Nesoclopeus poecilopterus

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Rallo alibarrate
Nesoclopeus.poecilopterus.ofgh.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto [1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Gruiformes
Famiglia Rallidae
Genere Nesoclopeus
Specie N. poecilopterus
Nomenclatura binomiale
Nesoclopeus poecilopterus
(Hartlaub, 1866)

Il rallo alibarrate (Nesoclopeus poecilopterus Hartlaub, 1866) era un uccello della famiglia dei Rallidi, recentemente scomparso, originario delle isole Figi[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il rallo alibarrate era un grosso Rallide (35 cm) probabilmente incapace di volare, munito di un robusto becco. Sulle regioni superiori il piumaggio era marrone e su quelle inferiori grigio scuro; nella parte centrale della gola era presente una macchia biancastra; sulle ali, color castano brillante, spiccava una serie di barre nere. Il becco era giallo e arancio, l'iride marrone chiaro e le zampe e i piedi di colore giallo. I maschi erano più piccoli delle femmine.

Il parente più stretto del rallo alibarrate è il rallo di Woodford (N. woodfordi) delle isole Salomone, ma molto probabilmente queste due specie costituiscono i relitti di un gruppo più numeroso, dall'areale più vasto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La specie era presente unicamente su due isole delle Figi: Viti Levu e Ovalau.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Uovo di rallo alibarrate.

Le uniche osservazioni riguardanti la biologia di questa specie sembrano essere state quelle compiute da Edgar Leopold Layard, che nel 1875 scrisse:

« Abbastanza diffuso; abita le fitte boscaglie di taro e le paludi. Molto timido, viene avvistato solo raramente, ma viene, almeno credo, preso facilmente in trappola dai nativi, che lo chiamano Mbidi. Depone sei uova (in un nido fatto di carici), dal colore di fondo crema-e-fragola, screziate, soprattutto attorno al polo ottuso, da macchioline violacee chiare e da altre color sangue secco scuro ... [3,8×2,8 cm nel punto più largo] ... Nidifica in novembre e dicembre, e, credo, verso marzo[3]»

Ernst Mayr (1945) sosteneva che il rallo alibarrate fosse il misterioso sasa, un uccello incapace di volare noto ai figiani, che viveva nelle cavità del suolo delle zone montuose[3].

Estinzione[modifica | modifica sorgente]

Molti naturalisti, compresi i membri della «Whitney South Seas Expedition» (una serie di esplorazioni guidate negli anni '20 dall'American Museum of Natural History, finanziate da Harry Payne Whitney), hanno cercato questo rallo senza successo[3]. L'ultimo esemplare conosciuto venne catturato nel 1890, ma David Holyoak sostenne di avere avvistato l'uccello nel 1973[3]. Si ritiene che le responsabili della sua scomparsa siano state le manguste, introdotte dall'uomo, sebbene altri uccelli terricoli presenti nelle stesse zone siano sopravvissuti.

Ne rimangono solamente alcuni esemplari impagliati, conservati a Cambridge (Massachusetts), Berlino, Boston, Leida, Liverpool, Tring e New York.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Nesoclopeus poecilopterus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Rallidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  3. ^ a b c d Day, D. (a cura di), The doomsday book of animals, University of Michigan, Viking Press, 1983, ISBN 0-670-27988-9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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