Nemico pubblico (termine)

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Nemico pubblico (in originale Public enemy) fu la denominazione data dalla FBI a criminali descritti come un pericolo relativamente alto per la società in un periodo (anni 1930) in cui la criminalità diffusa dalla grande depressione che colpì gli Stati Uniti portò alla nascita di bande più o meno legate tra loro da un alone di leggenda e dall'interesse dell'opinione pubblica e contemporaneamente all'affermazione di Cosa nostra americana, specialmente a Chicago per mano di Al Capone, come organizzazione criminale più potente dell'intera nazione.

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

Il termine fu usato per la prima volta nell'aprile 1930 da Frank J. Loesch, all'epoca presidente della Chicago Crime Commission, per denunciare pubblicamente la persona di Al Capone e le attività illecite che portava avanti con i suoi uomini, che dato il clima di omertà risultava inattaccabile ai capi d'accusa e i tentativi di incriminazione per i reati delittuosi di cui era sì protagonista, ma non imputabile per la scarsità di prove che rendevano impossibile affermarne le responsabilità penali.

In seguito, fu l'FBI capitanata da J. Edgar Hoover a far proprio il termine e a usarlo per stilare una lista di "public enemies" al cui vertice appariva Capone (motivo per cui fu anche conosciuto come il "nemico pubblico numero 1"), seguito da rapinatori di banche e banditi storici che caratterizzarono l'era della criminalità della Grande depressione.

Quel periodo fu così importante per la storia dell'America, e dell'ufficio investigativo in generale, che alcuni lo definirono, e continuano a definirlo, come l'era dei nemici pubblici.[1][2]

Liste[modifica | modifica sorgente]

La prima lista dei nemici pubblici fu pubblicata dal giornale Chicago Tribune il 24 aprile 1930 e incluse in ordine di rilevanza per la cattura e pericolosità i seguenti nomi[3]:

  1. Al Capone
  2. Ralph Capone
  3. Frank Rio
  4. Jack McGurn
  5. Jake Guzik
  6. Bugs Moran
  7. Joe Aiello
  8. Edward "Spike" O'Donnell
  9. Joe Saltis
  10. Myles O'Donnell

Le persone elencate nella lista ebbero la fama d'essere mafiosi di spicco dell'epoca o banditi dell'era durante e postproibizionista, ma al momento della pubblicazione d'essa non furono in latitanza. La lista fu pubblicata, infatti, per stimolare le autorità competenti a reprimere e contenere il fenomeno criminoso dilagante attraverso l'arresto dei più importanti elementi conosciuti ma tuttavia inattaccabili.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco di fuorilegge nell'era del proibizionismo.

Tra le altre persone comparse nelle successive liste della FBI vi furono: John Dillinger, Baby Face Nelson, Bonnie e Clyde, Ma Barker e Alvin Karpis.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Owen, Richard. "[Gangsters and Outlaws of the 1930's: Landmarks of the Public Enemy Era]".
  2. ^ Burrough, Bryan. "[Public Enemies: America's Greatest Crime Wave and the Birth of the FBI, 1933-34]".
  3. ^ Charles Nicoletti and Salvatore Gianacana were not listed in the Chicago Crime Commission's April 24, 1930 list of Public Enemies. The Complete Public Enemy Almanac by William J. Helmer and Rick Mattix, page 283.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bergreen, Laurence (1994). Capone: The Man and the Era. New York: Simon and Schuster. ISBN 0-684-82447-7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]