Neoespressionismo

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Il neoespressionismo è stato un movimento artistico, perlopiù focalizzato sulla pittura, che nasce negli anni settanta del Novecento, si caratterizza per un deciso recupero della figura spesso rappresentata sotto la lente deformata dell'inquietudine. Nonostante ciò, si tratta di un'immagine che si deteriora, si consuma e si dematerializza dietro il ruvido trattamento pittorico.

Diffuso soprattutto negli Stati Uniti, in Germania ed in Italia, il neoespressionismo, dopo l'anarchia sperimentale degli anni precedenti, ha indicato un percorso che viaggia a ritroso alla riscoperta di forme di matrice più tradizionale. Questa, forse, una delle ragioni per le quali è stato ben accolto dai mercanti e dai collezionisti d'arte di tutto il mondo.

I principali esponenti negli Stati Uniti sono Julian Schnabel, noto soprattutto per i suoi "plate painting" e David Salle, il quale però denota una stretta relazione con l'Assemblage e con l'Espressionismo astratto. Manipolando l'immagine, recuperata invariabilmente dall'immaginario collettivo, in chiave di raffinato ed ironico voyeurismo. Bisogna poi, comunque fare il nome, per tutto il periodo in cui ha bruciato nella sua parabola inevitabilmente discendente, Jean-Michel Basquiat. Che con la sua carica dirompente ed ingenua ha tracciato linabocchi che spesso hanno rivendicato la condizione della tabula rasa.

In Germania, dove è ancora forte la memoria dell'Espressionismo e dove le nuove generazioni sentono il bisogno di prendere le distanze dal passato olocausto, i suoi esponenti sono a volte chiamati Neuen Wilden, 'Nuovi Selvaggi'. Esponenti di spicco sono Georg Baselitz con le sue immagini rovesciate e Anselm Kiefer, il quale quest'ultimo, tende a mischiare elementi reazionari con gli elementi dell'avanguardia, proponendo molteplici versioni del tema dell'Olocausto. Accomunano i lavori dei cosiddetti "nuovi selvaggi" un cromatismo violento e fortemente espressivo, una figurazione semplificata e spesso elementare, un senso tragico dell'umanità e della storia.

In Italia, questa nuova tendenza, è stata spesso inscritta nell'ambito di quel che Achille Bonito Oliva ha denominato nel '79 Transavanguardia: "La transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell'inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un'immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione". Gli esponenti di maggior spicco sono Sandro Chia, dall'estro manierista il quale dipinge con un gesto carico che si snoda sulle tele con colori accesi ed accostamenti violenti che ricordano in qualche modo la tradizione con Rosso Fiorentino; Enzo Cucchi, uno sperimentatore che lancia furtivi ammiccamenti al Concettualismo e Francesco Clemente e Mimmo Paladino che tutto sembrano toccare e tutto sembrano poi utilizzare per rappresentare quel che scorge fra i reconditi piani sdruccioli del loro inconscio espressivo.

Ma non mancano altri artisti come Mimmo Germanà, e poi Ernesto Tatafiore e poi ancora Bastiano da Montalbano, il quale quest'ultimo, sembra far proprie le necessità di un rinnovato rapporto con l'etica ed il sociale attraverso un'immagine che perde però i propri contatti con la realtà per diventare simbolista.
Mimmo Germanà, impegnato con la sua pittura calda, dalla figurazione visionaria e dai colori fauve, recupera spesso spunti e citazioni dall’arte del passato remoto.

Ernesto Tatafiore, sul quale, Achille Bonito Oliva ebbe a definirlo l'artista dall'operato neo-illuministico. In quanto teso ad operare su un legame etico tra arte e storia.
Artista a tutto tondo, Bastiano da Montalbano, si dedica a tematiche affondate nel sociale, utilizzandole per stuzzicare il pubblico competente ad una discussione e riflessione su vari temi di attualità.

Si possono collocare nella corrente del neoespressionismo anche alcuni pittori di area inglese quali Lucian Freud. Pittore decisamente figurativo che viaggia alla riscoperta di una tradizione prettamente ritrattistica. Per quanto i suoi ritratti siano più interiori che esteriori, più introspettivi che riflessivi. Ma sempre con un'ineccepibile conoscenza dell'anatomia.

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