Nella città l'inferno

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Nella città l'inferno
Gajoni Magnani.jpg
Cristina Gajoni (Marietta) ed Anna Magnani (Egle) in una scena del film.
Titolo originale Nella città l'inferno
Paese di produzione Italia
Anno 1958
Durata 106 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Renato Castellani
Soggetto Isa Mari (romanzo)
Sceneggiatura Suso Cecchi d'Amico, Renato Castellani
Produttore Giuseppe Amato per Riama Film
Distribuzione (Italia) Cineriz (1958)
Fotografia Leonida Barboni
Montaggio Jolanda Benvenuti
Musiche Roman Vlad
Scenografia Ottavio Scotti
Costumi Beni Montresor
Interpreti e personaggi
Premi

Nella città l'inferno è un film del 1958 diretto da Renato Castellani, tratto dal romanzo Roma, via delle Mantellate[1] di Isa Mari.

Si tratta di un dramma di ambientazione carceraria, sostenuto dall'intensa interpretazione della coppia formata da Anna Magnani e Giulietta Masina.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lina è una domestica di Roma che viene accusata di complicità nel furto commesso nella casa in cui lavora. Non volendo accettare la responsabilità del vero autore del misfatto, il suo fidanzato, se ne accolla la colpa, per cui viene arrestata e condotta nella prigione femminile delle "Mantellate".. Qui subisce la personalità di Egle, una detenuta ormai avvezza al carcere che la prende sotto la sua protezione nei confronti delle altre carcerate. Per Lina l’esperienza della detenzione sarà drammatica.

Infatti, quando viene riconosciuta innocente e torna in libertà, Lina è ormai un'altra persona, con una visione della vita trasformata dall'esperienza carceraria e dal contatto con il violento, ma a suo modo magnetico, mondo del crimine. Nel frattempo Egle entra in amicizia con Marietta, una ragazza che sogna di sposare uno sconosciuto che ha visto dalle inferriate del carcere e si rende conto che nella vita sono possibili esperienze basate sull'affettività.

Lina ed Egle si incontrano di nuovo quando la prima, che ormai si è data ad una vita dissoluta, viene nuovamente arrestata e rientra in prigione. Adesso però è diventata una persona spavalda e beffarda ed entra in conflitto con Egle, che le rimprovera di aver buttato via la sua vita, pur sapendo di essere anche lei responsabile della trasformazione che ha portato la donna sulla strada della perdizione. Quando è il turno di Egle di uscire dal carcere, lei promette di cambiare vita.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La genesi del soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Castellani arrivò a girare «Nella città l’inferno» dopo aver invano tentato di realizzare la sua idea di un film sulla vita di Paolina Borghese. Quando presero in considerazione questa tematica partendo dal libro di Isa Mari, che era stata davvero in carcere, lui e la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico passarono molte settimane a documentarsi, sia in Tribunale per assistere ai processi, sia nelle carceri per incontrare detenuti.[3] Durante queste ricerche l’idea originaria era quella di utilizzare, come interpreti con la Masina[4] vere carcerate.

I rapporti tra Magnani e Masina[modifica | modifica wikitesto]

Giulietta Masina, una delle due principali interpreti del film.

Durante la lavorazione del film vi furono insistenti voci su forti dissapori tra le due attrici, la Masina e la Magnani, a stento governate dal regista e dalla produzione. Secondo quanto racconta Patrizia Carrano[5] all’inizio Castellani pensava ad una sola protagonista, la Masina, ma poi si convinse ad affiancarle un’altra attrice, Silvana Mangano, la quale però chiese un cachet così alto da indurre Peppino Amato,, il produttore, a rinunciare. Fu la stessa Masina, che aveva incontrato la Magnani a New York tempo addietro,[6] a proporre il nome della Magnani. Dice la Masina «Io dovevo fare la protagonista (…) ma alla fine fui quasi spazzata via». Ed ancora: «quello non è un film di Castellani, è un film della Magnani.»

Lo stesso Castellani ricorda[3] che «la Magnani entrò nel film con la voracità di un leone.» Dato lo stile diversissimo delle due attrici, la Masina effettuava diverse prova prima di girare le scene in cui compariva, mentre la Magnani andava direttamente sul set. I rapporti tra le due protagoniste peggiorarono quando la Masina, in una intervista all’«Europeo» definì il film che stavano girando un incontro tra «vecchia e nuova generazione sul set», accendendo la permalosità della Magnani. Non furono più girate scene insieme, tranne una nella quale era prevista una rissa tra le due detenute.

Copie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Trasatti[3] di questa opera «circola da tempo una copia contraffatta, diversa da come il regista intende l’opera. In questa copia sono state soppresse intere sequenze e, peggio, il montaggio è stato rifatto, contro la volontà dell’autore».

Anteprima a Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu presentato dalla Magnani privatamente a Parigi[7] durante un soggiorno che l’attrice fece nella capitale francese, prima di recarsi negli Stati Uniti per girare «Pelle di serpente», con Marlon Brando. Alla proiezione privata erano presenti alcuni amici: Jean Marais, Leonor Fini e Georges Auriac. Allora si disse che il film avrebbe avuto un grande successo a Cannes, ma quell’anno la Palma d'oro andò ad «Orfeo negro», diretto da Marcel Camus,[8] mentre il film italiano premiato fu «Policarpo, ufficiale di scrittura», per la regia di Mario Soldati.

Incasso[modifica | modifica wikitesto]

«Nella città l’inferno» ha incassato 347.500.000 lire.[9] Nonostante il positivo riscontro della critica, sin da quando venne presentato al 12º Festival di Cannes[10], nelle sale il film non ebbe grande successo, restando ben al di sotto, in termini di incasso, di pellicole coeve anche molto meno lodate.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - Premio Sant Jordi

Critica e commenti[modifica | modifica wikitesto]

Il carcere delle Mantellate, nella omonima via di Roma, sul retro di Regina Coeli, dov'è ambientato il film

Tutta la critica, come si diceva, diede valutazioni elogiative della pellicola, tranne qualche isolata eccezione.

  • Filippo Sacchi su «Epoca» dell'8 febbraio 1958.[11]

«Il film è un match alla pari tra Magnani/Egle e Masina/Lina. Se Anna Magnani domina da sola tutta la seconda parte della vicenda, Masina ha precedentemente tutto il tempo di portare avanti una di quelle sue ineffabili creature disarmate ed infantili, esitanti ai confini dell’irreale. Ma c’è un altro vincitore ed è Renato Castellani. Perché due grandi attrici presuppongono un grande film e [questo –n.d.r.] è un grande film».

  • M.G. [Mario Gromo – n.d.r.] su «La Stampa» del 31 gennaio 1959[12]

«Il film spicca comunque nella nostra produzione per la sua solida accuratezza, per una regia che, di sequenza in sequenza, di inquadratura in inquadratura è sempre indiscutibile, e per un variegato, ottimo gruppo di attrici...». Un giudizio positivo appena velato dal ritenere che «il copione è troppo sovente rimasto descrittivo».

  • Gianni Rondolino[13]

«Abilità registica di Castellani ed il suo gusto preciso per la situazioni drammatiche colte con fine sensibilità (…) ma sostanziale esilità culturale di una poetica che non riesce a sviluppare un discorso approfondito e critico, fuori dagli schemi del cinema consumistico».

  • Vittorio Spinazzola[14]

«Nella città l’inferno è impostato secondo i logori schemi del del romanzo ‘sociale’ ottocentesco e romantico.»

  • Marcello Morandini.[15]

«Uno stupendo film che da parte di Castellani ha tutta l’aria di una scommessa verso i suoi critici, e verso se stesso. L’avevano salutato come formalista ed ecco che affronta un tema di desolata umanità.»

  • Ermanno Contini[16]

«evidenza di espressione davvero magistrale nei particolari, nei contenuti, nei silenzi, nel movimento delle scene corali, ora concitate e drammatiche, ora patetiche o allegre, sempre significanti ed essenziali, e nel raccoglimento delle scene a due o tre».

«Qui l’impegno si muove su un terreno difficile, quello spirituale, e precede quelle tesi sociali e politiche che altri sarà libero di sviluppare…»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ‘’Le Mantellate’’, sezione di Regina Coeli, è stato il carcere femminile di Roma, sino a quando non fu sostituito da Rebibbia.
  2. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 1958
  3. ^ a b c da Sergio Trasatti: «Castellani». La Nuova Italia Edit, Firenze, 1984
  4. ^ Pochi mesi prima «Le notti di Cabiria» ,di cui la Masina era la principale protagonista, aveva vinto l’Oscar 1958 come miglior film straniero.
  5. ^ Patrizia Carrano: «La Magnani, il romanzo di una vita» Rizzoli Edit. Milano, 1982.
  6. ^ sempre secondo la Carrano, op. cit. in quella occasione la Magnani aveva detto alla Masina di invidiarla molto perché poteva essere diretta da Fellini, suo marito, ed aveva proposto di fare un film assieme.
  7. ^ servizio non firmato de «La Stampa» del 6 aprile 1959, consultato presso l’archivio on line del quotidiano.
  8. ^ Il film poi, nel 1960, vinse anche l’Oscar per il miglior film straniero.
  9. ^ Roberto Chiti e Roberto Poppi: «Dizionario del Cinema Italiano volume II (1945-1959)» Gremese Edit. Roma, 1981.
  10. ^ Leo Pestelli su «La Stampa» del 13 maggio 1959, descrivendo l’accoglienza del film al Festival parlò con toni positivi di «un altro successo italiano (…) dove il regista ha saputo cogliere ed intrecciare tanti drammi genuini…» – articolo consultato presso l’archivio on line del quotidiano
  11. ^ commento riportato in Matilde Hockofler «Anna Magnani» Gremese Editore, Roma, 1984 .
  12. ^ articolo consultato presso l’archivio on line del quotidiano.
  13. ^ da «Storia del Cinema Italiano, volume II» UTET edit., Torino, 1987.
  14. ^ in «Cinema Nuovo» marzo – aprile 1959.
  15. ^ su «La Notte» del 31 gennaio 1958, riportato da M. Hochkofler, op cit.
  16. ^ su «Il Messaggero» del 30 gennaio 1959.
  17. ^ da «Bianco e Nero» giugno 1959.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrizia Carrano: «la Magnani, il romanzo di una vita». Rizzoli Edit. Milano, 1982
  • Matilde Kohkofler: «Anna Magnani». Gremese Editore. Roma, 1984
  • Sergio Trasatti: «Castellani». La Nuova Italia Edit. Firenze, 1984
  • AA.VV. «Le attrici». Gremese editore, Roma 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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