Nessun messaggio in segreteria

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Nessun messaggio in segreteria
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Pierfrancesco Favino in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Paolo Genovese, Luca Miniero
Soggetto Luca Miniero, Paolo Genovese
Sceneggiatura Paolo Genovese, Luca Miniero
Produttore Sauro Falchi
Produttore esecutivo Anna Falchi
Fotografia Mario Amura
Scenografia Valentina Scalia
Interpreti e personaggi

Nessun messaggio in segreteria è un film del 2005, diretto dai registi Paolo Genovese e Luca Miniero.

Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 15 marzo 2005.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista è Walter (Carlo Delle Piane), pensionato solitario ancora pieno d’energia e di fantasia: convinto da un articolo di giornale che per ogni giovane che lavora c’è un anziano che sta a casa, Walter decide di andarselo a cercare, questo giovane, e di aiutarlo standogli vicino come una sorta di angelo custode, perché "uno che lavora per te è una grande responsabilità". Aiutato dalla piccola Sara (Nicole Murgia), unica amica ed alleata, e sbeffeggiato dalla cinica portiera (Simona Caparrini), Walter sceglie Piero (Pierfrancesco Favino), un impiegato indefesso ma patologicamente timido, anonimo e senza carattere, anche lui solitario, che ha tra le priorità in calendario sulla lavagna di casa "cominciare a vivere pericolosamente" ma è in realtà totalmente incapace di dar senso ad un quotidiano che lo soffoca e lo costringe in un angolo, perennemente fuori contesto. Nella vita di Piero, Walter entrerà prepotentemente, senza bussare né chiedere il permesso, stravolgendogliela, riempiendogliela (ma al contempo vedendosi riempire finalmente la sua) ed insegnandogli, in una altalena di "amore/odio", una nuova prospettiva dalla quale guardare se stesso ed il mondo, nonché le tecniche per conquistare Francesca (Lorenza Indovina), mamma single di Sara delusa dagli uomini, della quale Piero s’è perdutamente invaghito pur senza avere, ovviamente, il coraggio di dichiararsi. Nello svilupparsi della storia, caratterizzata da una girandola di situazioni al limite di una favolistica surrealtà, a caccia di una felicità che sembra irraggiungibile, Piero tenta dapprima di ribaltare completamente il proprio modus vivendi, vestendo i panni di un uomo forte e fin troppo esuberante (alter ego simpaticamente interpretato da Valerio Mastandrea), capace di conquistare la donna amata con uno schioccar di dita, ma si accorge poi che questa maschera gli provoca una sofferenza più grande della gioia d'aver conquistato Francesca e confessa a lei, candidamente, il suo disagio attraverso una romantica lettera. Il finale lascia ampio spazio all'ottimismo ed alla speranza che il vero amore sappia andare oltre le apparenze, chiedendo per sé solo sincerità.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film vi sono diverse citazioni implicite del film Léon del 1994 diretto da Luc Besson. Ad esempio all'inizio del film, Sara, sostenendo che Walter sia un killer, gli dice di stare tranquillo, che deve solo "bere latte e trattarla bene", proprio come Jean Reno nel film di Besson. Inoltre Walter si rivolge spesso a Piero con l'appellativo di "Leone".
  • Cameo di Gianfranco Funari che interpreta sé stesso.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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