Nello Baglini

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Nello Baglini

Nello Baglini (Pisa, 20 ottobre 1907[1]Firenze, 6 aprile 1999) è stato un imprenditore italiano.

Industriale nel settore degli inchiostri per stampa, venne eletto presidente della Fiorentina nell'aprile 1965, rilevando una società con un passivo di 800 milioni di lire.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'ACF Fiorentina.

Sotto la sua presidenza la squadra viola fu campione d'Italia, con Bruno Pesaola in panchina nel 1968-1969, vincendo con Chiappella anche una coppa Italia e una Mitropa Cup. Baglini lasciò la presidenza della Fiorentina nel 1971 a Ugolino Ugolini, continuando tuttavia ad interessarsi della società. Fondò inoltre il primo Viola Club.

Il 1965 è un anno molto importante nella storia della società viola, con il cambio della presidenza a fine campionato, al posto dell'uscente Longinotti, arriva Nello Baglini, che si propone l'obbiettivo di risanare il dissestato bilancio societario vendendo i giocatori di grido.

Nello Baglini con la formazione della Fiorentina e quella del Catanzaro in posa con la Coppa Renato Dall'Ara e la Coppa Italia 1965-1966.

Con Baglini questa stagione passerà agli archivi come una delle due in cui la Fiorentina ha vinto due titoli.

La campagna ringiovanimento della Fiorentina continua con l'arrivo di Giancarlo De Sisti e di Bernardo Rogora, mentre dalle giovanili arrivano in prima squadra i promettenti Claudio Merlo e Luciano Chiarugi. In questa stagione la Fiorentina di Nello vince e convince, giungendo quarta in campionato con loro i "vecchi" titolari Albertosi, Brizi, Ferrante, Brugnera, Bertini e Nuti, e i giovani sopracitati, formando un mix in cui mister Giuseppe Chiappella[3][4] ha il compito di costruire una squadra che dimostrerà più avanti il suo effettivo valore. Capitano, un po' a sorpresa, ma sicuramente con pieno merito, diventa Kurt Hamrin, per un paio d'anni, fino a quella che sarà l'era di Giancarlo De Sisti comprato dal presidente (campione d'Europa nel 1968). Nella stagione in corso i giovani viola si aggiudicano la terza Coppa Italia della storia della società gigliata superando in finale il Catanzaro. Hamrin diventa capocannoniere della Coppa, con 5 gol.[5] A Firenze, la vincono anche la Coppa Mitropa (Coppa dell'Europa Centrale).[6] Hamrin viene premiato a fine partita contro il Wiener Sportklub, complessivamente in questo torneo realizza 17 gol dal 1960 al 1967.

La Fiorentina di Nello Baglini vincitrice la Coppa Mitropa

Inoltre la Fiorentina, fu la prima e unica squadra italiana ad aver conquistato, nella stessa stagione, un double continentale di rango minore, la Coppa Mitropa (ancorché trofeo non riconosciuto dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee UEFA) alla Coppa Italia.

La Fiorentina di Baglini nel campionato 1966-67 finisce con il quinto posto finale. Il 1966 è un anno poco felice per la Fiorentina e per Firenze, è l'ultima stagione con la casacca viola per Hamrin dopo 10 anni dal suo arrivo a Firenze. Lo svedese lascia un'eredità di 151 reti in partite ufficiali. Inoltre la città deve sopportare la famosa alluvione, è il 4 novembre 1966 il fiume in piena colpisce la città e in particolare il centro storico portando morte e distruzione. Un altro giovane giocatore viola, destinato a vestire per molto tempo la maglia gigliata, viene lanciato dal settore giovanile, si tratta di Salvatore Esposito. La strada della Fiorentina in Coppa Italia si ferma ai quarti di finale, sconfitta a Milano dall’Internazionale, mentre in Europa il club gigliato arriva fino alla semifinale in Coppa Mitropa.

Nella Serie A 1967-1968 i gigliati si classificano al quarto posto finale, Baglini compra nuovi giocatori Amarildo, Mario Maraschi e Franco Superchi. Durante il campionato al posto di Beppe Chiappella alla panchina arrivano Luigi Ferrero ed Andrea Bassi, che porteranno la Fiorentina dalla metà della classifica ai primi posti a fine stagione. Nuovo capitano viola, fino al 1974, da quest’anno è Giancarlo De Sisti bandiera gigliata. La Fiorentina, sia in Coppa Italia che in Coppa delle Fiere, viene eliminata al 2º turno.

La formazione di Bari-Fiorentina, incontro del 15 marzo 1970. I viola di Baglini Campioni d'Italia

Nello Baglini nella Serie A 1968-1969, porto a Firenze, il tecnico Bruno Pesaola che condusse il club gigliato alla conquista del secondo Scudetto: in precedenza, l'allenatore argentino aveva portato il Napoli alla vittoria della Coppa Italia 1961-1962 e al secondo posto nell'ultimo campionato. Malgrado un avvio lento, la squadra viola risalì la classifica: per una sola domenica si issò al primo posto, mancando però la conquista del titolo invernale a favore del Cagliari.[7] Tornò in testa il 9 marzo, dopo la vittoria contro il Lanerossi Vicenza per 3-0: da quel momento, occupò stabilmente la prima posizione resistendo ai tentativi di rimonta del Cagliari e del Milan, vincendo il titolo con una giornata di anticipo grazie al successo in trasferta contro la Juventus dell'11 maggio (2-0, con reti di Chiarugi e Maraschi). Come nella stagione 1955-56, quella del primo scudetto, subì un'unica sconfitta realizzando un'inedita imbattibilità esterna.[7] In Coppa delle Fiere la Fiorentina si fermò agli ottavi di finale.

Da campione d'Italia, la Fiorentina di Nello ritornò in Coppa Campioni dopo essere stata, nel 1957, il primo club italiano a disputare una finale: il cammino, in questa edizione, terminò nei quarti di finale. Sul fronte nazionale invece, i viola iniziarono bene il campionato prima di essere sorpassati dal Cagliari di Gigi Riva che si aggiudicherà poi il titolo: la Fiorentina arriverà quinta. Bruno Pesaola porta la squadra in finale della Coppa delle Alpi, persa contro il Basilea, ai quarti di finale di Coppa Italia e Coppa dei Campioni. Nella Serie A 1969-1970, a Bruno Pesaola come allenatore della squadra, gli è stato assegnato il premio Seminatore d'Oro.

Brutto l'ultimo campionato di Baglini la Fiorentina, si classifica dodicesima. La squadra viola comincia alla grande con buoni risultati, ma il campionato diventa subito in salita con la squadra allenata prima da Bruno Pesaola, esonerato, e poi da Oronzo Pugliese che lotta per non retrocedere. L’ultima giornata vede i gigliati salvarsi dopo il pareggio contro la Juventus a Torino (1-1) e la contemporanea sconfitta del Foggia sul campo del Varese. Si resta in serie A ma la squadra è sicuramente da cambiare in molti elementi, è finito un ciclo storico per il club viola. Fu il campionato dei pareggi: 19 su 30 partite (con solo 3 vittorie). In Coppa Italia i viola si fermano al girone finale, arrivando terzi ad un solo punto dalla vittoria.

Il presidente della Fiorentina Nello Baglini entra nella Hall of Fame Viola.[8]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Certificato di nascita a Astrodatabank
  2. ^ Presidenti dell'ACF Fiorentina, ATF Associazione Tifosi Fiorentini. URL consultato il 13-10-2010.
  3. ^ Come allenatore della squadra in questa stagione, gli è stato assegnato il premio Seminatore d'Oro
  4. ^ Sappino, 2000, pag. 594
  5. ^ Coppa Italia 1965/66 su rsssf.com
  6. ^ (EN) Davide Rota, Mitropa Cup 1966, www.rsssf.com. URL consultato il 03-03-2009.
  7. ^ a b Italy Championship 1968/69 Rsssf.com
  8. ^ Il Museofiorentina.it celebra la Hall of Fame Viola in Museofiorentina.it.