New Delhi metallo-beta-lactamase

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Struttura della colistina, uno dei pochi antibiotici efficaci contro i batteri esprimenti il gene NDM-1.

Nuova Delhi Metallo-beta-lattamasi (NDM-1) è un enzima recentemente identificato che rende i batteri resistenti ad un ampio spettro di antibiotici beta-lattamici. Questo include anche gli antibiotici della famiglia dei carbapenemi che sono stati un punto fermo per il trattamento di altri batteri resistenti agli antibiotici. Il gene di NDM-1 è un membro di una famiglia di grandi geni che codificano enzimi beta-lattamasi chiamati carbapenemasi, in grado di idrolizzare i carbapenemi.

I Batteri che trasportano tali geni sono spesso denominati dai media "superbatteri", dal momento che le infezioni provocate da questi batteri sono molto difficili da trattare con successo. La produzione degli enzimi NDM-1 causa una resistenza verso diverse classi di antibiotici: penicilline, cefalosporine (cefepime e ceftriaxone), carbapenemi ed aztreonam.

Infatti, nel Regno Unito, l'Agenzia per la protezione della salute ha dichiarato che "la maggior parte dei batteri isolati con l'enzima NDM-1 sono resistenti a tutti gli antibiotici per via endovenosa standard per il trattamento delle infezioni gravi".

NDM-1 fu individuato per la prima volta nel dicembre 2009 in un paziente affetto da Klebsiella pneumoniae.

Uno studio condotto da un team composto da studiosi di varie nazioni è stato pubblicato nel numero di agosto 2010 della rivista The Lancet Infectious Diseases. Questo studio ha esaminato la comparsa e la diffusione di batteri che trasportano il gene blaNDM-1.[1]

Tutti i batteri isolati erano resistenti alle più diverse classi di antibiotici, compresi gli antibiotici beta-lattamici e i fluorochinoloni e gli aminoglicosidi, ma la maggior parte erano ancora sensibile al colistina, un antibiotico polimixinico.[1] All'inizio di agosto 2010 un composto chimico, denominato GSK-299423, è stato in grado di lottare significativamente contro i batteri resistenti agli antibiotici, rendendo tali batteri non più in grado di riprodursi, ottenendo così un probabile trattamento al ceppo NDM-1.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Kumarasamy KK, Toleman MA, Walsh TR, Bagaria J, Butt F, Balakrishnan R, Chaudhary U, Doumith M, Giske CG, Irfan S, Krishnan P, Kumar AV, Maharjan S, Mushtaq S, Noorie T, Paterson DL, Pearson A, Perry C, Pike R, Rao B, Ray U, Sarma JB, Sharma M, Sheridan E, Thirunarayan MA, Turton J, Upadhyay S, Warner M, Welfare W, Livermore DM, Woodford N, Emergence of a new antibiotic resistance mechanism in India, Pakistan, and the UK: a molecular, biological, and epidemiological study in The Lancet Infectious Diseases, vol. 10, nº 9, 2010, pp. 597-602, DOI:10.1016/S1473-3099(10)70143-2, PMC 2.933.358, PMID 20.705.517.

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