. Varie unità della milizia vennero impiegate fin dall'inizio per appoggiare le forze militari britanniche nelle frammentarie guerre maori tra il 1845 ed il 1872, contro le popolazioni indigene ribelli; la milizia venne poi trasformata nel corpo dei "Volontari" (Volunteers) nel 1858.

Altre forze più "regolari", in servizio permanente anche in tempo di pace, vennero formate negli anni successivi: i "Forest Ranger" (un'unità creata nel 1863 con volontari maori ed impiegata, prevalentemente con tattiche di guerriglia, come forza di scout per la protezione delle linee di comunicazione e degli insediamenti civili più remoti), ma soprattutto la Colonial Defence Force ("Forza di difesa coloniale"), creata il 5 maggio 1863 con una forza autorizzata di 500 uomini reclutati per un servizio di tre anni, e considerata la vera antesignana del moderno esercito regolare neozelandese[2]; a partire dal 1865, queste forze iniziarono a sostituire i contingenti imperiali nella conduzione delle operazioni militari contro i maori ribelli, e le ultime forze militari britanniche lasciarono il territorio neozelandese nel febbraio del 1870. Nel 1867, la Colonial Defence Force ed i Ranger vennero fusi con la forza di polizia neozelandese, la Armed Constabulary (antesignana della moderna New Zealand Police), che per i successivi venti anni rimase l'unica forza armata permanente della nazione, responsabile sia delle attività militari che del mantenimento dell'ordine pubblico; le funzioni militari passarono poi nel 1886 ad una formazione apposita, la New Zealand Permanent Militia, rinominata Permanent Force nel 1902[3]. I Volunteers, invece, vennero riorganizzati come forza di riserva per la Permanent Force e ridenominati "Territorial Force": questa forza era responsabile unicamente della difesa territoriale e non poteva prestare servizio oltremare, salvo che i suoi componenti si offrissero volontari.

Il primo impiego fuori dal territorio nazionale di soldati neozelandesi si ebbe nel 1899: il 28 settembre il parlamento neozelandese, su proposta del primo ministro Richard Seddon, approvò l'invio di un contingente di fucilieri a cavallo in appoggio alle forze britanniche schierate in Sudafrica, di lì a pochi giorni impegnate nella seconda guerra boera[4]; il reclutamento del contingente venne limitato agli uomini già membri della Permanent Militia o dei Volunteers. I 215 uomini del primo contingente raggiunsero il Sudafrica il 23 novembre 1899, scontrandosi poi per la prima volta con le forze boere il 9 dicembre seguente nei pressi di Jasfontein. Nei mesi successivi arrivarono dalla Nuova Zelanda altri due contingenti di volontari, ed a metà maggio del 1900 le tre formazioni vennero raccolte in un unico reggimento, che si distinse durante l'avanzata britannica su Johannesburg e Pretoria[4]. Sul finire del 1900, il reggimento neozelandese venne rimpatriato e sostituito da un quarto e quinto contingente di volontari, a loro volta sostituiti da un sesto, settimo ed ottavo contingente sul finire del 1901: tutte queste forze vennero intensamente impiegate nel contrastare le azioni di guerriglia delle restanti forze boere[4]. Le forze neozelandesi vennero rimpatriate nel giugno del 1902, dopo la fine delle ostilità: un totale di circa 6.500 soldati neozelandesi prese parte al conflitto con i vari contingenti, e di questi 228 rimasero uccisi in azione o a causa di incidenti[5].

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Soldati neozelandesi nel 1916

La Nuova Zelanda dichiarò guerra all'Impero tedesco il 5 agosto 1914, imitando il Regno Unito e gli altri dominions; il governo neozelandese si impegnò fin da principio nelle ostilità, prima inviando un piccolo distaccamento ad occupare la colonia tedesca di Samoa il 29 agosto 1914, e poi offrendo al Regno Unito un contingente di 8.500 volontari (divisi in una brigata di fanteria ed una di cavalleria) per il servizio oltremare. La "New Zealand Expeditionary Force" sbarcò in Egitto il 3 dicembre 1914, sotto il comando del generale Alexander Godley; poiché il contingente era troppo piccolo per dare vita ad una divisione autonoma, esso venne inserito nel più ampio contingente australiano, dando vita all'"Australian and New Zealand Army Corps" o ANZAC: in particolare, la brigata di fanteria venne inquadrata con la 4ª Brigata fanteria australiana nella New Zealand and Australian Division, mentre la brigata montata fu integrata nella cavalleria del corpo.

Il 25 aprile 1915, l'ANZAC sbarcò sulla penisola di Gallipoli, nell'odierna Turchia, prendendo così parte alla campagna dei Dardanelli contro l'Impero ottomano; praticamente isolate dal resto del contingente alleato, sbarcato più a sud, le forze australiane e neozelandesi tennero la precaria posizione per molti mesi, venendo impegnate in sanguinosi scontri con le forze ottomane. Benché composto da truppe di nuova formazione e praticamente prive di esperienza bellica, l'ANZAC si distinse nei combattimenti, dimostrandosi il miglior contingente delle forze alleate impiegate nella campagna[6]; le truppe alleate vennero poi ritirate dalla penisola ai primi di gennaio del 1916: il contingente neozelandese uscì semidistrutto dalla inconcludente campagna, con la perdita dell'87% degli effettivi tra morti e feriti[3].

Le truppe neozelandesi vennero ritirate in Egitto per essere riorganizzate: l'arrivo di nuovi reparti dalla madrepatria (dove il 1º agosto 1916 venne introdotta, non senza polemiche, la coscrizione obbligatoria) rese possibile la creazione di un'intera divisione neozelandese che, inserita nel II Corpo dell'ANZAC, venne inviata sul fronte occidentale nell'aprile del 1916. Qui le truppe neozelandesi si batterono con onore fino alla fine delle ostilità, distinguendosi in particolare durante le battaglie di Messines (7 giugno 1917), di Passchendaele (31 luglio - 6 novembre 1917), e nell'offensiva dei cento giorni (8 agosto - 11 novembre 1918). Le unità a cavallo rimasero invece in Egitto dove, inquadrate insieme alle omologhe unità australiane, vennero impiegate nella campagna del Sinai e della Palestina fino all'ottobre del 1918[3].

Su una popolazione anteguerra di poco più di un milione di abitanti, i neozelandesi arruolarono nel corso della prima guerra mondiale circa 120.000 soldati (tra cui 2.227 maori e 458 nativi delle isole del Pacifico), e di questi 103.000 vennero inviati oltreoceano; le perdite ammontarono a 18.500 morti e 50.000 feriti[7] (altre fonti[5] riportano la cifra di 16.697 morti e 41.317 feriti). Dopo aver svolto funzioni di truppe d'occupazione in Renania, la divisione neozelandese venne sciolta il 25 marzo 1919 ed i suoi effettivi rimpatriati.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo tra le due guerre mondiali la Permanent Force venne tenuta ad un organico minimo, ma quando il 3 settembre 1939 la Nuova Zelanda seguì il Regno Unito e la Francia nella dichiarazione di guerra alla Germania nazista, migliaia di neozelandesi si offrirono volontari per prestare servizio in Europa; nel giro di pochi mesi venne assemblata una seconda "New Zealand Expeditionary Force" che, divisa in più scaglioni, partì alla volta della Gran Bretagna nel dicembre del 1939[8]. Le forze neozelandesi vennero organizzate in tre brigate di fanteria, riunite poi nel marzo del 1941 in un'unica divisione, la 2nd New Zealand Division sotto il generale Bernard Freyberg; la divisione venne inviata nel settore del Mediterraneo, dove partecipò alla campagna di Grecia nell'aprile del 1941, e soprattutto alla battaglia di Creta nel maggio seguente, dove subì pesanti perdite[9].

Soldati del battaglione maori nel 1940

Ritirata in Egitto per essere riorganizzata, la divisione venne poi impiegata nella campagna del Nord Africa come parte dell'Ottava armata britannica, prendendo parte all'operazione Crusader (novembre - dicembre 1941), alla battaglia di ʿAyn al-Ghazala (maggio - giugno 1942), e soprattutto alla seconda battaglia di El Alamein (ottobre - novembre 1942); la divisione concluse poi il suo ciclo di operazioni nordafricane partecipando alla campagna di Tunisia (novembre 1942 - maggio 1943)[8]. L'alto tasso di perdite subito nelle campagne africane spinse il governo neozelandese a dotare la divisione di mezzi corazzati, e nella seconda metà del 1943 la 4ª Brigata fanteria venne dotata di carri armati M4 Sherman[10]; con questa nuova conformazione, la divisione prese parte alla campagna d'Italia, sbarcando a Taranto il 9 ottobre 1943 e venendo subito intensamente impiegata nella seconda e terza battaglia di Montecassino (rispettivamente 15 - 17 febbraio 1944, e 15 - 22 marzo 1944), durante le quali si mise in luce il 28th (Māori) Battalion[11]; per l'occasione, la divisione venne unita alla 4ª Divisione fanteria indiana ed alla 78ª Divisione fanteria britannica per dare vita al II Corpo d'armata neozelandese sotto il generale Freyberg, formazione che tuttavia venne sciolta al termine della battaglia[11]. La divisione continuò ad operare in Italia fino alla fine del conflitto in Europa; l'ultima sua importante azione fu la liberazione di Trieste il 2 maggio 1945.

L'entrata in guerra del Giappone il 7 dicembre 1941 aprì un secondo fronte di guerra nel Pacifico; al contrario dell'Australia, che decise di richiamare il grosso delle sue forze dal teatro africano per difendere i propri confini dai nuovi nemici, il governo neozelandese scelse di lasciare la 2ª Divisione nel Nordafrica e di allestire nuove forze in patria con cui combattere nel Pacifico. La 3rd New Zealand Division venne quindi attivata nel maggio del 1942 sotto il generale Harold Eric Barrowclough, riunendo vari reparti precedentemente inviati nelle Isole Figi; la divisione prese parte alla campagna delle Isole Salomone a partire dal settembre del 1943, combattendo a fianco di varie altre unità australiane e statunitensi[8]. I costi per mantenere operative due divisioni si rivelarono però troppo elevati per la piccola nazione, alle prese con una grave carenza di manodopera per il settore industriale; d'accordo con gli alleati, il governo neozelandese ritirò la 3ª Divisione dal fronte del Pacifico nel giugno del 1944, sciogliendola formalmente il 20 ottobre seguente[12].

Oltre alle due divisioni, altre forze terrestri neozelandesi vennero impiegate nel corso del conflitto: tre ulteriori divisioni di fanteria vennero create nel 1942 per la difesa nazionale, ma tutte vennero sciolte all'inizio del 1943 quando la minaccia di un'invasione giapponese tramontò definitivamente; diversi volontari neozelandesi prestarono poi servizio in due unità di forze speciali alleate: il Long Range Desert Group in Nordafrica e la Z Special Unit sul fronte del Pacifico. Un totale di 194.000 uomini e 10.000 donne servirono nelle forze armate neozelandesi durante il conflitto, e di questi 140.000 vennero inviati fuori dal territorio nazionale; le perdite neozelandesi ammontarono a 6.839 morti e 16.543 feriti[5].

Dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Artiglieri neozelandesi in Vietnam

Dalla conclusione del secondo conflitto mondiale, le truppe terrestri neozelandesi (a partire dal 1950 ufficialmente denominate "New Zealand Army") vennero impiegate svariate volte fuori dai confini nazionali. Sul finire del dicembre del 1950, una piccola unità di un migliaio di uomini (la KAYFORCE) venne inviata a prendere parte alla guerra di Corea, integrata all'interno di una brigata composta da truppe britanniche, australiane, canadesi ed indiane; le truppe neozelandesi rimasero in Corea fino alla fine del conflitto, venendo ritirate solo nel 1957. Le perdite ammontarono a 33 uomini uccisi e 79 feriti[13].

Un altro piccolo contingente terrestre neozelandese prese parte, a partire dal gennaio del 1956, alla cosiddetta "emergenza malese", ovvero l'insieme delle attività di contrasto alla guerriglia comunista della Malaysia portate avanti da un contingente del Commonwealth; i circa 1.300 neozelandesi che si alternarono nell'operazione vennero tutti ritirati nel luglio del 1960, dopo la vittoriosa conclusione delle ostilità. L'operazione vide anche il primo impiego operativo del New Zealand Special Air Service (NZSAS), la prima unità di forze speciali dell'esercito neozelandese creata appena l'anno precedente sul modello dell'omologa unità britannica[14]. Truppe neozelandesi tornarono ad operare nel territorio malese nel novembre del 1963, durante il periodo della "Konfrontasi" tra Malaysia ed Indonesia: unità di fanteria neozelandesi e distaccamenti dell'NZSAS si unirono alle forze del Commonwealth schierate nella regione malese del Sarawak, al fine di respingere gli sconfinamenti delle forze indonesiane; le truppe neozelandesi vennero ritirate alla conclusione degli scontri, nel maggio del 1966[14].

Militari neozelandesi in Afghanistan nel 2009

Come membro della SEATO, la Nuova Zelanda iniziò ad inviare contingenti militari in appoggio al Vietnam del Sud nel giugno del 1964[14]: inizialmente composto da un'unità di genieri, il distaccamento neozelandese venne ampliato con l'invio di una batteria d'artiglieria, due compagnie di fucilieri ed un plotone dell'NZSAS, ed integrato nella più ampia 1st Australian Task Force[15]. Il coinvolgimento delle truppe neozelandesi nella guerra del Vietnam provocò forti proteste in patria, e tutte le truppe vennero ritirate nel dicembre del 1972; un totale di 3.500 militari neozelandesi si alternarono in Vietnam, con un picco di 543 presenze nel 1968 e subendo la perdita di 37 uomini uccisi e 187 feriti[16].

Piccoli distaccamenti dell'esercito neozelandese vennero impiegati anche in un numero considerevole di operazioni di peacekeeping e di mantenimento della pace, sia in ambito ONU (come l'UNTSO al confine israelo-libanese nel 1948, l'UNMOGIP in Kashmir nel 1951, l'UNIIMOG al confine tra Iraq ed Iran nel 1988, l'UNTAG in Namibia nel 1989, l'UNPROFOR in Bosnia e l'UNOSOM in Somalia nel 1992, ed altre), che in ambito del Commonwealth (l'Operazione Midford nella Rhodesia Meridionale nel 1980) e di altre organizzazioni internazionali (la Multinational Force and Observers nel Sinai nel 1978, e la RAMSI nelle isole Salomone nel 2003). La missione INTERFET a Timor Est, tra il giugno del 1999 ed il dicembre del 2002, vide l'alternarsi di quasi 6.000 militari neozelandesi, il maggior coinvolgimento militare del paese all'estero dalla fine della seconda guerra mondiale[17].

Truppe dell'esercito neozelandese vennero impiegate in Afghanistan a partire dal marzo del 2002, nell'ambito della missione ISAF; tuttora, la Nuova Zelanda matiene un distaccamento di circa 200 uomini nel paese, ed ha assunto il comando del Provincial Reconstruction Team di Bamiyan nel settembre del 2003[17]. Ad oggi (2010) un militare neozelandese è stato ucciso in combattimento ed altri due feriti.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Struttura dell'esercito neozelandese

Il New Zealand Army è comandato dal capo di stato maggiore dell'esercito (Chief of the General Staff), generalmente un maggior generale; l'attuale capo di stato maggiore è il maggior generale Richard Rhys Jones, entrato in carica nel dicembre del 2010[18]. Il capo di stato maggiore dell'esercito ricopre anche la funzione di "Comandante delle forze neozelandesi congiunte" (Commander Joint Forces New Zealand o COMJFNZ), ed in questa veste è responsabile del coordinamento tra le tre forze armate nazionali. In ambito operativo, le forze da combattimento terrestri dell'esercito regolare rispondono al Land Component Commander ("Comandante della componente terrestre"), un ufficiale membro dello staff del COMJFNZ; ai suoi ordini, vi sono due "Gruppi forze terrestri" (2nd e 3rd Land Force Group) che raccolgono le principali unità operative, un "Land Training and Doctrine Group" responsabile di tutte le scuole ed i centri di addestramento dell'esercito, il 1st NZSAS Group, la New Zealand Intelligence Company (responsabile delle attività di intelligence dell'esercito) e la 1st Military Police Company (responsabile delle attività di polizia militare)[19].

I due Land Force Group (che riprendono la tradizione delle due divisioni attive durante la seconda guerra mondiale) comprendono un insieme di battaglioni regolari in servizio permanente, e di "gruppi di battaglione" (Battalion Groups, talvolta classificati come "Reggimenti") territoriali; questi ultimi hanno compiti di addestramento e preparazione del personale per le unità regolari. I sei gruppi di battaglione territoriali, composti da una compagnia di fanteria e varie altre compagnie di diverso tipo, sono assegnati ciascuno alle sei regioni militari in cui è diviso il territorio neozelandese.

Il 2nd Land Force Group (comando a Linton) comprende[20]:

  • un battaglione di fanteria meccanizzata regolare (1st Battalion, Royal New Zealand Infantry Regiment),
  • un reggimento di artiglieria e difesa aerea regolare (16 Field Regiment, Royal New Zealand Artillery),
  • quattro gruppi di battaglione territoriali (3rd Auckland (Countess of Ranfurly's Own) and Northland, 5th Wellington West Coast and Taranaki, 6th Hauraki, 7th Wellington (City of Wellington's Own) and Hawke's Bay)
  • unità logistiche, del genio, di polizia militare, mediche e di trasmissioni.

Il 3rd Land Force Group (comando a Burnham) comprende[21]:

  • un battaglione di fanteria regolare (2nd Battalion, Royal New Zealand Infantry Regiment),
  • un battaglione di cavalleria corazzata regolare (Queen Alexandra's Mounted Rifles),
  • due gruppi di battaglione territoriali (2nd Canterbury, Nelson-Marlborough and West Coast, 4th Otago and Southland),
  • unità logistiche, del genio, di polizia militare, mediche e di trasmissioni.

Equipaggiamenti principali[modifica | modifica sorgente]

Un veicolo blindato NZLAV

Arma standard della fanteria neozelandese è il fucile d'assalto austriaco IW Steyr 5,56 mm, nella versione F88 Austeyr prodotta in Australia[22]; l'arma, in dotazione dal 1988, ha rimpiazzato il fucile d'assalto britannico/australiano L1A1, precedentemente in dotazione dal 1958. Tra le armi leggere, molto diffuse sono anche le pistole SIG Sauer P226 da 9 mm, in dotazione dal 1992.

Nel campo delle armi d'appoggio, sono molto diffuse le mitragliatrici FN MAG da 7,62 mm e le FN Minimi C9 da 5,56 mm, come pure le più anziane mitragliatrici statunitensi Browning M2 calibro .50 BMG; per il supporto di fuoco, sono impiegati mortai britannici L16 81mm Mortar, mentre il reggimento d'artiglieria dispone anche di alcuni cannoni L118 Light Gun da 105 mm. Arma anticarro standard è il lanciarazzi svedese Carl Gustav calibro 84 mm, anche se recentemente è stato introdotto in servizio anche il FGM-148 Javelin statunitense; per la difesa antiaerea ravvicinata, è utilizzato il missile MBDA Mistral di progettazione francese.

L'esercito non dispone di carri armati, ma le unità meccanizzate sono dotate di un certo numero di veicoli blindati NZLAV, versione locale del blindato canadese LAV III, che dal 2004 hanno completamente sostituito i vecchi M113 di produzione statunitense[23]; nel campo dei veicoli leggeri, molto diffusi sono gli autocarri 4x4 Pinzgauer High Mobility All-Terrain Vehicle britannici, disponibili in varie versioni specializzate (centro comando, ambulanza, trasporto munizioni, ....).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Come New Zealand Permanent Militia, poi Permanent Force; il nome "New Zealand Army" venne adottato ufficialmente nel 1950.
  2. ^ a b NZ Army - Historical Chronology 1827-1899
  3. ^ a b c NZ Army - Historical Chronology 1902-1919
  4. ^ a b c A brief history - New Zealand in the South African ('Boer') War
  5. ^ a b c NZ Army - Historical Statistic
  6. ^ Phipip Haythornthwaite, Gallipoli 1915, Osprey Publishing, 1998. ISBN 84-7838-990-3
  7. ^ New Zealand History online - New Zealand and the First World War
  8. ^ a b c NZ Army - Historical Chronology 1939-1946
  9. ^ Peter D. Antill, Operazione Merkur, Osprey Publishing, 2009. ISNN 1974-9414
  10. ^ Andrea Santangelo, Quelli della Gotica, Rimini, A.R.R.S.A., 2005, p. 57. ISBN 88-89469-02-1
  11. ^ a b Ken Ford, Le quattro battaglie di Cassino, Osprey Publishing, 2009. ISNN 1974-9414
  12. ^ John Crawford, "A Campaign on Two Fronts: Barrowclough in the Pacific", in John Crawford, Kia Kaha: New Zealand in the Second World War, Auckland, Oxford University Press, 2000, pp. 140–162.
  13. ^ NZ Army - Historical Chronology 1939-1946 Korean War
  14. ^ a b c NZ Army - Historical Chronology 1954 - 1972
  15. ^ Philip Katcher, Lee E. Russel, Eserciti della guerra del Vietnam, Osprey Publishing, 1999, p. 39. ISBN 84-8372-074-4
  16. ^ New Zealand History online - New Zealand and the Vietnam War
  17. ^ a b NZ Army - Historical Chronology 1997 - current
  18. ^ NZ Army - Media Relase
  19. ^ NZ Army - Army Organisation Chart
  20. ^ NZ Army - Structure 2nd land Force
  21. ^ NZ Army - Structure 3rd land Force
  22. ^ NZ Army - Personal Weapons
  23. ^ NZ Army - NZLAV

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra