New Left Review

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New Left Review è una rivista politica britannica nata nel 1960, derivante dalla fusione di due precedenti esperienze editoriali: The Reasoner, poi The New Reasoner fondata nel 1956 da militanti comunisti usciti dal Partito Comunista Britannico in polemica con l'atteggiamento di quel partito nei confronti dei Fatti d'Ungheria e Universities and Left Review, creata nel 1957 da studenti ed ex-studenti di Oxford, che aspiravano ad un socialismo democratico e rifiutavano l'atteggiamento imperialista dimostrato dal Labour Party nel corso della Crisi di Suez del 1956.

La rivista si proponeva di controbattere, da una prospettiva marxista, la dominante ortodossia revisionista dei laburisti.[1] Già dal nome appare chiaro che i promotori intendevano costituire la rivista teorica del movimento New Left. I membri della rivista si adoperarono infatti anche per la costituzione di New Left Clubs, che lavorassero alla ricostruzione di una forza autenticamente socialista, espressione della classe operaia britannica. Il nome, peraltro, era già stato usato dal sociologo americano di area radical C. Wright Mills. Egli scrisse nel 1960 una Open Letter to New Left (Lettera aperta alla Nuova Sinistra), che ebbe un grandissimo impatto tra i giovani intellettuali progressisti.

In essa Wright Mills definiva "vecchia sinistra" sia i comunisti che i riformisti così come i liberalradicali, che avrebbero tutti tradito gli ideali di libertà e giustizia. Il primo direttore della rivista (bimestrale) fu Stuart Hall, studioso della cultura di massa e grande cultore del pensiero di Antonio Gramsci, che introdusse nella cultura britannica. Ben presto, nel 1962, fu sostituito da Perry Anderson, già editore della rivista New University che accentua il carattere scientifico della rivista e il suo rapporto con il cosiddetto marxismo occidentale. Ad Anderson succedette, nel 1982, Robin Blackburn, che guidò la rivista fino al 2000, quando la direzione fu per breve tempo (2000-2003) ripresa dallo stesso Anderson, sostituito poi, fino ad oggi (2009) da Susan Watkins.[2]

La rivista è stata ed è tuttora la più prestigiosa testata della sinistra intellettuale in Gran Bretagna e per gran parte del mondo anglofono. Essa si è avvalsa di collaborazioni e interlocutori di grandissimo peso anche internazionale, come Louis Althusser e Lucio Colletti, contribuendo in maniera sostanziale al rinnovamento del marxismo. Attualmente la maggior parte degli articoli provengono dagli Stati Uniti, dal Giappone, dalla Turchia, dall'Indonesia, da Cuba, dall'Iraq, dal Messico e dalla Palestina, oltre che dai principali paesi europei. L'ambito di analisi più recente riguarda la globalizzazione, i movimenti post-Seattle, no-global, e nel complesso quelli che si oppongono al neoliberismo. Notevole anche l'interesse per le forme della cultura, soprattutto il cinema, la letteratura, sempre prediligendo le posizioni di avanguardia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chun Lin, The British New Left, Edinburgh University Press, 1993. ISBN 0748604227
  • Duncan Thompson, Pessimism of the Intellect? A History of New Left Review, Merlin Press, 2007. ISBN 0850365562

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I contenuti delle riviste madri della New Left Review, (EN) The New Reasoner e (EN) Universities & Left Review, sono consultabili presso (EN) Amiel Melburn Trust Internet Archive.
  2. ^ Storia della rivista dal sito della stessa (EN) here.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]